Questo sito utilizza i cookies: per ulteriori informazioni accedi alla pagina Privacy

   

Fortificazioni del basso Agordino

La linea difensiva del Cordevole, nell’area del basso agordino, costituiva insieme a Fortezza Cadore-Maè il sistema di difesa estrema (linea gialla), più arretrato rispetto alla prima linea (rossa), collocata al confine con l’impero austriaco.
La fortificazione era ben collegata a quella del Brenta-Cismon e di Cadore-Maè, dando origine ad una linea difensiva arretrata solida, il cui obiettivo era quello di non permettere l’eventuale passaggio dei soldati austo-ungarici.

L’intera zona, specialmente lungo le mulattiere che attraversavano la valle del Cordevole, era disseminata di postazioni militari particolarmente strategiche: si trovano ancora, infatti, postazioni in caverna, ricoveri nascosti, osservatori e strade d’accesso estremamente strategiche.
Tra le tante strutture belliche si ricordano: la Tagliata del Sasso di San Martino, quasi completamente distrutta nel 1917, e il fortino di Forcella Moschèsin, del quale è possibile osservare ancora qualche resto. Quest’ultimo costituiva un corpo di guardia a nord del Talvena ed è accessibile a piedi da Malga Moschèsin, oppure da Malga Prampèr, nello zoldano.

Socio Fondatore

DE EN

Heart Cart Newsletter Go Search

Carrello

Newsletter

Iscrizione

Per iscriverti alla newsletter inserisci il tuo indirizzo email

Cancellazione

Per cancellarti dalla newsletter inserisci il tuo indirizzo email

Accedi

Per accedere inserisci la e-mail e la password che hai utilizzato per registrarti su infodolomiti.it
Recupero o modifica password?

Prima volta su infodolomiti.it?

Inizia ora. È facile e veloce!
Feritoie di fucileria del blockhaus
casermetta Forcella Moschesin
Il ponte sotto il sasso di S. Martino
I rifugi nella roccia

Fortificazioni del basso Agordino

Feritoie di fucileria del blockhaus

La linea difensiva del Cordevole, nell’area del basso agordino, costituiva insieme a Fortezza Cadore-Maè il sistema di difesa estrema (linea gialla), più arretrato rispetto alla prima linea (rossa), collocata al confine con l’impero austriaco.
La fortificazione era ben collegata a quella del Brenta-Cismon e di Cadore-Maè, dando origine ad una linea difensiva arretrata solida, il cui obiettivo era quello di non permettere l’eventuale passaggio dei soldati austo-ungarici.

L’intera zona, specialmente lungo le mulattiere che attraversavano la valle del Cordevole, era disseminata di postazioni militari particolarmente strategiche: si trovano ancora, infatti, postazioni in caverna, ricoveri nascosti, osservatori e strade d’accesso estremamente strategiche.
Tra le tante strutture belliche si ricordano: la Tagliata del Sasso di San Martino, quasi completamente distrutta nel 1917, e il fortino di Forcella Moschèsin, del quale è possibile osservare ancora qualche resto. Quest’ultimo costituiva un corpo di guardia a nord del Talvena ed è accessibile a piedi da Malga Moschèsin, oppure da Malga Prampèr, nello zoldano.