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Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio - San Gervasio

Uscendo da Belluno in direzione Feltre si incontra il moderno ospedale intitolato a San Martino, patrono della città, e appena oltre sorge in località San Gervasio l’omonimo convento definitivamente chiuso nel 1909.

Il complesso architettonico dedicato ai Santi Gervasio e Protasio, oggi in parte inserito nell’area dell’ospedale, accoglieva le monache benedettine-cistercensi che qui si insediarono a partire dal 1212. Al 1562 risale la nomina papale con la quale l’arcivescovo di Milano Carlo Borromeo veniva nominato abate commendatario del convento di Santa Maria della Follina da cui dipendeva anche il monastero bellunese. Il terremoto del 1695 distrusse l’edificio che venne subito ricostruito come ancora oggi si può ammirare e nel 1806 il convento venne indemaniato a seguito degli editti napoleonici.

La chiesa conserva al suo interno alcune interessanti opere d’arte tra cui un bel dipinto di Gaspare Diziani e lo squillante affresco del soffitto dipinto nell’Ottocento dal bellunese Giovanni De Min.

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Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio - San Gervasio

Uscendo da Belluno in direzione Feltre si incontra il moderno ospedale intitolato a San Martino, patrono della città, e appena oltre sorge in località San Gervasio l’omonimo convento definitivamente chiuso nel 1909.

Il complesso architettonico dedicato ai Santi Gervasio e Protasio, oggi in parte inserito nell’area dell’ospedale, accoglieva le monache benedettine-cistercensi che qui si insediarono a partire dal 1212. Al 1562 risale la nomina papale con la quale l’arcivescovo di Milano Carlo Borromeo veniva nominato abate commendatario del convento di Santa Maria della Follina da cui dipendeva anche il monastero bellunese. Il terremoto del 1695 distrusse l’edificio che venne subito ricostruito come ancora oggi si può ammirare e nel 1806 il convento venne indemaniato a seguito degli editti napoleonici.

La chiesa conserva al suo interno alcune interessanti opere d’arte tra cui un bel dipinto di Gaspare Diziani e lo squillante affresco del soffitto dipinto nell’Ottocento dal bellunese Giovanni De Min.

Opere d'arte

L’altare maggiore, realizzato intorno al 1764 quando le monache cedettero l’antica pala ed il dossale alla chiesa di Tisoi dove ancora oggi si trova, ospita un coevo dipinto di Gaspare Diziani con l’Assunta portata in gloria da due angeli insieme ai santi titolari Gervasio e Protasio accompagnati da san Carlo Borromeo. Anche la tela con San Benedetto da Norcia, inserita in una cornice in stucco, alla sinistra dell’altare è opera dello stesso artista ed è affronta da un dipinto con San Bernardo di Chiaravalle, forse eseguito alla fine del Settecento dal bellunese Paolo de Filippi.

Sulle pareti si possono ammirare anche due opere di Antonio Lazzarini, L’andata al Calvario e L’incoronazione di spine, dipinti intorno al 1710, mentre sull’altare minore una tela con un’Annunciazione è opera ottocentesca di Francesco Agosti.

Al centro del soffitto dell’aula risalta la squillante tavolozza impiegata dal pittore bellunese Giovanni De Min per eseguire nel 1855 l’Assunta, commissionatagli dalla contessa Elisabetta Agosti Cappellari che, dopo la morte del marito e di alcuni figli, si era ritirata nel convento anche allo scopo di potersi ricongiungere alle due figlie diventate monache alcuni anni prima.

La piccola aula dietro l’altare maggiore è ospitato un magnifico crocifisso ligneo scolpito intorno alla metà del Trecento.

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Orari e accessibilità

Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio, San Gervasio: aperta quotidianamente.


Indirizzo:

Viale Europa
32100 Belluno loc. San Gervasio

Contatti

Teltel +39 (0)437 941 792

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