Questo sito utilizza i cookies: per ulteriori informazioni accedi alla pagina Privacy

   

Roggia dei Mulini

Nel paese di Lozzo di Cadore, che sorge nel mezzo delle vette dolomitiche e sulla sponda destra del Lago di Centro Cadore, è conservata una delle più importanti aree di archeologia industriale: la Roggia dei Mulini.
Nel XX secolo, infatti, questa località costituiva il centro produttivo di Lozzo, ove si svolgevano tutte le attività artigianali tra cui la lavorazione del legno, della lana e dei tessuti, ma anche l’attività fabbrile e più tardi la produzione degli occhiali.

Gli opifici, destinati alle varie attività artigiane, necessitavano dell’acqua per il loro funzionamento, e vennero così sapientemente edificati lungo il corso del Rio Rin, in modo da poter sfruttare l’energia ottenuta dall’impianto idraulico.
Alcuni documenti testimoniano la presenza di ben 10 ruote da mulino, una sega da falegname, un follo da panni di lana e 16 telari da tela, un vero e proprio villaggio di strutture dedicate all’attività preindustriale.
In località Le Spesse vi era inoltre una diga, che consentiva di produrre energia elettrica grazie all’installazione di una centralina idroelettrica.

Attualmente, percorrendo un curato sentiero di facile accesso lungo la roggia, si possono ancora osservare la diga, la centralina idroelettrica, un'officina fabbrile e tre mulini dismessi: il Mulino del Favero, utilizzato per la tessitura, il Mulino de Pra Calligaro, un tempo fucina e in seguito convertito in mulino, e il Mulino dei Pinza.

Socio Fondatore

DE EN

Heart Cart Newsletter Go Search

Carrello

Newsletter

Iscrizione

Per iscriverti alla newsletter inserisci il tuo indirizzo email

Cancellazione

Per cancellarti dalla newsletter inserisci il tuo indirizzo email

Accedi

Per accedere inserisci la e-mail e la password che hai utilizzato per registrarti su infodolomiti.it
Recupero o modifica password?

Prima volta su infodolomiti.it?

Inizia ora. È facile e veloce!
Il sentiero della Roggia dei Mulini (foto R.De Meio)
Particolare della ruota del mulino ghiacciata (foto F.Miconi)
La Roggia dei Mulini
La roggia dei mulini (foto R.De Meio)

Roggia dei Mulini

La roggia dei mulini (foto R.De Meio)

Nel paese di Lozzo di Cadore, che sorge nel mezzo delle vette dolomitiche e sulla sponda destra del Lago di Centro Cadore, è conservata una delle più importanti aree di archeologia industriale: la Roggia dei Mulini.
Nel XX secolo, infatti, questa località costituiva il centro produttivo di Lozzo, ove si svolgevano tutte le attività artigianali tra cui la lavorazione del legno, della lana e dei tessuti, ma anche l’attività fabbrile e più tardi la produzione degli occhiali.

Gli opifici, destinati alle varie attività artigiane, necessitavano dell’acqua per il loro funzionamento, e vennero così sapientemente edificati lungo il corso del Rio Rin, in modo da poter sfruttare l’energia ottenuta dall’impianto idraulico.
Alcuni documenti testimoniano la presenza di ben 10 ruote da mulino, una sega da falegname, un follo da panni di lana e 16 telari da tela, un vero e proprio villaggio di strutture dedicate all’attività preindustriale.
In località Le Spesse vi era inoltre una diga, che consentiva di produrre energia elettrica grazie all’installazione di una centralina idroelettrica.

Attualmente, percorrendo un curato sentiero di facile accesso lungo la roggia, si possono ancora osservare la diga, la centralina idroelettrica, un'officina fabbrile e tre mulini dismessi: il Mulino del Favero, utilizzato per la tessitura, il Mulino de Pra Calligaro, un tempo fucina e in seguito convertito in mulino, e il Mulino dei Pinza.