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Chiesa di Santa Maria Assunta - Arsiè

Anche la chiesa di Arsiè viene citata nel famoso privilegio di Lucio III come possesso della chiesa di Feltre, ma sicuramente è di antica fondazione dati i ritrovamenti nel 1982, sotto l’attuale presbiterio, della struttura triabsidata della chiesa antica, che rimanda a tipologie diffuse prima del Mille.

Come le pievi di Fonzaso e di Quero, ugualmente dedicate a Santa Maria, anche quella di Arsiè era ed è tuttora aggregata alla diocesi di Padova anche se era sottoposta al dominio temporale del vescovo feltrino. Dell'antica chiesa rimane ben poco, tra cui pochissime tracce di decorazioni risalenti al XV secolo nel presbiterio, poichè anche Fonzaso venne attaccata nel 1510 dall'esercito imperiale che distrusse Feltre durante la guerra di Cambrai.

La chiesa venne ricostruita negli anni successivi, realizzando un’abside lievemente inclinata verso sinistra per ricordare la posizione del capo di Cristo morto sulla croce, esattamente come avviene anche nella Cattedrale di Feltre. Tra Seicento e Ottocento numerosi furono gli interventi e l'inserimento di ricchi stucchi a decoro della navata; tra 1734 e 1736 fu realizzata la nuova facciata che ospita in una nicchia sopra il portale un gruppo scultoreo con la Madonna ed il Bambino risalente al 1741.

Al suo interno conserva alcune interessanti opere d'arte, tra cui due tele della fine del Seicento di Giambattista Volpato, e un particolare gruppo scultoreo in terra cruda dipinta con la Madonna ed il Bambino, particolarmente amata dalla popolazione locale e portata in processione durante i periodi di grande pericolo.

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Chiesa di Santa Maria Assunta - Arsiè

Anche la chiesa di Arsiè viene citata nel famoso privilegio di Lucio III come possesso della chiesa di Feltre, ma sicuramente è di antica fondazione dati i ritrovamenti nel 1982, sotto l’attuale presbiterio, della struttura triabsidata della chiesa antica, che rimanda a tipologie diffuse prima del Mille.

Come le pievi di Fonzaso e di Quero, ugualmente dedicate a Santa Maria, anche quella di Arsiè era ed è tuttora aggregata alla diocesi di Padova anche se era sottoposta al dominio temporale del vescovo feltrino. Dell'antica chiesa rimane ben poco, tra cui pochissime tracce di decorazioni risalenti al XV secolo nel presbiterio, poichè anche Fonzaso venne attaccata nel 1510 dall'esercito imperiale che distrusse Feltre durante la guerra di Cambrai.

La chiesa venne ricostruita negli anni successivi, realizzando un’abside lievemente inclinata verso sinistra per ricordare la posizione del capo di Cristo morto sulla croce, esattamente come avviene anche nella Cattedrale di Feltre. Tra Seicento e Ottocento numerosi furono gli interventi e l'inserimento di ricchi stucchi a decoro della navata; tra 1734 e 1736 fu realizzata la nuova facciata che ospita in una nicchia sopra il portale un gruppo scultoreo con la Madonna ed il Bambino risalente al 1741.

Al suo interno conserva alcune interessanti opere d'arte, tra cui due tele della fine del Seicento di Giambattista Volpato, e un particolare gruppo scultoreo in terra cruda dipinta con la Madonna ed il Bambino, particolarmente amata dalla popolazione locale e portata in processione durante i periodi di grande pericolo.

Opere d'arte

La chiesa conserva al suo interno un raro gruppo scultoreo della fine del Quattrocento in terra cruda dipinta raffigurante la Madonna con il Bambino, molto venerato dalla popolazione e portato in processione nei momenti di pericolo o calamità. Al centro del presbiterio, il moderno altare maggiore è affiancato da due eleganti figure marmoree di Angeli del XVIII secolo che, secondo la tradizione, proverrebbero da una villa feltrina non meglio precisata.

Sulla navata si affacciano otto cappelle simmetriche: la prima a destra ospita dal 1914 la Grotta di Lourdes, mentre quella a sinistra è occupata dall’imponente vasca battesimale monolitica cinquecentesca. Nelle sei cappelle laterali sono ospitato altrettanti altari lignei databili tra Sei e Settecento, negli ultimi due verso l’abside, dedicati rispettivamente a Sant’Antonio da Padova e al Sacro Cuore di Gesù, trovano collocazione statue recenti, mentre quelli centrali, intitolati al Rosario, al Crocifisso, a San Giacomo e a San Sebastiano, incorniciano alcune opere d’arte di qualità notevole. La tela con la Madonna del Rosario, San Domenico, Santa Caterina e i vincitori della battaglia di Lepanto, avvenuta nel 1571 tra la flotta cristiana vincitrice su quella musulmana, è simile alla tela con lo stesso soggetto ospitata nella chiesa parrocchiale di Fonzaso.

L’altare prospiciente conserva un grande Crocifisso tardo-quattrocentesco e due statue lignee più tarde raffigurano la Madonna Addolorata e San Giovanni Evangelista, mentre sopra gli ingressi laterali si affrontano il pulpito settecentesco e la statua del francescano spagnolo San Pietro d’Alcantara del 1722. Due dipinti di Giambattista Volpato sono conservati nelle successive cappelle e risalgono all’inizio dell’ottavo decennio del Seicento; sono raffigurate sulla prima la Natività e sulla seconda la Sacra Famiglia accompagnata dai protettori della peste San Sebastiano e San Rocco.

Nelle vicinanze

La chiesa di San Martino di Mellame, a pochi chilometri da Arsiè, documentata dal XVI secolo e ristrutturata nel 1903, conserva un magnifico tabernacolo in pietra scolpita in “stile lombardesco”, introdotto dalla seconda metà del Quattrocento nel Bellunese da maestranze di origine comasca che lavorarono anche a Feltre per la realizzazione delle fontane lombardesche (1487) in Piazza Maggiore ad esempio. Lo stesso edificio conserva una tela cinquecentesca di Pietro Marascalchi raffigurante la Madonna con il Bambino, San Martino e San Giovanni Battista, due statue lignee degli stessi santi ai lati dell’altare maggiore nello stile di Francesco Terilli, un dipinto ovale con Sant’Antonio da Padova e Gesù Bambino attribuito al pittore torinese Angelo Antonio Cignaroli, attivo tra Sette e Ottocento, e un pregevole Crocifisso ritenuto opera dello scultore bellunese Andrea Brustolon.

Anche la chiesa di San Giovanni Battista di Rivai, divenuta parrocchiale nel 1594, custodisce una pala d’altare assegnata a Pietro Marascalchi che raffigura la Madonna con il Bambino, San Giovanni Battista e Santa Giustina e rappresenta probabilmente una delle ultime opere dipinte dall’artista, alla fine del Cinquecento. Interessante anche l’altare di San Giuseppe in marmi policromi, che incornicia un dipinto raffigurante la Morte di San Giuseppe, attribuito al pittore locale Bernardino Castelli, documentato tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo.

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Orari e accessibilità

Chiesa di Santa Maria Assunta: si trova al centro dell'abitato di Arsiè.

Chiesa di San Martino: si raggiunge attraversando Arsiè e seguendo in direzione nord la strada per Mellame.

Chiesa di San Giovanni Battista di Rivai: si raggiunge attraversando Arsiè in direzione nord, passando Mellame e raggiungendo il borgo di Rivai.


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