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Museo civico archeologico di Lamon

Il Museo civico archeologico di Lamon raccoglie i reperti degli scavi archeologici della necropoli romana di San Donato iniziati a partire dagli ultimi anni del Settecento e non ancora conclusi.

Gli scavi hanno complessivamente messo in luce oltre 80 sepolture, uniche nel loro genere, tutte a inumazione in piena terra in fosse di forma ovale. I defunti sono seduti rannicchiati con la schiena appoggiata alla parete della tomba e con la testa rivolta verso est, secondo una consuetudine tipica dell'età del bronzo (dal 3500 a.C. al 1200 a.C. circa) e dunque assai diversa da quella normalmente utilizzata in questo periodo romano.

I corredi funebri della Necropoli di San Donato esposti nel Museo, sono costituiti da oggetti di abbigliamento, di ornamento e d'uso quotidiano e quasi sempre anche da una o più monete. Nelle tombe femminili gli ornamenti in bronzo, argento e vetro sono numerosi e indicano lo status sociale dei defunti. Famosi sono gli orecchini d'argento cosiddetti "a B" che per la loro particolarissima foggia sono stati scelti come simbolo del Museo. Più semplice il corredo funebre maschile con i famosi coltellini a serramanico usati nei lavori quotidiani.

Nel 2001 del tutto eccezionale è stato il ritrovamenti di una sepoltura assai particolare a fianco di quelle umane: un bue, dell'età di due anni, probabilmente sacrificato per un qualche rito propiziatorio e successivamente sepolto, nella stessa epoca degli altri umani, con tutti gli onori. Da sottolineare infine la quasi totale assenza di individui in giovane età, solo due su ottanta sepolture fino ad ora rinvenute, e le particolari caratteristiche fisiche di questi antichi romani particolarmente forti e robusti.

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Calco di tomba con defunto deposto nella caratteristica posizione con schiena appoggiata alla parete ed arti ripiegati
Interno del Museo civico archeologico di Lamon
Scheletro di un giovane bovino sacrificato per un rito propiziatorio
Orecchino d’argento cosiddetto “a B”, simbolo del Museo
Particolare del disegno - logo del Museo - raffigurante l'orecchino a B indossato

Museo civico archeologico di Lamon

Interno del Museo civico archeologico di Lamon

Il Museo civico archeologico di Lamon raccoglie i reperti degli scavi archeologici della necropoli romana di San Donato iniziati a partire dagli ultimi anni del Settecento e non ancora conclusi.

Gli scavi hanno complessivamente messo in luce oltre 80 sepolture, uniche nel loro genere, tutte a inumazione in piena terra in fosse di forma ovale. I defunti sono seduti rannicchiati con la schiena appoggiata alla parete della tomba e con la testa rivolta verso est, secondo una consuetudine tipica dell'età del bronzo (dal 3500 a.C. al 1200 a.C. circa) e dunque assai diversa da quella normalmente utilizzata in questo periodo romano.

I corredi funebri della Necropoli di San Donato esposti nel Museo, sono costituiti da oggetti di abbigliamento, di ornamento e d'uso quotidiano e quasi sempre anche da una o più monete. Nelle tombe femminili gli ornamenti in bronzo, argento e vetro sono numerosi e indicano lo status sociale dei defunti. Famosi sono gli orecchini d'argento cosiddetti "a B" che per la loro particolarissima foggia sono stati scelti come simbolo del Museo. Più semplice il corredo funebre maschile con i famosi coltellini a serramanico usati nei lavori quotidiani.

Nel 2001 del tutto eccezionale è stato il ritrovamenti di una sepoltura assai particolare a fianco di quelle umane: un bue, dell'età di due anni, probabilmente sacrificato per un qualche rito propiziatorio e successivamente sepolto, nella stessa epoca degli altri umani, con tutti gli onori. Da sottolineare infine la quasi totale assenza di individui in giovane età, solo due su ottanta sepolture fino ad ora rinvenute, e le particolari caratteristiche fisiche di questi antichi romani particolarmente forti e robusti.

Collezioni

Gli studi archeologici dedicati alla zona di San Donato vantano un'antica tradizione che risale perlomeno alla fine del Settecento quando già si evidenziavano i forti legami tra il territorio Tesino (TN) e quello Lamonese insieme all'ipotesi del popolamento romano e dell'esistenza di un'importante arteria di comunicazione tra i due altipiani.

Negli ultimi anni dell’Ottocento il sacerdote di San Donato, don Pietro Tiziani, conduce una prima serie di scavi nel piccolo podere di famiglia in località Piasentot spinto dai racconti di una zia paterna che raccontava del fortuito ritrovamento di una piccola urna "di circa mezzo litro e quasi piena di monete antichissime attaccate le une alle altre". Da questo momento in poi gli scavi porteranno alla luce diverse tombe romane con i relativi corredi.

Un’indagine archeologica sistematica viene iniziata a partire dal 2000 in seguito ai lavori di sistemazione di una strada silvo-pastorale in località Piasentot, confermando l'esistenza in questo sito di una necropoli romana di grandissimo interesse. La zona rientrava nell'ambito del Municipium di Feltria, sorto nel 49 a.C., la cui giurisdizione amministrativa si estendeva fino a comprendere quasi tutta la Valsugana (TN) e che era collegato da un percorso stradale lungo il quale si posizionava l’abitato romano di San Donato.



Orari e accessibilità

Aperto su prenotazione.


Indirizzo:

Via Resenterra, 19
32033 Lamon

Contatti

Teltel +39 (0)439 963 93

Faxfax +39 (0)439 963 93

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