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Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi

La parte più meridionale delle Dolomiti fa parte del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi: un ambiente con tesori naturali di inestimabile valore, tutti da scoprire, riconosciuti dal 2009 Patrimonio Mondiale dell'Umanità UNESCO. Le montagne, con la loro silenziosa bellezza hanno incantato lo scrittore, giornalista e pittore bellunese Dino Buzzati, che le ha definite in uno dei suoi scritti “enigmatiche, intime, segrete (...) commoventi per le storie che raccontano, per l'aria d'altri secoli, per la solitudine paragonabile a quella dei deserti”.

Le Vette Feltrine e il Monte Serva, che domina la città di Belluno, erano già molto celebri per la loro flora sin dal XVIII secolo. La presenza di specie rare e di una eccezionale varietà di ambienti è dovuta alla localizzazione geografica del Parco posto al margine delle Alpi sud orientali. La varietà dei paesaggi offerta da queste montagne diventa particolarmente suggestiva in estate, quando i dolci altipiani e le cime erbose, per le prorompenti fioriture, diventano una tavolozza di colori. Su tutte le specie floreali spicca la Campanula Morettiana, divenuta il simbolo stesso del Parco. I Monti del Sole rappresentano il cuore più selvaggio e misterioso delle Dolomiti Bellunesi e riservano spettacoli di grande bellezza come le cascate della Soffia e gli straordinari Cadini del Brenton. Attraggono il visitatore, in modo particolare, i fenomeni geologici e geomorfologici di cui il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi è ricchissimo, come le caratteristiche marmitte del torrente Brenton, e i circhi delle vette Feltrine, tracce di antichi ghiacciai oggi scomparsi.

Non mancano, nonostante il carattere incontaminato e selvaggio di queste montagne, i siti di interesse storico. L'antichissimo complesso della Certosa di Vedana, nei pressi dell'omonimo lago, è uno dei monumenti più importanti della provincia di Belluno ed ospita ancora oggi una piccola comunità di monache. Elevato valore testimoniale hanno anche le Miniere di Valle Imperina, antico centro minerario che ha segnato per secoli l'economia agordina.

All'interno del Parco si trovano i laghi artificiali del Mis e de La Stua in Val Canzoi. Il Parco interessa i territori di 15 comuni: Belluno, Cesiomaggiore, Feltre, Forno di Zoldo, Gosaldo, La Valle Agordina, Longarone, Pedavena, Ponte nelle Alpi, Rivamonte Agordino, Santa Giustina, San Gregorio nelle Alpi, Sedico, Sospirolo e Sovramonte.

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Giglio Martagone (foto Mario Mastelli)

Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi

Rosa di Natale (foto Mario Mastelli)

Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi

Busa delle Vette da Passo Vette Grandi (foto E. Vettorazzo, archivio PNDB)

Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi

Genziana di Koch (foto Mario Mastelli)

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Faggeta al Vescovà (foto E. Vettorazzo, archivio PNDB)

Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi

Camosci sul Monte Pavione (foto N. Savi, archivio PNDB)

Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi

Stella Alpina (foto Mario Mastelli)

Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi

Val Canzoi, il fiume Caorame lungo il sentiero CAI 806 (foto E. Vettorazzo, archivio PNDB)

Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi

Soldanella Alpina (foto Mario Mastelli)

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Col di Luna dalle Cavalade (foto E. Vettorazzo, archivio PNDB)

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Rododendro Ferrugineo (foto Mario Mastelli)

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Centro visitatori di Valle Imperina (foto G. Poloniato, archivio PNDB)

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Nigritella comune (foto Mario Mastelli)

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Campanula Morettiana, fiore da cui trae origine il logo del Parco nazionale Dolomiti Bellunesi (foto Mario Mastelli)

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Marmotta (foto E. Vettorazzo, archivio PNDB)

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Raponzolo di Roccia (foto Mario Mastelli)

Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi

Circhi delle Vette Feltrine, tabelle di confine (foto E. Vettorazzo, archivio PNDB)

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Cajada (foto E. Vettorazzo, archivio PNDB)

Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi

Cervo (foto Aldo Conz)

Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi

Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi

Campanula Morettiana, simbolo del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi (foto Mario Mastelli)

La parte più meridionale delle Dolomiti fa parte del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi: un ambiente con tesori naturali di inestimabile valore, tutti da scoprire, riconosciuti dal 2009 Patrimonio Mondiale dell'Umanità UNESCO. Le montagne, con la loro silenziosa bellezza hanno incantato lo scrittore, giornalista e pittore bellunese Dino Buzzati, che le ha definite in uno dei suoi scritti “enigmatiche, intime, segrete (...) commoventi per le storie che raccontano, per l'aria d'altri secoli, per la solitudine paragonabile a quella dei deserti”.

Le Vette Feltrine e il Monte Serva, che domina la città di Belluno, erano già molto celebri per la loro flora sin dal XVIII secolo. La presenza di specie rare e di una eccezionale varietà di ambienti è dovuta alla localizzazione geografica del Parco posto al margine delle Alpi sud orientali. La varietà dei paesaggi offerta da queste montagne diventa particolarmente suggestiva in estate, quando i dolci altipiani e le cime erbose, per le prorompenti fioriture, diventano una tavolozza di colori. Su tutte le specie floreali spicca la Campanula Morettiana, divenuta il simbolo stesso del Parco. I Monti del Sole rappresentano il cuore più selvaggio e misterioso delle Dolomiti Bellunesi e riservano spettacoli di grande bellezza come le cascate della Soffia e gli straordinari Cadini del Brenton. Attraggono il visitatore, in modo particolare, i fenomeni geologici e geomorfologici di cui il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi è ricchissimo, come le caratteristiche marmitte del torrente Brenton, e i circhi delle vette Feltrine, tracce di antichi ghiacciai oggi scomparsi.

Non mancano, nonostante il carattere incontaminato e selvaggio di queste montagne, i siti di interesse storico. L'antichissimo complesso della Certosa di Vedana, nei pressi dell'omonimo lago, è uno dei monumenti più importanti della provincia di Belluno ed ospita ancora oggi una piccola comunità di monache. Elevato valore testimoniale hanno anche le Miniere di Valle Imperina, antico centro minerario che ha segnato per secoli l'economia agordina.

All'interno del Parco si trovano i laghi artificiali del Mis e de La Stua in Val Canzoi. Il Parco interessa i territori di 15 comuni: Belluno, Cesiomaggiore, Feltre, Forno di Zoldo, Gosaldo, La Valle Agordina, Longarone, Pedavena, Ponte nelle Alpi, Rivamonte Agordino, Santa Giustina, San Gregorio nelle Alpi, Sedico, Sospirolo e Sovramonte.



Modalità di accesso

Il Parco è liberamente visitabile tutto l'anno.


Indirizzo:

Piazzale Zancanaro, 1
32032 Feltre

Contatti

Teltel +39 (0)439 33 28

Faxfax +39 (0)439 33 29 99

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