PURA DOLOMITE
Un’opera d’arte talmente importante che la Provincia di Belluno, unitamente alle altre province dolomitiche (Trento, Bolzano, Udine e Pordenone) ha candidato le Dolomiti a Patrimonio Naturale dell’Umanità, iscrivendole nella World Heritage List. Un bene prezioso e fragile allo stesso tempo, che ha una storia lunga 250 milioni di anni. Una storia che affascina non solo i geologi, ma chiunque si trovi di fronte a questi monumenti naturali unici al mondo. Nel periodo Triassico, in un paesaggio simile a quello odierno delle Bahamas, iniziò la loro formazione attraverso la crescita di scogliere coralline e il deposito di sedimenti. Circa 40-50 milioni di anni fa, le rocce formatesi in precedenza iniziarono ad emergere dal mare (orogenesi alpina) originando così le Dolomiti. L’aspetto che oggi hanno le Dolomiti è, però, il risultato di altre forze della natura, dovute all’acqua, ai ghiacciai, alle frane, al gelo e al disgelo che hanno scolpito e eroso le rocce negli ultimi 2 milioni di anni. Alcune delle Dolomiti bellunesi più famose come le Tofane, il Cristallo, le Cinque Torri, il Pelmo e anche le Tre Cime di Lavaredo, che non si sono originate da scogliere coralline, ma da sedimenti depositatisi in piane fangose, conservano le tracce degli abitatori di quel periodo: fossili di spugne, coralli, ricci di mare e molluschi. Ma anche i primi dinosauri apparsi sulla Terra hanno lasciato le loro impronte sulle dolomie del Pelmo e delle Tre Cime di Lavaredo.
Il masso del Pelmetto, una propaggine del Monte Pelmo, sul quale si trovano le orme dei dinosauri, può essere visitato attraverso un facile sentiero che parte da Forcella Staulanza (1.773 m, nei pressi anche interessanti biotopi umidi). Si imbocca il sentiero CAI 472 che conduce al Rifugio Venezia, costeggiando i versanti meridionali del Pelmo. Dopo mezz’ora di cammino si abbandona il sentiero principale e si procede su un sentiero secondario che punta verso la base del Pelmetto. In breve si raggiunge un grosso masso (2.050 m) precipitato dalle pareti sovrastanti, molto evidente in quanto presenta una faccia verticale e levigata. Su questa superficie sono impresse un centinaio di orme di tre specie di dinosauri carnivori ed erbivori. Erano animali di poche decine di chili che frequentavano questa zona per cacciare le prede o per brucare le alghe.
Tempo di percorrenza: 1 ora
Con che mezzo: a piedi
Dislivello: 277 m
Periodo consigliato: da luglio a settembre




