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VERDI VALLI

Descrizione
Alla fine della glaciazione Würmiana, circa 15.000 anni prima di Cristo, nelle valli da poco lasciate libere dai ghiacci, iniziò il lento processo di formazione dei suoli che portò all’insediamento della vegetazione arborea. Successivamente, nel Paleolitico superiore, attraverso le valli giunsero i primi cacciatori-raccoglitori che ri-colonizzarono il territorio trasformando il paesaggio. Comparvero prati stabili ove c’era il bosco, aree coltivate, zone a pascolo, case sparse e nuclei abitati. Le valli delle Dolomiti, come oggi possiamo ammirarle, sono l’effetto combinato delle azioni del clima, delle glaciazioni sulla litologia delle rocce e della mano dell’uomo. Per questo motivo le Dolomiti sono fra le mete turistiche più affascinanti, uniche nella loro diversità di genesi, ambienti naturali e vicende storiche.

Iniziamo questo percorso ideale nelle valli delle Dolomiti bellunesi partendo da sud, dalla Valle di Seren [1], un microcosmo di tradizioni secolari, fra le valli più integre del Feltrino, la porta al massiccio del Grappa. Un ambiente di boschi, di pascoli e di edifici rurali (i fojaroi) dal singolare tetto costruito con rami di faggio. Poco lontano, la Val Senaiga [2], in comune di Lamon, esprime tutta la forza di una terra avara e difficile, entro la quale si cela un sistema di grotte che hanno custodito i resti di animali preistorici come l’ursus spelaeus

Lasciamo il Feltrino e ci dirigiamo verso l’Agordino. Giunti a Taibon, sulla sinistra si trova la Valle di San Lucano [3]. Una valle stretta fra le vertiginose pareti delle Pale di San Lucano e del Monte Agner, gemella della vicina Val Gares [4], all’imbocco della Val Biois. Entrambe non hanno sbocchi e terminano a ridosso delle Pale di San Martino. Giunti nell’Alto Agordino, dopo Caprile, ci attende la Val Fiorentina [5], linea di confine fra il mondo tirolese e la civiltà veneta. Agricoltura e turismo, tradizioni e modernità sembrano qui convivere in armonia. Con un lungo balzo, attraverso il Passo Giau e Cortina d’Ampezzo, giungiamo nel luogo più romantico del Cadore, alla testata della Val d’Ansiei [6], dove si cela il lago di Misurina. Vale la pena fermarsi e girovagare per il lago, lungo il sentiero che lo costeggia e sulla strada che porta al lago d’Antorno, al cospetto delle Tre Cime di Lavaredo, del Sorapiss e dei Cadini. Scendiamo lungo la Val d’Ansiei, raggiungiamo Auronzo, Santo Stefano di Cadore e poi Padola. Qui, in alta Val Comelico, a pochi chilometri dal confine del Tirolo con la Carinzia, c’è la Valgrande [7]: conca meravigliosa che si apre a ventaglio tra i boschi ai piedi del monte Popera. Una valle conosciuta fin dall’Ottocento per le proprie acque, ricche di zolfo, magnesio e calcio, adatte alla cura delle pelle. Oggi è sede di un centro termale convenzionato. 

Da Santo Stefano di Cadore procediamo verso Sappada. Fra le più belle valli delle Dolomiti c’è sicuramente la Val Visdende [8], un vastissimo altopiano, con ampie radure e boschi di abeti e larici, integro da ogni sfruttamento è gelosamente custodito dalle Regole. Dopo Sappada, sul confine nord orientale della provincia di Belluno, si accede alla Val Sesis [9], alla cui testata, alle pendici del Monte Peralba, ci sono le sorgenti del fiume Piave, il fiume Sacro alla Patria.


l'itinerario
Percorso: Seren del Grappa, Lamon, Agordo, Caprile, Selva di Cadore, Passo Giau, Cortina d’Ampezzo, Misurina, Santo Stefano, Padola, Sappada
Distanza: circa 210 chilometri
Tempo di percorrenza: quasi 4 ore (percorso ad anello)
Con che mezzo: automobile e in parte autobus di linea
Periodo consigliato: tutto l’anno

in alternativa
A soli 15 km a sud della città di Belluno, sul versante settentrionale del Col Visentin, ad una quota media di 1.000 metri, il verde altopiano dell’Alpe del Nevegàl è la località ideale per splendide passeggiate nei boschi e sulle creste che guardano la pianura veneta. Rivolgendo lo sguardo verso nord si può invece godere di un grandioso panorama sulle Dolomiti meridionali. Il valore naturalistico è indubbio: lembi di zone umide si alternano ad aree a copertura forestale e prativa, dove persiste ancora l’agricoltura tradizionale.

curiosando
Fra le valli che solcano l’altopiano, la Valmorel (raggiungibile dal Nevegàl passando per gli abitati de Le Ronce e Tassei) è fra i luoghi più suggestivi. Ne fu colpito anche Dino Buzzati, oltre che per la bellezza del luogo anche per la sua aria di mistero. Tanto che nel 1971 pubblicò “I miracoli di Val Morel”, una raccolta di finti miracoli che, nell’invenzione dell’autore, sarebbero stati attributi, dalla tradizione popolare, a Santa Rita.

Informazioni
Per maggiori informazioni sul territorio potete contattare gli Uffici Informazioni Turistiche di Sappada, Auronzo di Cadore, Alleghe, Agordo, Feltre
Links
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"Progetto per lo sviluppo transfrontaliero di promozione turistica Provincia di Belluno - Tirolo" Cod. VEN 222068.