Questo sito utilizza i cookies: per ulteriori informazioni accedi alla pagina Privacy

   

Chiesa di San Simone - Vallada

A Vallada Agordina, nella bella Val Biois e adagiata su di un costone boschivo del Monte Celentone e in posizione dominante sulla vallata, sorge la Chiesa di San Simon, dichiarata monumento nazionale nel 1984.

Caratterizzata da due ingressi in corrispondenza dei due piani del sagrato, una facciata a capanna, un rosone quadrilobato e un campanile realizzato in tre fasi distinte, la Chiesa di San Simon ha origini antiche. Una leggenda narra infatti che un soldato di nome Celentone costruì un oratorio dedicato ai SS Simone e Giuda Taddeso, e da quel momento in poi iniziò a diffondersi il Cristianesimo nella Val Biois.
Tuttavia, la prima testimonianza dell’esistenza del luogo di culto, come per molti edifici sacri della provincia, si trova in una bolla di Papa Lucio III del 1185.
 

Socio Fondatore

DE EN

Heart Cart Newsletter Go Search

Carrello

Newsletter

Iscrizione

Per iscriverti alla newsletter inserisci il tuo indirizzo email

Cancellazione

Per cancellarti dalla newsletter inserisci il tuo indirizzo email

Accedi

Per accedere inserisci la e-mail e la password che hai utilizzato per registrarti su infodolomiti.it
Recupero o modifica password?

Prima volta su infodolomiti.it?

Inizia ora. È facile e veloce!

Chiesa di San Simone - Vallada

A Vallada Agordina, nella bella Val Biois e adagiata su di un costone boschivo del Monte Celentone e in posizione dominante sulla vallata, sorge la Chiesa di San Simon, dichiarata monumento nazionale nel 1984.

Caratterizzata da due ingressi in corrispondenza dei due piani del sagrato, una facciata a capanna, un rosone quadrilobato e un campanile realizzato in tre fasi distinte, la Chiesa di San Simon ha origini antiche. Una leggenda narra infatti che un soldato di nome Celentone costruì un oratorio dedicato ai SS Simone e Giuda Taddeso, e da quel momento in poi iniziò a diffondersi il Cristianesimo nella Val Biois.
Tuttavia, la prima testimonianza dell’esistenza del luogo di culto, come per molti edifici sacri della provincia, si trova in una bolla di Papa Lucio III del 1185.
 

Architettura

L’architettura di questo tempio è semplice e riconduce alla tipiche costruzioni alpine: in passato era costituita da un’aula con soffitto a capriate a vista, un piccolo presbiterio con l’abside circolare e una sagrestia che probabilmente non esisteva o era di piccolissime dimensioni. Questa struttura rimase pressoché invariata fino al Cinquecento, quando il soffitto a capriate venne celato da uno piano che doveva ospitare un bell’affresco di Paris Bordon.
In quest’epoca trova collocazione nell’altare maggiore anche un bel flügelaltar in perfetto stile tedesco, mentre gli altari minori sono dedicati ai SS Giacomo e Bartolomeo e alle Sante Caterina e Barbara.

Nel 1773 l’intera struttura sacra viene rinnovata grazie all’opera di alcuni artigiani di Moena. È in questo contesto che per ampliare la chiesa vengono abbattuti sia il presbiterio, per edificarne uno più ampio e profondo, che il soffitto affrescato.

A pochi passi dall’edificio si trova l’antico oratorio delle Confraternita dei Battuti.
 

Opere d'arte

Non a caso dichiarata monumento nazionale, la Chiesa di San Simon annovera alcune testimonianze artistiche di rilievo.
L’aula è interamente affrescata dalle belle opere di Paris Bordon che illustrano, tra luminose incorniciature, il “sacro racconto” raffigurando i Santi Simone e Pietro, Barbara ma anche il Padre Eterno e la Natività, dando luogo ad un armonioso e continuativo affresco che si estende lungo le pareti.

Nel presbiterio trova spazio un bel flügelaltar, uno dei pochi conservati fino ad oggi, con la statua della Madonna al centro e quelle di San Simone e Giovanni Battista ai lati. Nel lato interno di ogni portella e nelle portelle fisse non mancano eleganti bassorilievi eseguiti magistralmente e raffiguranti i Santi.
Il fastigio dell’altare, infine, è strutturato in tre arcate ad intreccio vegetale a tutto sesto dove trova collocazione il Crocifisso affiancato alla Vergine e a San Giovanni evangelista. L’opera è attribuita principalmente ad Andrè Haller da Bressanone.
Sempre all’interno del presbiterio merita un cenno anche il polittico realizzato dall’artista bellunese Matteo Cesa, costituito da quattro tavole che illustrano da sinistra a destra i santi: Valentino, Antonio Abate, Margherita e un frate che probabilmente raffigura Filippo Benizi.

Altra opera d’arte degna di nota è l’organo di Antonio Callido: incluso nella Chiesa nel 1802 e posizionato nella cantoria sopra l’ingresso, venne spostato nell’abside a partire dal 1901.

Nelle pareti esterne dell’oratorio della Confraternita dei Battuti si può osservare, infine, un affresco risalente al XVII secolo il cui tema riprende quello di una pala attribuito ad un autore ignoto, ma probabilmente appartenente alla bottega di Francesco Frigimelica “Il Vecchio”, che si trova all’interno del piccolo oratorio.
L’affresco raffigura la Madonna affiancata tra due santi in un atteggiamento di protezione nei confronti dei Battuti.
 

Nelle vicinanze

Numerose sono anche le costruzioni a funzione religiosa: sacelli, chiese e chiesette che si trovano in tutte le frazioni. La Chiesa del Sacro Cuore, parrocchiale e costruita negli anni Venti del Novecento è in località Sachet, a Andrich si trova la Chiesa di San Giuseppe, a Cogul la Chiesa di Santa Lucia, a Mas la Chiesa di Sant’Antonio Abate.



Indirizzo:

Loc. Sachet
32020 Vallada Agordina