GRAN TOUR
Un territorio ricco di contrasti: boschi incantati si affacciano su dolci prati dai quali sorgono all’improvviso cime rocciose, luoghi remoti si susseguono a paesi vivi e operosi.
Tutti i principali centri sono collegati da una rete stradale che consente di programmare numerose escursioni. Oltre al fascino del paesaggio, il vostro sguardo sarà rapito da un susseguirsi di testimonianze della vita dell’uomo, passate e recenti. Questi percorsi, un tempo solo semplici sentieri o mulattiere, evocano memorabili pagine di storia. Dai legionari romani ai soldati della seconda guerra mondiale è stato un avvicendarsi di viandanti, pellegrini, carrettieri, cavalieri, pastori, emigranti, nobili, re e scienziati, fino ai più recenti eroi delle competizioni ciclistiche che su queste strade hanno costruito il loro mito. Un Gran Tour che vi riempirà gli occhi di panorami indimenticabili, i polmoni del vento degli alti passi e la mente dei nomi delle vette che non vi sarà facile dimenticare.
Il Gran Tour ha inizio ad Agordo [1], cittadina circondata a nord dalla Moiazza, dal San Sebastiano – Tamer e a ovest dall’Agner e dalle Pale di San Lucano, e segue per Cencenighe [2] e successivamente Alleghe [3], famoso per il suo lago e la grandiosa parete nord-ovest della Civetta. Dopo Alleghe si incontra Caprile [4]; si prosegue per il Passo Falzarego e all’altezza dell’abitato di Cernadoi si svolta a destra. Il paesaggio è un susseguirsi di panorami magici, come i resti del castello di Andraz che sbucano all’improvviso dal bosco. Dal Passo Falzarego [5], i cui dintorni sono uno scrigno di risorse naturalistiche, si scende verso Cortina d’Ampezzo [6]. L’ambiente è severo e dolce allo stesso tempo: sulla sinistra il Lagazuoi e le Tofane, a destra l’Averau, il Nuvolau e le inconfondibili Cinque Torri. Appena dopo Pocol appare Cortina d’Ampezzo in tutto il suo splendore. Dalla “Regina delle Dolomiti” si gira verso sud, seguendo il corso del torrente Boite. Sulla destra osserviamo il Monte Pelmo e a sinistra il Sorapiss e l’Antelao. All’altezza dell’abitato di Venas si svolta verso Cibiana di Cadore [7], famosa per i suoi murales. Ancora in salita fino a Forcella Cibiana, valico fra la Val Boite e la Val di Zoldo. Dalla forcella una strada chiusa agli autoveicoli conduce sul Monte Rite, superbo balcone panoramico, oggi famoso per il Museo nelle nuvole ideato da Reinhold Messner. Forno di Zoldo [8] (patria di gelatieri e cittadina in cui si ricorda l’attività mineraria con il Museo del Chiodo) lo incontriamo al termine della discesa. Si svolta a destra risalendo la Val di Zoldo fino a Dont, dove si gira a sinistra per il Passo Duran [9]. Giunti sul passo (dintorni di notevole valore ambientale) si affronta l’ultima discesa che, attraverso la valle, riporta ad Agordo.
Tempo di percorrenza: circa 3 ore (percorso ad anello)
Con che mezzo: automobile e in parte autobus di linea
Periodo consigliato: tutto l’anno, in particolare l’autunno per i colori del bosco soprattutto dei larici.




