APT Dolomiti Escursioni medio-difficili

Choose your language
 
P.N. Dolomiti Bellunesi - Val Pramper
Comune: Feltre
Provincia: BL

Percorso
Dall'estremità del paese di Forno di Zoldo, nei pressi della chiesetta di Sant'Antonio, si supera il ponte sul torrente Maè e si gira a sinistra seguendo le indicazioni per il Rifugio Sommariva al Pramperét. La strada, solo in alcuni tratti asfaltata, sale ripida e stretta fino ai pascoli di Pra Torónt. Si continua in piano raggiungendo i prati del Castelàz (996 m), in corrispondenza di una casèra con un fienile sulla destra. La strada si addentra nella valle, alternando tratti in piano a brevi salite, e supera sulla destra un piccolo bacino artificiale ad uso idroelettrico (1128 m), dopo il quale corre parallela al greto del torrente Prampèra. Poco più avanti c'è uno spiazzo (Pian de la Fòipa, 1210 m), dove si parcheggiano le automobili; da qui in avanti è consentito il transito solo agli automezzi autorizzati.
Da Forno di Zoldo fino al Pian de la Fòpa sono circa 5 km, che possono essere percorsi a piedi in circa 1 ora di cammino. Dal Pian de la Fòpa si prosegue quindi a piedi lungo la strada che sale lungo il torrente. Nel greto è visibile un tubo dell'acquedotto, divelto durante la disastrosa alluvione del 1966 che ha duramente colpito anche questa valle. Oltre il torrente s'innalzano le frastagliate cime e torri degli Spiz di Mezzodí, estremo confine settentrionale del Parco. Su un lato di queste si nota un ghiaione, tra i più estesi delle Dolomiti (sono circa 1000 metri di dislivello) chiamato Giaron de la Fopa.Si costeggia il torrente fino ad un piccolo pianoro erboso (Pian dei Aonìz), entrando nei confini amministrativi del Parco. la strada affronta alcuni tornanti ed esce dal bosco in prossimità di un esteso pascolo chiamato Pian dei PaIùi (1480 m). Prima d'iniziare i tornanti, nei pressi dell'Acqua della Madonna, un vecchio sentiero sulla sinistra consente di tagliare alcune curve, congiungendosi poi al Pian dei Palùi nuovamente con la carrareccia (segnavia CAI 523).
Il pianoro è ricco di piccole torbiere e zone umide, con interessante flora e fauna acquatica. Pregevoli zone umide si segnalano anche nella parte bassa della valle, al di fuori dei confini del Parco, dove si trova la torbiera di Pra Torónt (920 m), con stazioni di Salix pentandra nei dintorni.
Ad ovest si elevano le Cime di Moschesin, che appartengono al gruppo dei Tàmer-San Sebastiano, sulle cui creste corre il confine dell'arco, mentre a nord si osservano le alture sulle quali si eleva il magnifico Monte Pelmo.
La strada continua ancora per un breve tratto in piano e, in prossimità di estese colate di ghiaia che scendono dalle sovrastanti Forcella Larga e Forcella Stretta, si lascia la rotabile e si segue la vecchia mulattiera militare sulla destra (segnavia CAI 540). Il sentiero taglia le pendici ghiaiose, con vegetazione a pino mugo, sottostanti il Castello di Moschesin e risale fino alla testata della Val Balanzòla (interessanti stazioni di Salix mielichhoferi).
Da qui, con alcuni zig-zag, si raggiunge la Forcella Moschesin (1940 m); ore 2.00 dal Pian de la Fòpa. Dalla Forcella Moschesin, spartiacque di più valli, si gode un panorama ampissimo e di grande suggestione; essa è inoltre un importante valico fra il versante agordino e la media valle di Zoldo e punto di passaggio dell'Alta Via n.I. Nelle vicinanze si può anche osservare un vecchio fortino (ex casermetta), costruito nel 1913, ed altre opere militari come gallerie e trincee.
Si riprende il cammino verso est segnavia CAI 543) salendo ad una piccola insellatura, dalla quale si scende successivamente in una conca.
Si prosegue in piano raggiungendo in breve la bella sella erbosa del Pra de la Vedova, dove sorge il Rifugio Pramperét (1857 m); ore 2.45 dal Pian de la Fòpa, ore 4.00 da Forno di Zoldo.
Dopo una meritata sosta al rifugio, si ritorna brevemente sui propri passi e, tenendosi sulla destra, si scende verso nord in direzione della Val Pramper (segnavia CAI 523).
Inizialmente il sentiero cala parallelo ad un valloncello, supera un piccolo torrente che scende dalla Cima del Prampèr e prosegue attraverso un bosco rado dove predominano grossi larici. Si sale leggermente su in piccolo dosso, sul quale è stato costruito un capitello (17-53 m). Il luogo è un buon punto di osservazione verso la Forcella Moschesin e le cime del Castello di Moschesin.
Ancora in ambiente fresco, superando un impluvio dove crescono ontani, rododendri, larici e salici, si scende ora decisamente, attraverso pini mughi e larici, lungo un sentiero sassoso reso accidentato per la caduta di una recente frana, che ha sommerso gran parte della vegetazione.
Quando il sentiero diventa meno ripido ed attraversa quasi in piano un bosco rado di larici, si raggiunge quasi subito la Malga Prampèr (1540 m), che è situata in un'amena conca glaciale.
Dinanzi alla casèra s'incontra la rotabile della Val Prampèr che si percorre in discesa, congiungendosi poco più avanti con il bivio per Forcella Moschesin.
Da qui, seguendo il percorso dell'andata, si ritorna al punto di partenza.

Notizie utili
Tempo complessivo: ore 4.30 - 5 (percorso ad anello parziale)
Dislivello in salita: 730 m
Segnavia CAI 523-540-543

Top
Provincia di Belluno - Dolomiti Turismo srl e - via Psaro, 21 - 32100 Belluno
Tel:0437-940084; Fax: 0437-940073
Back home I E F D S