PRESENZE BELLUNESI
Descrizione
Nella zona dolomitica bellunese sono presenti alcune comunità che hanno un patrimonio culturale specifico di cui oggi si possono ancora trovare tracce nelle consuetudini alimentari, nell’architettura rurale e nella lingua. Fra queste la più conosciuta è quella
ladina, il cui idioma è ancora parlato nell’
Agordino, nella
Val di Zoldo, nel
Cadore e nell’
Ampezzano. Per capire gli ele-men-ti più significativi di una comunità ladina è stato allestito a
Pieve di Livinallongo [1],
il Museo di Storia, Usi, Costumi e Tradizioni della Gente Ladina. Attraversando le stanze del museo è possibile conoscere com’era la struttura economica e sociale di quelle comunità: l’uso delle risorse e del territorio, la trasmissione dell’eredità al primogenito per mantenere integra la proprietà (maso chiuso), la ritualità sacra e profana e i modi dell’abitare. Due sezioni sono dedicate anche a flora e fauna locale e alla storia antica e recente. Altra nota minoranza linguistica è quella
germanofona di
Sappada [3], insediamento fondato da coloni provenienti dall’Austria intorno all’anno Mille. Le 15 borgate di cui esso si compone conservano tipiche abitazioni, alcune delle quali molto antiche. A Sappada si parla ancora il dialetto bavaro-tirolese, si indossano costumi tradizionali in occasioni di feste e si perpetuano tradizioni gastronomiche di chiara impronta austriaca.
Al Museo Etnografico “Giuseppe Fontana” si possono vedere testimonianze della cultura sappadina, attraverso attrezzi, strumenti, abiti e altri reperti significativi legati alle usanze calendariali sacre e profane, ancor oggi esistenti.
Tracce di una piccola minoranza linguistica che abitò il Cansiglio per più di due secoli sono presenti nel Museo dei Cimbri a Pian Osteria [2].
Nel Museo sono illustrati numerosi aspetti legati alla lavorazione del legno e alla produzione di carbone; particolare attenzione è dedicata alla documentazione della fabbricazione di scatole, setacci e altri contenitori ottenuti piegando assicelle di faggio. Di fianco al Museo è stata ricostruita una huta, tipica capanna cimbra, dove si praticava questa attività artigianale (s’ciapar). [E.F.]
l'itinerario
Da Pieve di Livinallongo, a Pian Osteria (Tambre d’Alpago) fino a Sappada
Distanza: 190 km circa
Tempo: 4 ore circa
in alternativa
Presso le ex scuole elementari di Padola, nel comune di Comelico Superiore, il
Museo della Cultura Alpina insegna a riflettere sulla vita dei nostri avi, sulla loro capacità, sul loro impegno, sulle fatiche che comportava il lavoro nei boschi, nei prati e nelle valli. Su un’area di 500 mq vengono affrontati temi quali l’agricoltura, l’architettura rurale, l’emigrazione, i rituali carnevaleschi, i lavori boschivi, attraverso l’esposizione di strumenti e di riproduzioni in miniatura.
curiosando
Tra le attività tradizionali della gente Ladina la lavorazione artigianale di canapa, lino e lana era molto importante per il confezionamento degli abiti. Al Museo degli Usi e Costumi della Val di Goima, a Zoldo Alto, sono presenti molti oggetti impiegati nella filatura: fusi, rocchette, telaietti, filatoi di vario tipo e uno stampo usato per la tintura dei tessuti. Molti zoldani infatti lavoravano presso le botteghe dei tintori a Venezia. Una sezione è dedicata all’abbigliamento tradizionale con costumi, calzature, camicie, camicioni, zoccoli e gli
scarpét (scarpe con suole di stracci trapuntati e tomaia di velluto spesso anch’essa trapuntata).