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Museo Etnografico della Provincia di Belluno e del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi

Il Museo Etnografico della Provincia di Belluno e del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi ha lo scopo di raccogliere, conservare e valorizzare il patrimonio di oggetti, memorie, documenti, immagini riguardanti la vita quotidiana della popolazione rurale bellunese dalla fine del secolo XIX ai giorni nostri.

Svolge un’importante attività educativa, di ricerca e di mediazione con il territorio, soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo agricolo, turistico e culturale dell’area. E’ il Museo di riferimento della Rete dei Musei della Provincia di Belluno.

Le collezioni sono costituite da beni materiali e immateriali. I primi comprendono un cospicuo patrimonio di oggetti provenienti dal territorio della provincia di Belluno, relativi ai diversi ambiti della cultura tradizionale (artigianato, attività domestiche, religiosità, abbigliamento, emigrazione, attività primarie) e coprono un arco temporale compreso tra il secolo XVIII e il secolo XXI.

I beni immateriali sono costituiti da alcune migliaia di documenti sonori (fiabe, indovinelli, proverbi, canti, testimonianze, autobiografie, orazioni, ecc.) raccolti nel territorio bellunese e tra le comunità italo - venete del Brasile meridionale nel corso di ricerche sul campo.

E' inoltre presente un ricco archivio fotografico e filmico, mentre la biblioteca conserva il fondo librario locale appartenuto al geografo Elio Migliorini e proveniente dalla sua casa di Arson (Feltre), oltre a volumi di interesse antropologico, documenti a stampa e piccoli archivi di famiglia.

Il Museo, situato in località Seravella di Cesiomaggiore, ha sede nell’ottocentesca villa di campagna appartenuta ai conti Avogadro degli Azzoni composta dall’edificio padronale e dagli annessi rustici, ed è organizzato in spazi funzionali: l’edificio padronale ospita l'allestimento permanente su tre piani e il laboratorio didattico, mentre negli annessi rustici si trovano lo spazio per le esposizioni temporanee, la biblioteca specializzata, l’archivio sonoro e fotografico, la sala conferenze e un piccolo laboratorio per la pulizia degli oggetti.

Intorno al Museo si estende un terreno di oltre 4 ettari con prati, boschi e campi, che fino al secolo XVIII era coltivato a roveri e tutelato dalla Repubblica di Venezia per le esigenze dell’Arsenale.

Nelle immediate adiacenze è stato ricavato un giardino di rose antiche, un piccolo campo didattico e un apiario scuola.

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Pipa intagliata e dipinta a forma di diavolo, collezione di arte alpina Giuseppe Mazzotti

Museo Etnografico della Provincia di Belluno e del Parco nazionale Dolomiti Bellunesi

Arduino Zanella, Malga Pietena,1946

Museo Etnografico della Provincia di Belluno e del Parco nazionale Dolomiti Bellunesi

Famiglia Stangherlin, Treviso - Stato di Santa Catarina, Brasile, 1985 (foto Francesco De Melis)

Museo Etnografico della Provincia di Belluno e del Parco nazionale Dolomiti Bellunesi

Veduta invernale del Museo

Museo Etnografico della Provincia di Belluno e del Parco nazionale Dolomiti Bellunesi

La cucina tradizionale nella villa Avogadro degli Azzoni

Museo Etnografico della Provincia di Belluno e del Parco nazionale Dolomiti Bellunesi

Fagioli “zalet”

Museo Etnografico della Provincia di Belluno e del Parco nazionale Dolomiti Bellunesi

Il museo visto dal giardino pensile con il roseto

Museo Etnografico della Provincia di Belluno e del Parco nazionale Dolomiti Bellunesi

Fienagione in pendio. Lentiai, 2005 (foto Francesco De Melis)

Museo Etnografico della Provincia di Belluno e del Parco nazionale Dolomiti Bellunesi

Sezione scrittura e segni con i marchi di proprietà che venivano apposti sugli oggetti

Museo Etnografico della Provincia di Belluno e del Parco nazionale Dolomiti Bellunesi

Luchino Visconti scrive alla sua balia Maria Canova

Museo Etnografico della Provincia di Belluno e del Parco nazionale Dolomiti Bellunesi

Tremoli in filigrana d'argento e doratura utilizzati per adornare i capelli

Museo Etnografico della Provincia di Belluno e del Parco nazionale Dolomiti Bellunesi

Stampo da butto in legno

Museo Etnografico della Provincia di Belluno e del Parco nazionale Dolomiti Bellunesi

Pastore lamonese sotto la neve, durante la transumanza verso la pianura (foto Adolfo Malacarne)

Museo Etnografico della Provincia di Belluno e del Parco nazionale Dolomiti Bellunesi

Cinciallegra, disegno di Paolo Paolucci

Museo Etnografico della Provincia di Belluno e del Parco nazionale Dolomiti Bellunesi

Villa Avogadro degli Azzoni, veduta dal gioardino delle rose

Museo Etnografico della Provincia di Belluno e del Parco nazionale Dolomiti Bellunesi

Gold Finch, una delle rose riscoperte nelle ville e nelle case contadine presente nel giardino delle rose

Museo Etnografico della Provincia di Belluno e del Parco nazionale Dolomiti Bellunesi

Disegnare e dipingere al museo tra natura e cultura

Museo Etnografico della Provincia di Belluno e del Parco nazionale Dolomiti Bellunesi

Museo Etnografico della Provincia di Belluno e del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi

Il Museo Etnografico della Provincia di Belluno e del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi ha lo scopo di raccogliere, conservare e valorizzare il patrimonio di oggetti, memorie, documenti, immagini riguardanti la vita quotidiana della popolazione rurale bellunese dalla fine del secolo XIX ai giorni nostri.

Svolge un’importante attività educativa, di ricerca e di mediazione con il territorio, soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo agricolo, turistico e culturale dell’area. E’ il Museo di riferimento della Rete dei Musei della Provincia di Belluno.

Le collezioni sono costituite da beni materiali e immateriali. I primi comprendono un cospicuo patrimonio di oggetti provenienti dal territorio della provincia di Belluno, relativi ai diversi ambiti della cultura tradizionale (artigianato, attività domestiche, religiosità, abbigliamento, emigrazione, attività primarie) e coprono un arco temporale compreso tra il secolo XVIII e il secolo XXI.

I beni immateriali sono costituiti da alcune migliaia di documenti sonori (fiabe, indovinelli, proverbi, canti, testimonianze, autobiografie, orazioni, ecc.) raccolti nel territorio bellunese e tra le comunità italo - venete del Brasile meridionale nel corso di ricerche sul campo.

E' inoltre presente un ricco archivio fotografico e filmico, mentre la biblioteca conserva il fondo librario locale appartenuto al geografo Elio Migliorini e proveniente dalla sua casa di Arson (Feltre), oltre a volumi di interesse antropologico, documenti a stampa e piccoli archivi di famiglia.

Il Museo, situato in località Seravella di Cesiomaggiore, ha sede nell’ottocentesca villa di campagna appartenuta ai conti Avogadro degli Azzoni composta dall’edificio padronale e dagli annessi rustici, ed è organizzato in spazi funzionali: l’edificio padronale ospita l'allestimento permanente su tre piani e il laboratorio didattico, mentre negli annessi rustici si trovano lo spazio per le esposizioni temporanee, la biblioteca specializzata, l’archivio sonoro e fotografico, la sala conferenze e un piccolo laboratorio per la pulizia degli oggetti.

Intorno al Museo si estende un terreno di oltre 4 ettari con prati, boschi e campi, che fino al secolo XVIII era coltivato a roveri e tutelato dalla Repubblica di Venezia per le esigenze dell’Arsenale.

Nelle immediate adiacenze è stato ricavato un giardino di rose antiche, un piccolo campo didattico e un apiario scuola.



Orari e accessibilità

 Orari di apertura:

  • invernale (1 ottobre - 30 aprile)
    da martedì a venerdì: 9,00 - 13,00  e  15,00 - 17,30
    sabato e domenica: 15,00 - 18,00
  • estivo (1 maggio - 30 settembre)
    da martedì a venerdì: 9,00 - 13,00  e  15,00-17,30
    sabato e domenica :15,00-18,30
  • chiuso il lunedì (ad esclusione del lunedì di Pasqua), le festività nazionali e religiose e il 16 febbraio (festa del patrono)

 


Indirizzo:

Via Seravella, 1
32030 Cesiomaggiore

Contatti

Teltel +39 (0)439 438 355

Faxfax +39 (0)439 439 007

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