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Chiesa dell'Addolorata - Pieve di Zoldo

La Chiesa dell’Addolorata si erge a Pieve di Zoldo in località Madonna e la sua origine sembra essere molto antica: si presume che già nel XIII secolo esistesse un luogo di culto dedicato alla Vergine Maria.
Tuttavia, le prime testimonianze certe dell’attuale struttura sacra risalgono al 1541, quando Giovanni Battista Bardellino decide di riedificare il piccolo tempio sostituendolo con una chiesa più ampia e rinnovata, che sarà consacrata nel 1576 dal vescovo Giovanni Battista Valier.

Nel corso dei secoli la Chiesa dell’Addolorata diviene punto di riferimento di un culto mariano, interrottosi per parecchi anni a causa del decreto napoleonico del 1806 che stabilì l’eliminazione delle confraternite, ma ritornato in vigore dal 1848.
 

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Chiesa dell'Addolorata - Pieve di Zoldo

La Chiesa dell’Addolorata si erge a Pieve di Zoldo in località Madonna e la sua origine sembra essere molto antica: si presume che già nel XIII secolo esistesse un luogo di culto dedicato alla Vergine Maria.
Tuttavia, le prime testimonianze certe dell’attuale struttura sacra risalgono al 1541, quando Giovanni Battista Bardellino decide di riedificare il piccolo tempio sostituendolo con una chiesa più ampia e rinnovata, che sarà consacrata nel 1576 dal vescovo Giovanni Battista Valier.

Nel corso dei secoli la Chiesa dell’Addolorata diviene punto di riferimento di un culto mariano, interrottosi per parecchi anni a causa del decreto napoleonico del 1806 che stabilì l’eliminazione delle confraternite, ma ritornato in vigore dal 1848.
 

Architettura

Da alcuni testi relativi a Visite pastorali del 1619 e del 1626 sono emerse testimonianze interessanti circa l’architettura dell’edificio sacro: il tetto era completamente ricoperto di scandole, il soffitto a volta, il pavimento era realizzato in pietra ben levigata, la struttura era costituita da una sola aula e una piccola sagrestia e oltre all’altar maggiore, fornito di ben sei tele, erano stati realizzati due altari minori dedicati alle Sante Lucia e Apollonia, che nella struttura attuale non sono più esistenti.

Opere d'arte

Laddove nel XVII secolo alcune testimonianze indicano la presenza di un altare dedicato a Sant’Apollonia, ora trova spazio una bella tela, il cui autore rimane ignoto, che illustra la taumaturga venerata dal vescovo Giovanni Battista Valier e dal pievano Bardellino. Ad affiancarla un’altra opera, originariamente appartenente all’altare minore dedicato a Santa Lucia e ora non più esistente probabilmente attribuita a Francesco Frigimelica o alla sua scuola.

Sulla parete sinistra è possibile osservare il suggestivo Crocifisso eseguito magistralmente dallo scultore Valentino Pancera Besarel, e poco distante una nicchia ospita la scultura della figura della Vergine dolorosa con il Cristo morto sulle ginocchia, nota anche come Vesperbild.
Al di sopra della nicchia trovano spazio tre dipinti di bottega vecelliana, appartenuti in passato al polittico dell’altar maggiore.

Nell’abside, infine, è possibile ammirare l’altar maggiore eseguito da Valentino Pancera Besarel con le tre statue raffiguranti l’Addolorata tra le Sante Lucia e Apollonia. A fare da cornice tre tele cinquecentesche illustranti la Madonna con il Bimbo tra Sant’Antonio Abate e Floriano che originariamente facevano parte dell’altar maggiore insieme alle altre tre opere vecelliane sopra citate.
Il complesso dell’altar maggiore è reso ancor più scenografico grazie a un cortinaggio ligneo di drappeggi, frange e nappe che donano armonia e sinuosità all’intera opera.
 

Nelle vicinanze

Di interesse artistico alcune architetture religiose, tra cui la Chiesa di Sant’Antonio Abate a Forno di Zoldo ove sono conservati alcuni affreschi quattrocenteschi e la Chiesa Pievanale di S. Floriano, risalente al XI secolo che ospita dipinti del noto Frigimelica e di Marco Vecellio e alcune opere lignee di Andrea Brustolon, Paolo Gamba Zampol e Valentino Panciera Besarèl.



Indirizzo:

Via Vittorio Veneto
32012 Forno di Zoldo