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GLI OCCHI DELLE MONTAGNE

Descrizione
In montagna non c’è meta più suggestiva che raggiungere un lago, magari piccolo e nascosto fra gli abeti e i larici, con le rive facilmente percorribili e ammantate da splendide fioriture di piante lacustri, uno specchio d’acqua che riflette le tonalità del cielo e i profili delle vette che lo circondano. Un sogno? No, tutt’altro. Nelle Dolomiti bellunesi ci sono un centinaio di laghi, a varie quote, di diverse dimensioni e genesi. Molti si raggiungono solo a piedi dopo ore di cammino ed altri, invece, in pochi minuti. Trovare una via di accesso o un sentiero che li raggiunga non è mai un problema, altra cosa è scegliere fra le decine e decine di possibilità. Nella fascia montana e alpina quelli di maggiori dimensioni sono il lago di Misurina [1], di Alleghe [2] e del Centro Cadore [3], nella fascia collinare il lago di Santa Croce [4]. 

In alta montagna, solo per fare qualche esempio, possiamo raggiungere il laghetto del Sorapiss [5], quello di Federa [6] ad oriente della Croda da Lago, i laghi di Remeda [7] nella Croda Rossa, il laghetto di Vallimides [8] adiacente il Passo Falzarego, il lago di Baste [9] presso Forcella Giau. Nella fascia delle conifere il lago di S. Anna [10] e il lago d’Aiarnola in Comelico, il lago d’Antorno [11] posto fra il lago di Misurina e le Tre Cime di Lavaredo,  i laghetti Ghedina, Pianozes e d’Aial [12] a Cortina d’Ampezzo. Nella fascia collinare si segnala il lago di Vedana [13], una perla naturalistica inserita nello spettacolare scenario delle masiere in comune di Sospirolo. Anche i laghi artificiali possono costituire una interessante meta di visita, come ad esempio il lago di Auronzo [14] in Cadore, oppure nel Feltrino il lago del Corlo [15], o i laghi de La Stua [16] e del Mis [17] all’interno del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi.

Fra i numerosi laghetti d’alta quota il lago Coldai [18] è un esempio sublime. Abbracciato da crode e ghiaioni di impareggiabile bellezza, incrementa il suo fascino per il fatto che si racconta di un drago nascosto nelle sue acque. L’escursione inizia da Casera di Pioda oppure da Alleghe in Val Cordevole, attraverso il Col dei Baldi raggiungibile in estate anche con gli impianti di risalita. Dalla Casera di Pioda si percorre la mulattiera (sentiero CAI 556) che sale verso il Monte Coldai. Al termine della mulattiera il sentiero risale il ripido Vallon del Toro, oltre il quale si giunge al Rifugio Adolfo Sonnino al Coldai e da qui alla Forcella Coldai e all’omonimo laghetto. Lo specchio d’acqua si trova vicino alla mitica parete nord-est della Civetta, ad una quota di 2.143 m. È lungo 250 metri e largo 120. La sua vita dipende da una piccola lingua glaciale posta alla base della Torre Coldai che alimenta il bacino filtrando attraverso le ghiaie. Un emissario sotterraneo ne mantiene il livello costante. Se ci spostiamo sulla sponda occidentale e saliamo su una delle alture, si può osservare, 1.000 metri più in basso, il lago di Alleghe.


l'itinerario
Percorso: Il lago Coldai
Tempo di percorrenza: 1.30 ore 
Con che mezzo: a piedi
Dislivello: 375 m
Periodo consigliato: da giugno a ottobre

in alternativa
Il fascino delle Dolomiti bellunesi è alimentato dalla diversità degli ambienti, a volte del tutto inattesi e, spesso, di elevato valore naturalistico. È facile rendersene conto visitando il lago di Santa Croce, un bacino situato nel corso inferiore del fiume Piave, caratterizzato, sulla sponda settentrionale, dalla presenza di ambienti naturali e fragili di grande interesse. Questa riva del lago è una vera e propria oasi, un luogo inusuale per la provincia di Belluno dove si può osservare il canneto, habitat ideale per numerose specie di uccelli. Per raggiungere il punto di partenza si percorre l’argine destro del torrente Tesa Nuovo verso il lago, a partire dalla strada che collega Bastia e Farra d’Alpago.

curiosando
Molte sono le leggende che popolano la tradizione locale. Specificatamente legate al tema dell’acqua sono le Anguane: figure mitologiche, molto diffuse sull’arco alpino e in particolar modo nelle Dolomiti. Probabilmente esse furono le ultime donne celtiche che, per scappare alla dominazione dei Romani, si rifugiarono proprio nelle grotte vicine a laghi e torrenti. Ma l’arte oratoria plasma e arricchisce la realtà; così le Anguane diventano creature affascinanti e misteriose, con una denominazione antichissima che rivela il legame con l’elemento acquatico. Numerose le storie che le ritraggono, spesso con caratteristiche e peculiarità differenti: a volte sono simili a fate e ninfe, altre volte invece diventano malvagie ed ingannatrici.

Informazioni
Per maggiori informazioni sui laghi potete contattare gli Uffici Informazioni Turistiche di Feltre, Farra d’Alpago, Alleghe, Cortina d’Ampezzo e Auronzo di Cadore
Links
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