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Chiesa di Santa Maria delle Grazie - Calloneghe

Il santuario di Santa Maria delle Grazie è stato realizzato per volere dei capofamiglia di Calloneghe, un abitato collocato nel territorio di Rocca Pietore, per rendere omaggio alla Madonna delle Grazie, probabilmente a seguito di una scampata sciagura che avrebbe potuto distruggere il paese.

L’edificio nasce grazie all’ispirazione di un abitante di Calloneghe chiamato Simone Rossi, il quale dopo un viaggio ad Innsbruck fu folgorato dalla bellezza di una chiesa che venerava Maria Ausiliatrice.
Una volta ritornato in paese nel 1693, con la collaborazione della regola di Calloneghe, spinse alla realizzazione del primo tempio: un oratorio di piccole dimensioni che non consentiva nemmeno la celebrazione della messa. Una ventina di anni più tardi, nel giugno 1722 inizia il rifacimento della nuova struttura, inaugurata nel mese di ottobre dell’anno seguente, e consacrata solennemente da mons. Scipione Orzesio.
Una volta ampliato il santuario diventa un luogo di culto mariano molto frequentato anche da devoti provenienti da lontano, un afflusso di fedeli che è destinato ad aumentare con la conversione a chiesa parrocchiale di Calloneghe.

La struttura dell’edificio subisce vari interventi nel corso degli anni, ma uno in particolare, nella prima metà del Novecento, prevede la trasformazione del piccolo tempio in un moderno santuario, conclusosi nel 1954 e rifinito nel 1965.
L’attuale chiesa è dunque stata edificata su progetto dell’arch. Pietro Celotto ed è caratterizzata da un’ampia aula absidata, due cappelle e uno stile che riflette la tradizione dolomitica.
 

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Chiesa di Santa Maria delle Grazie - Calloneghe

Il santuario di Santa Maria delle Grazie è stato realizzato per volere dei capofamiglia di Calloneghe, un abitato collocato nel territorio di Rocca Pietore, per rendere omaggio alla Madonna delle Grazie, probabilmente a seguito di una scampata sciagura che avrebbe potuto distruggere il paese.

L’edificio nasce grazie all’ispirazione di un abitante di Calloneghe chiamato Simone Rossi, il quale dopo un viaggio ad Innsbruck fu folgorato dalla bellezza di una chiesa che venerava Maria Ausiliatrice.
Una volta ritornato in paese nel 1693, con la collaborazione della regola di Calloneghe, spinse alla realizzazione del primo tempio: un oratorio di piccole dimensioni che non consentiva nemmeno la celebrazione della messa. Una ventina di anni più tardi, nel giugno 1722 inizia il rifacimento della nuova struttura, inaugurata nel mese di ottobre dell’anno seguente, e consacrata solennemente da mons. Scipione Orzesio.
Una volta ampliato il santuario diventa un luogo di culto mariano molto frequentato anche da devoti provenienti da lontano, un afflusso di fedeli che è destinato ad aumentare con la conversione a chiesa parrocchiale di Calloneghe.

La struttura dell’edificio subisce vari interventi nel corso degli anni, ma uno in particolare, nella prima metà del Novecento, prevede la trasformazione del piccolo tempio in un moderno santuario, conclusosi nel 1954 e rifinito nel 1965.
L’attuale chiesa è dunque stata edificata su progetto dell’arch. Pietro Celotto ed è caratterizzata da un’ampia aula absidata, due cappelle e uno stile che riflette la tradizione dolomitica.
 

Opere d'arte

A partire dalla facciata, sopra il porticato dell’atrio di accesso, è possibile osservare una fascia-altorilievo scolpita magistralmente dall’artista Augusto Murer, originario di Falcade, dove al centro trova collocazione la Madonna delle Grazie tra i fedeli. Sui pannelli laterali sono illustrati i mali che affliggono l’umanità e il conforto ottenuto dai fedeli per intercessione della Vergine.
Al centro della facciata merita un cenno anche un altorilievo eseguito da Franco Fiabane, artista locale contemporaneo.

A portare la firma di Augusto Murer sono anche tre pannelli scolpiti in legno di frassino e collocati vicino alla fonte battesimale, illustranti il Diluvio, il Battesimo di Gesù e l’ingresso festoso a Gerusalemme.

Al centro dell’abside, infine, si trova un dipinto ad olio che raffigura la Madonna delle Grazie con il Bambino Gesù: un’opera eseguita da Domenico De Biasio da Sottoguda (Rocca Pietore) e dalla quale evince il gusto neocinquecentesco del Grigoletti.
Al di sotto della tela trova collocazione il bell’altar maggiore arricchito da dodici angioletti realizzati in ferro smaltato da Toni Benetton, realizzatore anche del paliotto in rame sbalzato con “Misteri dolorosi” del rosario.
 

Nelle vicinanze

Altre chiese che meritano una visita sono la parrocchiale di Rocca Pietore, Chiesa di Santa Maria Maddalena, la Chiesa di San Rocco a Sottoguda e la Chiesa di San Gottardo a Laste (i tre edifici hanno tutti origini che risalgono al XV secolo). Piccole ma uniche per la loro posizione, la Chiesetta di Sant’Antonio da Padova nella gola dei Serrai e la Cappella della Madonna delle Dolomiti ricavata tra le rocce di Punta Rocca e visitata anche da Papa Giovanni Paolo II in occasione del suo soggiorno in Agordino nel 1979.



Indirizzo:

Loc. Santa Maria delle Grazie int. 32020 Rocca Pietore