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Villa Vescovile al Belvedere

La Villa Vescovile è una delle poche residenze signorili bellunesi di cui si conosce il nome del progettista: Alessandro Paolo Tremignon. L'architetto di origini padovane, fu attivo nella seconda metà del Seicento fino al secondo decennio del Settecento ed è noto per i suoi interventi a Venezia nella chiesa di San Moisè o in palazzo Fini ad esempio. Progettò a Belluno anche il palazzo del Seminario, oggi conosciuto come Palazzo Bembo, che sorge all'ingresso di Via Loreto nel centro storico della città.

Venne costruita tra il 1711 ed il 1714 come dimora estiva del vescovo di Belluno Giovanni Francesco Bembo e conservava fino alla fine dell'Ottocento, dei magnifici affreschi interni realizzati da Marco e Sebastiano Ricci.

La scelta del luogo in cui venne edificata non è casuale poichè domina dall'alto la città di Belluno e la Valbelluna, mentre dà le spalle alle Dolomiti Bellunesi; proprio per la posizione panoramica è soprannominata "Villa al Belvedere".

Il complesso è formato da un corpo centrale a tre piani, sporgente rispetto alle due ali laterali originariamente destinate ad appartamenti per gli ospiti. la facciata principale è decorata con una scalinata e da due balconi in pietra sormontati da un timpano impreziosito da stucchi.

 

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Villa Vescovile al Belvedere

Villa Vescovile al Belvedere

La Villa Vescovile è una delle poche residenze signorili bellunesi di cui si conosce il nome del progettista: Alessandro Paolo Tremignon. L'architetto di origini padovane, fu attivo nella seconda metà del Seicento fino al secondo decennio del Settecento ed è noto per i suoi interventi a Venezia nella chiesa di San Moisè o in palazzo Fini ad esempio. Progettò a Belluno anche il palazzo del Seminario, oggi conosciuto come Palazzo Bembo, che sorge all'ingresso di Via Loreto nel centro storico della città.

Venne costruita tra il 1711 ed il 1714 come dimora estiva del vescovo di Belluno Giovanni Francesco Bembo e conservava fino alla fine dell'Ottocento, dei magnifici affreschi interni realizzati da Marco e Sebastiano Ricci.

La scelta del luogo in cui venne edificata non è casuale poichè domina dall'alto la città di Belluno e la Valbelluna, mentre dà le spalle alle Dolomiti Bellunesi; proprio per la posizione panoramica è soprannominata "Villa al Belvedere".

Il complesso è formato da un corpo centrale a tre piani, sporgente rispetto alle due ali laterali originariamente destinate ad appartamenti per gli ospiti. la facciata principale è decorata con una scalinata e da due balconi in pietra sormontati da un timpano impreziosito da stucchi.

 

Interni

L'edificio venne restaurato nell'Ottocento soprattutto internamente. Alcuni decori originali sono ancora oggi visibili in particolare nella cosiddetta “camera degli sposi” che presenta un soffitto dipinto con un finto velo di pizzo sospeso.

Le due sale centrali e le scale di accesso della villa ospitavano fino alla fine dell'Ottocento dei magnifici affreschi eseguiti nel 1718 da Sebastiano Ricci con l'aiuto del nipote Marco.

A testimonianza di questo importante ciclo di affreschi andato completamente perduto, resta un disegno di Osvaldo Monti che fotografa gli affreschi poco tempo prima della loro distruzione, e un lacerto di affresco con la Testa della Samaritana oggi conservato presso il Museo Civico di Belluno così come il disegno del Monti.

 

 

 

Spazi esterni

La villa è circondata da un grande giardino e il corpo centrale è anticipato da due scalinate che creano una sorta di cortile d'onore che scende lungo la collina naturale attraverso diversi terrazzamenti.

Nella parte posteriore l'edificio presenta un grande parco cintato da un alto muro in pietra decorato da alti alberi di specie differenti.

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Modalità di accesso

La Villa è di proprietà privata ed è visibile dalla strada sottostante.


Indirizzo:

Via San Lorenzo
32100 Belluno loc. Mussoi