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Villa Crotta - De Manzoni

Villa Crotta - De Manzoni si presenta nella parte anteriore come un'imponente villa urbana, mentre nella parte posteriore si trasforma in una residenza di campagna con un grande parco e giardino.

Tra la fine del Cinquecento e gli inizi del Seicento Francesco Crotta acquisto la proprietà dove sorgeva un edificio del XV secolo che venne ingrandito ed abbellito per renderlo a tutti gli effetti una residenza signorile. Vennero uniti il nuovo edificio, che ospitava la residenza privata della famiglia, con l'ala antica che invece era destinata al numeroso personale della proprietà; nel punto di congiunzione tra le due strutture venne realizzata una sala completamente affrescata.

Il corpo seicentesco si affaccia verso il grande prato, il cosiddetto "Broi", che occupa la piazza di Agordo e verso la strada che taglia il centro della cittadina. Poggioli e cornicioni in pietra decorano la facciata che si chiude con quattro grandi camini a punta.

Nel Settecento venne eretta l'ala di rappresentanza unita ad angolo retto all'edificio principale, creando lo spazio per il giardino contornato da un'alta cancellata in ferro con colonne in pietra su cui sono posizionate quindici statue di antiche divinità.

Nel 1813 la villa venne acquistata dalla famiglia Manzoni che, grazie alle ricchezze accumulate nelle miniere di Valle Imperina, riuscì a comprare il titolo nobiliare divenendo De Manzoni nel 1820.

I De Manzoni fecero vivere alla villa il periodo di massimo splendore promuovendo la cultura e l'arte come mecenati. Chiamarono alcuni dei rappresentanti più significativi delle arti bellunesi tra cui l'archietetto Giuseppe Segusini per completare il parco con un edificio in tipico stile romantico e Pietro Paoletti per decorare il salone con scene tratte dal poema epico Orlando Furioso.

Durante la Grande Guerra la Villa subì numerosi danni; vennero distrutti e trafugati gli arredi, i dipinti e la ricca biblioteca insieme ad una grande collezione di minerali e conchiglie.

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Villa Crotta - De Manzoni

Villa Crotta - De Manzoni

Villa Crotta - De Manzoni si presenta nella parte anteriore come un'imponente villa urbana, mentre nella parte posteriore si trasforma in una residenza di campagna con un grande parco e giardino.

Tra la fine del Cinquecento e gli inizi del Seicento Francesco Crotta acquisto la proprietà dove sorgeva un edificio del XV secolo che venne ingrandito ed abbellito per renderlo a tutti gli effetti una residenza signorile. Vennero uniti il nuovo edificio, che ospitava la residenza privata della famiglia, con l'ala antica che invece era destinata al numeroso personale della proprietà; nel punto di congiunzione tra le due strutture venne realizzata una sala completamente affrescata.

Il corpo seicentesco si affaccia verso il grande prato, il cosiddetto "Broi", che occupa la piazza di Agordo e verso la strada che taglia il centro della cittadina. Poggioli e cornicioni in pietra decorano la facciata che si chiude con quattro grandi camini a punta.

Nel Settecento venne eretta l'ala di rappresentanza unita ad angolo retto all'edificio principale, creando lo spazio per il giardino contornato da un'alta cancellata in ferro con colonne in pietra su cui sono posizionate quindici statue di antiche divinità.

Nel 1813 la villa venne acquistata dalla famiglia Manzoni che, grazie alle ricchezze accumulate nelle miniere di Valle Imperina, riuscì a comprare il titolo nobiliare divenendo De Manzoni nel 1820.

I De Manzoni fecero vivere alla villa il periodo di massimo splendore promuovendo la cultura e l'arte come mecenati. Chiamarono alcuni dei rappresentanti più significativi delle arti bellunesi tra cui l'archietetto Giuseppe Segusini per completare il parco con un edificio in tipico stile romantico e Pietro Paoletti per decorare il salone con scene tratte dal poema epico Orlando Furioso.

Durante la Grande Guerra la Villa subì numerosi danni; vennero distrutti e trafugati gli arredi, i dipinti e la ricca biblioteca insieme ad una grande collezione di minerali e conchiglie.

Interni

Nel 1826 Giovanni Antonio de Manzoni incaricava il giovane Pietro Paoletti di decorare il salone della villa. Per le pareti della sala vennero scelti due episodi tratti dall’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto: Il ratto di Doralice da parte di Mandricardo (XIV, 49-64) e Il duello fra Ruggero e Rodomonte (XLVI, 101-140), scene concitate, ma impostate secondo un ritmo compositivo equilibrato, memore di suggestioni prese dalla pittura del maestro Giovanni De Min.

Nella raffigurazione dei numerosi personaggi Paoletti trova modo di rendere omaggio a De Min, attraverso il giovane servitore che regge un ampio bacile sulla sinistra, puntualmente ripreso da una delle figure degli affreschi realizzati dal pittore bellunese nel palazzo municipale di Ceneda (Vittorio Veneto - TV).

Le opere di Paoletti si distinguono anche per la proposta di scegliere temi letterari in sostituzione dei più tradizionali episodi di storia antica, di gusto ancora neoclassico.

La decorazione delle pareti si completa con tre dipinti a monocromo posizionati sopra le porte, a imitazione del bassorilievo, con le allegorie della Pittura e del Disegno, quasi a voler sottolineare il ruolo imprescindibile della formazione accademica nell’educazione del pittore. Sono palesi i riferimenti ad opere di Antonio Canova, come omaggio ad inarrivabili modelli di perfezione neoclassica a cui ispirarsi: è il caso della modella atteggiata come la Paolina Borghese, o di Zefiro e Flora al centro del soffitto, che richiamano il celebre gruppo scultoreo di Amore e Psiche.

Spazi esterni

La Villa presenta nella parte anteriore un piccolo giardino con aiuole verdi circondato da un alto cancello con statue.

Nel Settecento venne costruita una grande corte racchiusa da un basso edificio a doppio porticato con al centro una grande fontana in pietra.

Il parco della Villa si estende per circa un ettaro nella parte posteriore dell'edificio dove si trova anche un'elegante loggia in stile neogotico fatta realizzare dalla famiglia De Manzoni all'architetto feltrino Giuseppe Segusini nella prima metà dell'Ottocento. La torretta era collegata alla villa tramite un viale di carpini ed era il classico padiglione romantico che non poteva mancare nel parco di una villa signorile. Questo edificio è visibile sulla sinistra dalla strada statale che entra ad Agordo giungendo da Belluno.

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Modalità di accesso

La Villa è di proprietà privata e può essere vista da Piazza Libertà.


Indirizzo:

Piazza Libertà
32021 Agordo