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Museo civico Vittorino Cazzetta

Il Museo civico di Selva di Cadore, dedicato a Vittorino Cazzetta (studioso e appassionato autodidatta di archeologia grazie al quale sono state rinvenute alcune tra le più importanti testimonianze archeologiche della zona), è una delle realtà museali in assoluto più interessanti per quanto concerne i ritrovamenti archeologici nell’arco alpino.
È proprio in questo museo, infatti, che sono conservate le testimonianze più rilevanti della vita preistorica delle Dolomiti, dall’uomo di Mondeval alle impronte di dinosauro del Pelmetto, fino ad altri esemplari archeologici rinvenuti nel territorio di Selva di Cadore e della Val Fiorentina.

La mostra introduce il visitatore nel mondo preistorico attraverso un video che ripercorre la scoperta della sepoltura dell'uomo di Mondeval.
Nella sala centrale si possono osservare alcuni reperti di roccia, minerali e fossili risalenti specialmente all’era del Triassico (251 – 199 milioni di anni fa). Qui trova collocazione anche una riproduzione della roccia di Dolomia del Pelmetto, sulla quale sono state rinvenute le impronte di alcuni esemplari di dinosauro; un ritrovamento avvenuto negli anni ’80 che rappresentò un’importantissima testimonianza nonché oggetto di studio e ricerche.

Una sezione del museo è dedicata all’Uomo di Mondeval de Sora: lo scheletro di un cacciatore del Mesolitico vissuto 7500 anni fa e ritrovato nel territorio di San Vito di Cadore insieme ad altri reperti archeologici che costituivano il suo corredo funerario: strumenti da caccia e ausilii ricavati da selce lavorata, materiale osseo e propoli, tra cui meritano un cenno particolare la punta di arpone in palco di cervo e una collana di denti atrofici di cervo.
All’interno della mostra è possibile osservare lo scheletro dell’uomo, mentre alcuni video e rappresentazioni mostrano al visitatore una ricostruzione della vita preistorica.

Al piano superiore del museo trova spazio una sezione dedicata alla protostoria e alla storia: qui sono custoditi alcuni ritrovamenti archeologici avvenuti in località Mandriz, sempre a Selva di Cadore, tra i quali si trovano alcune selci di epoca tardo-neolitica e dell’età del rame, alcuni pezzi di vasi e iscrizioni rupestri. In posizione centrale è stata inoltre collocata la stele di origine paleoveneta ritrovata sul Monte Pore.
Non mancano, infine, pergamene e mappe medioevali: altre importantissime testimonianze storiche del territorio di Selva di Cadore.

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Una delle sale del Museo civico Vittorino Cazzetta

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Riproduzione di un dinosauro

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Una delle sale del Museo civico Vittorino Cazzetta

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Museo civico Vittorino Cazzetta

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La ricostruzione della vita di un uomo preistorico

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Scheletro di un cacciatore del Mesolitico rinvenuto a Mondeval

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Una delle vetrine della sezione archeologica

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Museo civico Vittorino Cazzetta

Museo civico Vittorino Cazzetta

Il Museo civico di Selva di Cadore, dedicato a Vittorino Cazzetta (studioso e appassionato autodidatta di archeologia grazie al quale sono state rinvenute alcune tra le più importanti testimonianze archeologiche della zona), è una delle realtà museali in assoluto più interessanti per quanto concerne i ritrovamenti archeologici nell’arco alpino.
È proprio in questo museo, infatti, che sono conservate le testimonianze più rilevanti della vita preistorica delle Dolomiti, dall’uomo di Mondeval alle impronte di dinosauro del Pelmetto, fino ad altri esemplari archeologici rinvenuti nel territorio di Selva di Cadore e della Val Fiorentina.

La mostra introduce il visitatore nel mondo preistorico attraverso un video che ripercorre la scoperta della sepoltura dell'uomo di Mondeval.
Nella sala centrale si possono osservare alcuni reperti di roccia, minerali e fossili risalenti specialmente all’era del Triassico (251 – 199 milioni di anni fa). Qui trova collocazione anche una riproduzione della roccia di Dolomia del Pelmetto, sulla quale sono state rinvenute le impronte di alcuni esemplari di dinosauro; un ritrovamento avvenuto negli anni ’80 che rappresentò un’importantissima testimonianza nonché oggetto di studio e ricerche.

Una sezione del museo è dedicata all’Uomo di Mondeval de Sora: lo scheletro di un cacciatore del Mesolitico vissuto 7500 anni fa e ritrovato nel territorio di San Vito di Cadore insieme ad altri reperti archeologici che costituivano il suo corredo funerario: strumenti da caccia e ausilii ricavati da selce lavorata, materiale osseo e propoli, tra cui meritano un cenno particolare la punta di arpone in palco di cervo e una collana di denti atrofici di cervo.
All’interno della mostra è possibile osservare lo scheletro dell’uomo, mentre alcuni video e rappresentazioni mostrano al visitatore una ricostruzione della vita preistorica.

Al piano superiore del museo trova spazio una sezione dedicata alla protostoria e alla storia: qui sono custoditi alcuni ritrovamenti archeologici avvenuti in località Mandriz, sempre a Selva di Cadore, tra i quali si trovano alcune selci di epoca tardo-neolitica e dell’età del rame, alcuni pezzi di vasi e iscrizioni rupestri. In posizione centrale è stata inoltre collocata la stele di origine paleoveneta ritrovata sul Monte Pore.
Non mancano, infine, pergamene e mappe medioevali: altre importantissime testimonianze storiche del territorio di Selva di Cadore.



Orari e accessibilità

Orari di apertura:

  • tutto l'anno con orari differenti in bassa e alta stagione, chiuso il lunedì
  • chiuso il mese di novembre

Aperto/a al pubblico


Indirizzo:

Via 4 Novembre, 49
32020 Selva di Cadore

Contatti

Teltel +39 (0)437 521068

Faxfax +39 (0)437 521068

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