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SEMPREVIVO

Descrizione
Amate e visitate da generazioni di viaggiatori provenienti un po’ da tutto il mondo, le Dolomiti d’Ampezzo sono probabilmente le montagne più belle del pianeta. 

La particolare natura geologica delle rocce dolomitiche e la morfogenesi sono la ragione per cui oggi possiamo osservare questi paesaggi così affascinanti per varietà di ambienti e sfumature di colore. I tesori del Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo sono i gruppi montuosi di Tofana, Fanes, Col Bechei, Croda Rossa, Cristallo, insieme ai pascoli e ai boschi che li cingono. In particolare le foreste di conifere, con abeti rossi, larici e cirmoli conferiscono al paesaggio un fascino straordinario. A quote più elevate si aprono i pascoli di Lerósa, Foses, Ròzes, Travenanzes, sfruttati già dalle popolazioni celtiche. Sono luoghi ricchi di fiori rari e vistosi, come il semprevivo delle Dolomiti, simbolo del Parco. La varietà di ambienti contribuisce al mantenimento di una fauna altrettanto diversificata. I caprioli, i cervi, i camosci, gli stambecchi e il raro gallo cedrone, l’aquila reale, la presenza dell’orso e della lince più volte accertata, confermano il valore ambientale di questo territorio, inimitabile per le sue valenze geologiche e geomorfologiche, tra pareti verticali leggendarie, limpidissimi ruscelli e altopiani carsici fiabeschi.

Per entrare in contatto con questi ambienti consigliamo di percorrere l’anello di Malga ra Stua. Da Cortina si sale lungo la Statale 51 (autobus di linea) fino al parcheggio di Sant’Uberto dal quale parte la strada per Malga ra Stua. Si imbocca il percorso pedonale che giunge nei pressi della Crosc de Son Pouses; un ottimo punto panoramico usato come postazione militare nella Prima Guerra Mondiale dalle truppe austriache. Poco oltre si incontra un bivio per salire a Son Pouses. Superata la parte più faticosa dell’escursione, si prosegue passando nei pressi di una sorgente. In leggera salita si supera un punto panoramico da cui appare, sul versante opposto, la bella conca di Antruiles. Il sentiero si trasforma in strada, attraversa il versante ovest dei Ciadis de r’Ancona e in discesa, passando il ponticello del Ru de ra Cioures, si giunge sul margine inferiore della radura di malga ra Stua. Per tornare al parcheggio di Sant’Uberto si attraversa la strada asfaltata e si inizia la discesa superando il torrente Boite sul ponte costruito sopra una bella cascata. Il sentiero attraversa un magnifico bosco di abete rosso con esemplari secolari, supera il Ru de ra Lainòres su un altro ponticello e più in giù riattraversa il Boite su un altro ponte. Si svolta a destra, su una pista forestale, verso la strada per Antruiles; la si risale brevemente fino al Sas Scendù e, costeggiando a valle la strada asfaltata, ci si ricongiunge al bivio della Crosc de Son Pouses. Sul percorso fatto in salita si ritorna al parcheggio di Sant’Uberto.


l'itinerario
Percorso: Malga ra Stua
Tempo di percorrenza: 3.30 ore (percorso ad anello)
Con che mezzo: a piedi
Dislivello: 230 m
Periodo consigliato: tutto l’anno

in alternativa
Il fascino dell’itinerario della Tofana di Ròzes sta nel percorrere la base di una delle più belle pareti dolomitiche, in un territorio ricchissimo di habitat faunistici (nidi di aquila reale e gufo reale, coturnice e picchio muraiolo, area di svernamento di ungulati) e di flora endemica al limite superiore del bosco, che qui è costituito da un secolare larici-cembreto. Da Cortina si accede al Rifugio Dibona lungo la strada del Passo Falzarego. Si percorre il sentiero CAI 412 che attraversa l’area di Sotecòrdes fino alla strada del Col dei Bòs (Ròzes). Si prosegue in salita (sentiero CAI 402) fino alla Forcella Col dei Bòs e poi si svolta a destra (sentiero CAI 404), alla base del Castelletto, ritornando al Rifugio Dibona

curiosando
Le Dolomiti d’Ampezzo sono ricche di natura, ma anche di saggezza. Infatti, da tempo immemorabile, la cura di questo patrimonio naturale è compito delle Regole d’Ampezzo: l’istituzione millenaria che riunisce le famiglie ampezzane e ancora oggi custodisce il patrimonio naturale della comunità che, per Statuto, rimane indivisibile. In virtù di questa secolare forma di gestione la Regione Veneto, nel 1990, ha affidato il Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo (11.200 ettari) in gestione proprio alla Comunanza delle Regole d’Ampezzo.

Informazioni
Ente gestore: Regole d’Ampezzo
Via del Parco, 1 - Cortina d’Ampezzo
Tel. +39 0436 2206 
www.dolomitiparco.com 
info@dolomitiparco.com
Links
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