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La Piazza del Diavolo

Si racconta che:
La "Piaza del Diaol" - grande distesa di enormi massi sita nelle Vette Feltrine, costituita da alcuni anni in riserva naturale integrale, data la sua importanza da un punto di vista botanico e geologico - è legata, nella fantasia popolare, alle più fosche immaginazioni della superstizione, "che ne fecero in epoche passate sede demoniaca e luogo di convegno per streghe e diavoli, riuniti in sacrileghi sabba per tramare sciagure e catastrofi a danno dei buoni e creduli valligini".
Narrano a questo proposito le leggende che don geremia Zolét, pievano di Vignui, un paesino ai piedi delle Vette Feltrine, non si dava pace per il fatto che le streghe avessero scelto come sede della loro attività malefica proprio quella zona, sita nel territorio dove egli doveva svolgere il suo apostolato. Il solerte sacerdote non si diede per vinto ed accettò la loro sfida: e poiché la sapeva molto lunga in fatto di arti magiche (tra l'altro, era in grado di placare le tempeste con un po' di acquasanta, di costringere i topi a trascurare il formaggio e di allontanare le formiche dalle cavità), riuscì anche a cacciare le streghe dalla Piazza con uno stratagemma. I fatti si sarebbero svolti così: nel corso di una predica egli disse che era ora di farla finita con quelle maledette che portavano disgrazia a tutti e dappertutto, tanto che nessuno dei paesani aveva più il coraggio di andare nei luoghi in cui esse avevano stabilito la loro dimora: e, partendo dalla constatazione che il diavolo scappa di fronte alla Croce, sostenne che di sicuro non avrebbero resistito nemmeno le streghe, se ve ne fosse stata piantata una sulla piazza.
Così, una mattina convinse i suoi fedeli a recarsi in processione su per le Vette fino alla valletta in cui le streghe stavano ancora dormendo; e lì fece innalzare una grande croce in legno di noce, che benedì. Fatto questo, tornarono tutti alle loro abitazioni.
Per l'intera giornata non capitò nulla, finchè all'ora del Vespro, sorse improvvisamente in mezzo alle crode una grande confusione, accompagnata da un forte vento, mentre il cielo si riempiva di lampi e si udivano tuoni da far paura: si vide che lassù le streghe scappavano da forsennate, mentre il Piovano, tutto felice stava a guardare il finimondo dal sagrato della chiesa. Le streghe ebbero però ancora l'ardire di invocare con tutte le loro forze pioggia e tempeste sulle case di Vignui. Il prete - a questo punto - dapprima rimase ammutolito, poi prese stola ed aspersorio e si mise a benedire dappertutto, finchè la furia del temporale improvvisamente si placò: così, pur avendo perso metà dei loro raccolti, i paesani furono soddisfatti perchè erano riusiti a far sparire per sempre dal loro territorio le streghe..

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