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Castel Botestagno

Scavalcando il Passo Falzarego e raggiungendo Cortina d’Ampezzo, si ha testimonianza di un castello qui esistente fino alla seconda metà del XIX secolo. Si tratta del Castello di Botestagno, che si trovava nell’omonima località qualche chilometro a nord di Cortina.

Si presume che le origini di questa fortificazione siano addirittura di epoca longobarda (VII o VIII secolo), sebbene il primo nucleo in pietra risalga probabilmente tra la fine dell’XI e l’inizio del XII secolo, quando l’Imperatore Enrico IV donò queste terre al Patriarcato di Aquileia. Passò poi sotto il dominio dei da Camino, che ne fecero un centro di commerci e di riscossione dei dazi, quindi della Repubblica di Venezia e infine del Tirolo, sotto l’Imperatore Massimiliano I d’Asburgo (XVI secolo), quando raggiunse il suo apice di importanza e di splendore.

Nel ‘700 la sua fama iniziò a scemare e i costi per il suo mantenimento divennero troppo alti per un impero dalle casse quasi vuote. La rocca venne quindi messa all’asta e acquistata dalla Magnifica Comunità d’Ampezzo, che tuttavia la lasciò in stato di abbandono. Parzialmente utilizzato nella prima metà dell’800 per scopi militari, Botestagno fu definitivamente abbandonato e quindi demolito nella seconda metà del XIX secolo. Oggi è possibile vederne solo qualche rovina, quasi completamente inghiottita dalla vegetazione, in una bella posizione panoramica all’interno del Parco Naturale Dolomiti d’Ampezzo.

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Castel Botestagno

Scavalcando il Passo Falzarego e raggiungendo Cortina d’Ampezzo, si ha testimonianza di un castello qui esistente fino alla seconda metà del XIX secolo. Si tratta del Castello di Botestagno, che si trovava nell’omonima località qualche chilometro a nord di Cortina.

Si presume che le origini di questa fortificazione siano addirittura di epoca longobarda (VII o VIII secolo), sebbene il primo nucleo in pietra risalga probabilmente tra la fine dell’XI e l’inizio del XII secolo, quando l’Imperatore Enrico IV donò queste terre al Patriarcato di Aquileia. Passò poi sotto il dominio dei da Camino, che ne fecero un centro di commerci e di riscossione dei dazi, quindi della Repubblica di Venezia e infine del Tirolo, sotto l’Imperatore Massimiliano I d’Asburgo (XVI secolo), quando raggiunse il suo apice di importanza e di splendore.

Nel ‘700 la sua fama iniziò a scemare e i costi per il suo mantenimento divennero troppo alti per un impero dalle casse quasi vuote. La rocca venne quindi messa all’asta e acquistata dalla Magnifica Comunità d’Ampezzo, che tuttavia la lasciò in stato di abbandono. Parzialmente utilizzato nella prima metà dell’800 per scopi militari, Botestagno fu definitivamente abbandonato e quindi demolito nella seconda metà del XIX secolo. Oggi è possibile vederne solo qualche rovina, quasi completamente inghiottita dalla vegetazione, in una bella posizione panoramica all’interno del Parco Naturale Dolomiti d’Ampezzo.