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Chiesa di Sant'Antonio Abate - Cencenighe

La Chiesa di Sant’Antonio Abate di Cencenighe Agordino sorge ai piedi del “Col de pase”, laddove venne edificato il primo edificio sacro intitolato al Santo nel XIII secolo.

Nel corso dei secoli il tempio, inizialmente edificato in stile gotico e di non grandi dimensioni, compresi una sagrestia e il campanile, subì rifacimenti e restauri.
La necessità di creare uno spazio più ampio per accogliere i fedeli di Cencenighe fece, infatti, scegliere di edificare un nuovo edificio sui sedimenti dell’antico tempio, il cui completamento risale alla prima metà del ‘700.

Sant’Antonio fu un taumaturgo nato in Egitto nel 251 e patriarca del monachesimo anacoretico, riconosciuto dai fedeli anche come “guaritore” delle malattie epidemiche come la peste e il “fuoco di Sant’Antonio”.
 

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Chiesa di Sant'Antonio Abate - Cencenighe

La chiesa di Sant'Antonio Abate

La Chiesa di Sant’Antonio Abate di Cencenighe Agordino sorge ai piedi del “Col de pase”, laddove venne edificato il primo edificio sacro intitolato al Santo nel XIII secolo.

Nel corso dei secoli il tempio, inizialmente edificato in stile gotico e di non grandi dimensioni, compresi una sagrestia e il campanile, subì rifacimenti e restauri.
La necessità di creare uno spazio più ampio per accogliere i fedeli di Cencenighe fece, infatti, scegliere di edificare un nuovo edificio sui sedimenti dell’antico tempio, il cui completamento risale alla prima metà del ‘700.

Sant’Antonio fu un taumaturgo nato in Egitto nel 251 e patriarca del monachesimo anacoretico, riconosciuto dai fedeli anche come “guaritore” delle malattie epidemiche come la peste e il “fuoco di Sant’Antonio”.
 

Architettura

Se l’antico tempio era di piccole dimensioni e costituito da un’aula, una sagrestia e il campanile, l’attuale struttura comprende certamente una superficie più ampia.

L’architettura della Chiesa di Sant’Antonio si compone di tre ampie navate, una spaziosa cantoria, il cui parapetto proviene dall’arcidiaconale di Agordo, e un alto campanile, con la caratteristica conformazione a bulbo nella parte terminale.
 

Opere d'arte

L’altare maggiore, realizzato in pino cembro, è stato progettato scolpito e policromato dall’artista Giovanni Manfroi da Cencenighe in collaborazione di Antonio Costa da Taibon.
L’opera monumentale è di particolare rilevanza architettonica e ricorda le soluzioni scultoreo-monumentali veneziane del ‘600: si compone, infatti, di sei colonne di facciata, un baldacchino fortemente aggettante e trabeazione atipica; una struttura solenne, quindi, arricchita ulteriormente da intagli, bassorilievi e statue.
Purtroppo alcune parti scolpite del tempio sono state danneggiate e rubate nel 1988.

Merita un approfondimento, inoltre, il dipinto su tela che rende particolarmente scenografico il monumento: si tratta di una raffigurazione di Sant’Antonio Abate, mentre ai lati come da tradizione sono rappresentati San Rocco e San Sebastiano. Il tutto sembra attribuibile a Svaldo Gorbenutto che lo terminò nel 1655.

A destra del presbiterio, su un altare ligneo realizzato da Giovanni Battista Manfroi, trova collocazione un dipinto di Luigi Cima da Mel eseguito nel 1921 e raffigurante il guaritore San Gottardo, opera che andò a sostituire una pala di Valentino Rovisi rubata nel furto del 1988.

Sempre di realizzazione della famiglia Manfroi è l’altare minore, questa volta scolpito da Giuseppe, che rivela uno stile rococò ma, considerando la ricerca alle soluzioni geometriche attuata, anche neoclassico. La pala di questo altare, dipinta da Domenico Zeni, illustra la vicenda della morte di San Giuseppe assistito dalla Vergine e da Gesù, il cui stile è probabilmente ispirato alle opere del veneziano Gianantonio Guardi.
 



Indirizzo:

Piazzetta Vecchia, 1
32020 Cencenighe Agordino

Contatti

Teltel +39 (0)437 591120

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