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Col di Lana - Teriol Ladin
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| Difficoltà: |
media |
| Quota massima: |
2462 m (Col di Lana) |
| Comune: |
Livinallongo |
| Provincia: |
BL |
Percorso Da Pieve di Livinallongo si raggiunge la località Palla e da lì si può scegliere se raggiungere direttamente la cima o fare il giro lungo il "Teriol Ladin" . Tale percorso è stato realizzato dalla Sezione CAI di Livinallongo solo di recente (estate 1996) e viene inserito nella presente guida a stesura ormai conclusa, come completamento degli itinerari riguardanti il Col de Lana. Un valido aiuto alla stia realizzazione è stato dato dal gruppo scout Agesci Roma 126 cui va un vivo ringraziamento. Il sentiero, essendo un anello, può essere percorso in entrambi i sensi. E' consigliabile affrontarlo in senso antiorario per due motivi: primo, perchè il panorama che si stende davanti a noi è ampio e spazioso; secondo, perchè vi è una lunga pendenza che è preferibile affrontare in salita e ancora freschi piuttosto che in discesa e ormai stanchi. Da ricordare che, superata la prima salita, l'itinerario si sviluppa in quota fra i 2000-2200 m., senza ulteriori forti dislivelli. L'aggettivo ladin ben si addice a questo percorso, poichè il suo secondo significato nel Fodom è svelto, scorrevole. L'itinerario è dedicato ai Caduti del Col de Lana, di qualsiasi nazione e provenienza. Da La Plié si raggiunge in auto la frazione di Daghè, dove vi è un festil (abbeveratoio) con acqua potabile. Parcheggiare in modo da non intralciare il passaggio. Superato il borgo, s'imbocca una carrareccia per breve tratto costeggiata da una staccionata, passando accanto ad una vasca idrica. Arrivato ad un bivio (cartello), si sale alla propria sinistra fino ad incontrare un altro bivio. Qui un altro cartello indica a destra il percorso che sale leggermente. Superati due vecchi tablèì (fienili), in breve si raggiunge un altro tablé, in zona Le Pale a quota m. 1955 circa. Giunti ad un altro bivio, a sinistra si taglia il versante in diagonale fino ad arrivare sulla sommità della cresta, in zona detta Ciamplò. La cresta può anche essere raggiunta dal bivio prendendo a destra: si sale il pendio zigzagando in una vecchia strada militare fino ad incontrare una galleria (località Cenglei) all'ingresso della quale vi è un'aquila scolpita dai militari che combatterono. Indi il percorso si ricongiunge al precedente sulla cresta. Ora ci si addentra in località detta Cénabona fra i detriti provocati dallo scoppio delle rnine tra il Col de Lana e lo Spiz de le Seléghe, in località detta Cénabona. Risalendo facili dislivelli si perviene in zona La Tavièrna e successivamente in un anfiteatro chiamato Alpenrose. All'inizio di questa conca, poco sotto il sentiero, a destra si nota un festil con acqua potabile. Più avanti sono evidenti sopra un costone alcune trincee e un fortino austriaco. In questo luogo esisteva un cimitero temporaneo per i caduti; in seguito le salme furono traslate al Sacrario Militare Germanico al Pordou. Si raggiunge poi una prima stele commemorativa, detta Monticolo Austriaco, nel Plàn de la Mina e successivamente una seconda stele: il Monticolo Italiano. Una terza la si trova in zona Ciadiniei. Le trincee delle due parti in conflitto, come si può comprendere percorrendo la zona, erano vicine una all'altra. Poteva accadere che i soldati nemici fraternizzassero, nei momenti di calma come la sera. Alcuni sì conoscevano da civilì in quanto le truppe austriache erano anche composte da milizie locali (gli Schuetzen di Lìvinallongo) e poteva ben accadere che i soldati, abitanti in valli contigue, benchè divise da una frontiera si conoscessero. Questo atteggiamento era severamente vietato dai superiori. La guerra in ogni luogo è un'imposizione e quasi mai una convinzione per i soldati che ne sopportano il terribile peso. Poco sotto, a Plàn de la Chicia, una carrareccia riconduce a valle, passando accanto ad una vasca idrica. Superato un isolato tablé sulla destra, poco dopo il primo tornante una deviazione (cartello) riconduce al sentiero che scende a Daghè. Si può raggiungere il Teriòl Ladin dalla SS.48 al Km.96, in località Andrac, salendo il sentiero num.21 che conduce al Col di Lana fino a Daghè (1 ora), oppure dal Jou de Valparòla tramite il sentiero num.24-23 fino al Jou de le Oubliè (ore 1,30). Il Col di Lana durante la Prima Guerra Mondiale fu conteso tra Italia ed Austria e fu teatro di aspri combattimenti che gli valsero il nome di monte del sangue : oggi è meta di numerosi turisti che salgono sulla cima per ammirare lo stupendo scenario dolomitico e per porgere omaggio ai caduti di entrambi i fronti. Sentieri C.A.I. n. 21-22. Da La Plié (m. 1470), all'altezza del km. 93 della SS.48, si imbocca la stradina che sale sulla destra orografica del Ru de Gliejia verso la fra-zione di Paia. All'incrocio per Paia, sulla sinistra inizia il sentiero n. 21 che porta in breve tempo a Plàn de la Lasta, dove è stato allestito un piccolo museo storico del Còl de Lana. Si procede fino ad un crinale erboso dove termina la mulattiera. Ora si segue il sentiero segnato che aggiunge Plàn de la Chicia (in. 2054). Verso N si sormonta il rilievo dei Ciadiniei (in. 2 125). Da qui, per vallette erbose, si raggiunge il caratteristico salto roccioso denominato Spiz de Ciamplàc (Cappello di Napoleone, m.2200). Si prosegue sul crinale passando accanto alla galleria dove i soldati italiani fecero brillare una grande mina per conquistare la cima tenuta dagli austriaci. In breve si giunge alla vetta del Col de Lana (m. 2452). Ivi sorge a ricordo dei caduti una cappelletta, voluta dal principe Caetani, presidente dei comitato nazionale per le onoranze ai caduti dei Còl de Lana. Nel 1932 fu costituito un comitato locale, che portò a termine la costruzione nel 1935. Da poco è stato eretto un monumento con le scritte in ladino, italiano e tedesco a ricordo dei giovani soldati ladini aggregati al battaglione Standschuetzen - Enneberg - Val Badia. Il ritorno si effettua scendendo verso SO una ripida dorsale franosa fino ad una sellatura, dalla quale si sale verso NO a Spiz de le Seléghe (m. 2424; corda metallica e scaletta di ferro). Da qui, su detriti e sfasciumi di roccia, si scende a CM de la Ròda (m. 1971); in breve si giunge attraverso il bosco e zone pastorizie alla stradina che sale da La Court (m. 1690), si oltrepassa Lasta, La Court, Liviné (sentiero n.22) giungendo infine a La Plié.
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Notizie utili Da Pieve di Livinallongo a Palla è vietato il transito con l'automobile
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Attrezzatura e preparazione necessaria Essendoci parecchio dislivello si richiede un minimo di allenamento (scarpe da montagna)
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Periodi consigliati estate - autunno
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A chi rivolgersi prima di partire IAT Arabba - Tel. 0436.79130
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