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Area archeologica di Làgole

A Calalzo di Cadore, è celato un angolo naturalistico e archeologico di rara bellezza: si tratta dell’area archeologica e termale di Làgole.
Una località singolare e molto interessante dal punto di vista naturalistico, poiché ospita alcune sorgenti di acqua termale definite “minerali-bicarbonato-solfato-alcalino-terrose”, che si riversano nel grazioso laghetto delle Tose.

L’intera zona è altresì caratterizzata da un particolare ambiente geologico, costituito di strati gessosi, grotte, inghiottitoi, parte dei quali sono attualmente coperti dalle acque del lago.
L’importanza di quest’area deriva soprattutto dalla presenza di alcuni reperti archeologici risalenti a 2500 anni fa, di età preromana o romana: un santuario di origine paleoveneta si ergeva infatti tra le sorgenti minerali e tutt’oggi vi si trovano testimonianze.

Dedicato alla divinità sanante Trumusiate, il santuario ha riportato alla luce alcuni reperti archeologici principalmente bronzei, che sono attualmente conservati nel Museo Archeologico di Pieve di Cadore: alcuni doni votivi tra cui una situla (vaso metallico o in terracotta principalmente utilizzato durante le cerimonie), alcuni manici di simpulum (tazze utilizzate per le libagioni durante i sacrifici) e numerosi bronzetti con rappresentazioni umane e incisioni in lingua venetica.

Il santuario era dunque il luogo utilizzato dalla popolazione per le richieste di guarigione alla divinità sanante, la quale aveva magiche capacità curative.
Numerose leggende narrano inoltre della presenza di alcune entità metà umane e metà ferine denominate Anguane, divinità acquatiche che predicono disgrazie e morte.

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Il laghetto di Lagole

Area archeologica di Làgole

Il laghetto di Lagole

A Calalzo di Cadore, è celato un angolo naturalistico e archeologico di rara bellezza: si tratta dell’area archeologica e termale di Làgole.
Una località singolare e molto interessante dal punto di vista naturalistico, poiché ospita alcune sorgenti di acqua termale definite “minerali-bicarbonato-solfato-alcalino-terrose”, che si riversano nel grazioso laghetto delle Tose.

L’intera zona è altresì caratterizzata da un particolare ambiente geologico, costituito di strati gessosi, grotte, inghiottitoi, parte dei quali sono attualmente coperti dalle acque del lago.
L’importanza di quest’area deriva soprattutto dalla presenza di alcuni reperti archeologici risalenti a 2500 anni fa, di età preromana o romana: un santuario di origine paleoveneta si ergeva infatti tra le sorgenti minerali e tutt’oggi vi si trovano testimonianze.

Dedicato alla divinità sanante Trumusiate, il santuario ha riportato alla luce alcuni reperti archeologici principalmente bronzei, che sono attualmente conservati nel Museo Archeologico di Pieve di Cadore: alcuni doni votivi tra cui una situla (vaso metallico o in terracotta principalmente utilizzato durante le cerimonie), alcuni manici di simpulum (tazze utilizzate per le libagioni durante i sacrifici) e numerosi bronzetti con rappresentazioni umane e incisioni in lingua venetica.

Il santuario era dunque il luogo utilizzato dalla popolazione per le richieste di guarigione alla divinità sanante, la quale aveva magiche capacità curative.
Numerose leggende narrano inoltre della presenza di alcune entità metà umane e metà ferine denominate Anguane, divinità acquatiche che predicono disgrazie e morte.