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Monte Piana - Tre Cime di Lavaredo - Dolomiti d'Auronzo

Questa zona bellica, che come l’intero territorio dolomitico ospita testimonianze ancora intatte della Grande Guerra, è molto vasta e comprende infatti il territorio che si estende da Auronzo di Cadore a Dobbiaco e a Sesto Pusteria. Le vette dolomitiche interessate sono il Monte Piana, le Tre Cime di Lavaredo e il Monte Paterno.

La zona delle Tre Cime di Lavaredo, inclusa nella linea di difesa italiana proprio al confine con il vicinissimo nemico austriaco, comprendeva Forcella Lavaredo con Pian de Cengia e Forcella Giralba, con camminamenti, trincee, ripari. La posizione difensiva non venne assolutamente ignorata dalle truppe austriache, che erano ben attente a spiare qualsiasi movimento del nemico: a tal proposito è interessante l’aneddoto delle “pattuglie volanti” che facevano credere ai soldati italiani di spostarsi rapidamente da una cima all’altra, incutendo loro il terrore di essere continuamente osservati dal potente nemico.

Inerpicata tra le rocce di Forcella Lavaredo, si trovano ancora i resti di una casermetta edificata da una truppa italiana e bombardata dai nemici austriaci del Monte Paterno. Un vero e proprio museo, che conserva ancora al suo interno, tra le rovine, alcuni cimeli d’epoca. Altre postazioni armate sono dislocate nell’area della Forcella, e poco distante, a quota 2385 m, si trova un osservatorio dell’artiglieria italiana. La località è raggiungibile a piedi attraverso un'escursione tra i luoghi della memoria della Prima Guerra Mondiale.

Altro teatro di guerra, che in due anni di combattimenti costò la vita a circa 14.000 soldati, è il Monte Piana, dove ancor oggi si osserva un immenso museo all’aperto costituito di trincee, camminamenti, gallerie e cimeli di guerra. Tra la Valle di Landro e le Tre Cime di Lavaredo, il Monte Piana rappresentava una posizione estremamente strategica e per questo motivo venne contesa continuamente per due lunghi anni tra le truppe italiane e quelle austro-ungariche, senza tuttavia portare ad una conclusione, se non alla morte di migliaia di soldati.
Il Monte Piana è raggiungibile facilmente a piedi o con un servizio navetta attraverso l’antica strada militare, parzialmente asfaltata e chiusa al traffico, dal Lago di Misurina.
 

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La croce posta in cima al Monte Piana
Gli alpini in servizio, al rifugio Auronzo sulle Tre Cime di Lavaredo
Monumento ai caduti
Uno dei forti presente in questa zona

Monte Piana - Tre Cime di Lavaredo - Dolomiti d'Auronzo

La croce posta in cima al Monte Piana

Questa zona bellica, che come l’intero territorio dolomitico ospita testimonianze ancora intatte della Grande Guerra, è molto vasta e comprende infatti il territorio che si estende da Auronzo di Cadore a Dobbiaco e a Sesto Pusteria. Le vette dolomitiche interessate sono il Monte Piana, le Tre Cime di Lavaredo e il Monte Paterno.

La zona delle Tre Cime di Lavaredo, inclusa nella linea di difesa italiana proprio al confine con il vicinissimo nemico austriaco, comprendeva Forcella Lavaredo con Pian de Cengia e Forcella Giralba, con camminamenti, trincee, ripari. La posizione difensiva non venne assolutamente ignorata dalle truppe austriache, che erano ben attente a spiare qualsiasi movimento del nemico: a tal proposito è interessante l’aneddoto delle “pattuglie volanti” che facevano credere ai soldati italiani di spostarsi rapidamente da una cima all’altra, incutendo loro il terrore di essere continuamente osservati dal potente nemico.

Inerpicata tra le rocce di Forcella Lavaredo, si trovano ancora i resti di una casermetta edificata da una truppa italiana e bombardata dai nemici austriaci del Monte Paterno. Un vero e proprio museo, che conserva ancora al suo interno, tra le rovine, alcuni cimeli d’epoca. Altre postazioni armate sono dislocate nell’area della Forcella, e poco distante, a quota 2385 m, si trova un osservatorio dell’artiglieria italiana. La località è raggiungibile a piedi attraverso un'escursione tra i luoghi della memoria della Prima Guerra Mondiale.

Altro teatro di guerra, che in due anni di combattimenti costò la vita a circa 14.000 soldati, è il Monte Piana, dove ancor oggi si osserva un immenso museo all’aperto costituito di trincee, camminamenti, gallerie e cimeli di guerra. Tra la Valle di Landro e le Tre Cime di Lavaredo, il Monte Piana rappresentava una posizione estremamente strategica e per questo motivo venne contesa continuamente per due lunghi anni tra le truppe italiane e quelle austro-ungariche, senza tuttavia portare ad una conclusione, se non alla morte di migliaia di soldati.
Il Monte Piana è raggiungibile facilmente a piedi o con un servizio navetta attraverso l’antica strada militare, parzialmente asfaltata e chiusa al traffico, dal Lago di Misurina.