APT Dolomiti Itinerari culturali e religiosi

Choose your language
 
Le Ultime Cene con gamberi, dall'Adige al Piave attraverso luoghi sacri.

Percorso
Il fascino e la singolarità di alcuni affreschi, databili dalla fine del Trecento alla fine del Cinquecento, che rappresentano l'Ultima Cena, caratterizzano questo itinerario che si snoda tra le Prealpi feltrine e bellunesi.

All'interno della composizione pittorica, assieme ai simboli eucaristici, ricorre la presenza di gamberi rossi. Secondo la simbologia cristiana essi rappresentano la ressurrezione ma, con significato più recondito, anche l'idea di eresia. Coscienti di questo ambivalente significato iniziamo il viaggio alla riscoperta delle chiese che conservano le tracce affrescate del gambero.
Dalla città di Feltre, antica sede vescovile, la cui diocesi si estendeva fino alle porte di Trento, si giunge al santuario dei Santi Vittore e Corona, meta di migliaia di pellegrini che, nei secoli ed ancora oggi, si recano a piedi, dai paesi anche più lontani, a venerare le reliquie dei Martiri, ivi custodite fin dal tempo della prima crociata.
Nel santuario ci sono due Cene: una del secolo XIV, nel riquadro di uno dei lunettoni del presbiterio, ed una posteriore, di dimensioni maggiori, del secolo XV, con gamberi.
Nella chiesa di Celarda troviamo una Cena, con tracce di gamberi, d'epoca però posteriore rispetto a quella precedentemente citata. La chiesetta è dedicata a S. Benedetto e ricorda l'opera di bonifica eseguita dai monaci nel territorio circostante.
Proseguendo verso il Piave, a Villapaiera si può visitare la chiesetta di S. Martino, sulla cui parete di fondo è affrescata una suggestiva Ultima Cena.
A Villapiana, nella chiesetta di S. Bartolomeo, troviamo gli esemplari più interessanti di tutta questa tipologia di affreschi. Le Cene, una affrescata sopra l'altra, sono state separate e in quella superiore ora nella Cappella dell'Asilo di Lentiai, un cartiglio riporta la data 1540 e l'autore dell' affresco: Marcus da Mello pingebat.
Nelle chiese individuate nell'itinerario troveremo splendide raffigurazioni dell'Ultima Cena, sempre accompagnate da gamberi che adornano la tavola; quasi tutte mostrano i segni della paternità di Giovanni e Marco da Mel, figli di Antonio Rosso cadorino.

A Bardies, due chiesette: una, dedicata a S. Antonio abate, conserva al proprio interno la documentazione più ampia dell'opera di Marco e Giovanni da Mel, con il ciclo di affreschi dedicati alla vita del Santo. L'altra, ora non più esistente, era dedicata a S. Andrea; alcuni brani dei suoi affreschi, tra cui due grandi frammenti dell'Ultima Cena, con numerosi gamberi, sono conservati nella canonica di Lentiai.
La Cena della chiesa di S. Giacomo a Colderù, è ricca di mirabili affreschi legati alla vita ed ai miracoli del Santo. A Corte la chiesetta di S. Valentino presenta affreschi (fine del XV) raffiguranti una Madonna in trono e una Cena ridotta purtroppo a due grandi spezzoni. Nella chiesetta dei Santi Vito e Modesto di Tallandino, l'affresco della Cena occupa quasi l'intera parete a nord e fu realizzato tra il 1521 e il 1538. Nella chiesetta di S. Pietro a Tiago l'affresco della Cena ricopre quasi per intero la parete a sinistra di chi entra; lo schema compositivo ripropone la Mensa rettangolare imbandita con i simboli eucaristici, gli Apostoli che attorniano il Cristo sul lato lungo della tavola mentre Giuda, da solo, gli siede di fronte.
Raggiunte le Prealpi bellunesi, superato il Castello di Zumelle, seguendo le tracce della Via Claudia Augusta, si intravede Venezia, porto d'imbarco per Roma o per la Terra Santa. Lungo questo tracciato ma già in terra trevisana il gambero, nostro compagno di viaggio, si ripresenta negli affrecshi delle chiese di S. Giorgio a Rugolo di Sarmede, a S. Polo di Piave e nella parrocchiale di Mareno.

Top
Provincia di Belluno - Dolomiti Turismo srl e - via Psaro, 21 - 32100 Belluno
Tel:0437-940084; Fax: 0437-940073
Back home I E F D S