Chiesa dei Santi Vito, Modesto e Crescenzia - San Vito di Cadore

La Chiesa dedicata ai Santi Vito, Modesto e Crescenzia è il principale luogo di culto di San Vito di Cadore: sorge al centro del paese in tutta la sua solennità e costituisce un prestigioso scrigno di tesori d’arte.

La sua fondazione risale al 1208, mentre la struttura attuale, che risiede esattamente nella posizione dell’antico tempio, è stata consacrata nel 1764 ed è opera dell'architetto tolmezzino Domenico Schiavi.
Di imponente architettura, si presenta dinamica ma allo stesso tempo lineare e semplice esternamente, composita e ricca di ornamenti all’interno grazie alle numerose opere di artisti locali, anche di bottega vecelliana.
 

Architettura

La struttura della chiesa si compone di un’unica navata rettangolare interrotta da vani semicircolari, un’abside quadrangolare con angoli smussati, una sagrestia e il campanile.

Nella facciata principale si nota l’impiego della pietra grigia di Castellavazzo nei gradini, negli stipiti e nell’architrave che sorreggono il portale d’ingresso.
 

Opere d'arte

La Chiesa dedicata ai Santi Vito, Modesto e Crescenzia custodisce un prezioso patrimonio artistico: cinque altari magistralmente plasmati da artigiani locali e non e decorati da pale di pregio, affreschi, statue lignee e dipinti sacri.

L’altar maggiore, collocato nell’abside, è stato realizzato da Giovanni Müssack: apparentemente marmoreo è in realtà ligneo, ricoperto di gesso marmorizzato così come le statue dei patroni situate ai lati del tabernacolo. Di particolare importanza artistica e culturale la pala eseguita da Francesco Vecellio, fratello dell’illustre Tiziano, che trova collocazione sopra l’altare: un bel dipinto raffigurante la Beata Vergine con il Bambino tra i Santi Vito e Modesto.

Lungo le pareti della navata, in corrispondenza di altrettante scarselle semicircolari, trovano spazio altri quattro altari (due per lato).
Si possono così osservare: l’altare ligneo dedicato a Sant’Antonio Abate, di fattura tolmezzina e ospitante una pala dell’artista Tomaso Da Rin raffigurante il Santo; l’altare marmoreo dedicato all’Immacolata Concezione, disegnato da Riccardo Alfarè di Comelico in stile classicheggiante, che accoglie una statua della Vergine eseguita da G. Moriglioni di Pietrasanta; l’altare ligneo dedicato ai Santi Ermagora e Fortunato che custodisce una pala attribuita a Antonio Vassilacchi detto l’Aliense raffigurante i due Santi; l’altare marmoreo di San Giuseppe (patrono dei falegnami e degli artigiani) disegnato da Riccardo Alfarè e ospitante una statua del Santo.

Meritano un cenno due quadroni collocati lungo le pareti: l’uno di Andrea Celesti illustra la raccolta della manna, l’altro, attribuito a Antonio Balestra illustra l’adorazione del vitello d’oro.

Spostando lo sguardo verso l’alto si possono notare gli affreschi eseguiti da Antonio Schiavi sul soffitto della navata, raffiguranti la Santissima Trinità e la Madonna assunta, ma anche l’affresco sulla cupola dell’abside: un olio su tela con angioletti eseguito da un artista ignoto.

Altre opere degne di nota sono: i bassorilievi della Via Crucis scolpiti da Valentino Riva di Alleghe, il trittico dei Tre Patroni probabilmente facente parte dell’antica chiesa e attribuito alla bottega vecelliana, una pala secentesca di artista ignoto raffigurante la SS Trinità e una tela di Marco Vecellio conservata però all’interno della sagrestia.

Infine, sulla parete nord della Chiesa è possibile osservare l’unica traccia dell’antica chiesa: l’affresco di San Cristoforo, risalente al XII secolo e fortunatamente rimasto integro a seguito della ricostruzione dello Schiavi.
 

Nelle vicinanze

Da visitare anche la Chiesa della Madonna della Difesa, in stile tardo-gotico, accoglie all’interno alcune pregevoli testimonianze d’arte tra cui un trittico attributo a Francesco Vecellio , fratello di Tiziano, posizionato sull'altar maggiore.
 



Indirizzo:

Corso Italia
32046 San Vito di Cadore

Contatti
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