LIBERA NOS A MALO
Il 14 maggio (ricordo del martirio) e il 18 settembre (transazione delle reliquie) i pellegrini raggiungono il Santuario da Anzù [1], lungo l’antico sentiero dei capitelli. Da Feltre andando verso Cesiomaggiore si incontra l’abitato di Umin [2], dove alla chiesa di San Marcello, martire del IV secolo, il 16 gennaio, si benedicono cotone e olio per guarire dal mal d’orecchie. Passando sull’altra riva del Piave, presso Limana, si consiglia una deviazione per Giaon [3]. Da qui si sale lungo la Via Crucis ottocentesca fino al Santuario di Madonna Parè (contrazione dialettale da dei parens, genitrice di Dio). La chiesa è soprattutto visitata in occasione della festa del 2 luglio e durante la Quaresima. Proseguendo per Belluno, attraversata Castion [4] e iniziata la salita per il Nevegàl, si suggerisce una tappa all’antica chiesa del XIII secolo dedicata a San Mamante (martire del III secolo, Cappadocia), con copertura a capriate e cupola affrescata. Le mamme vi si recavano per ottenere il latte, bevendo l’acqua della vicina sorgente e riempiendone un fiasco.
Attraversata Belluno in direzione Agordo, in località Mas [5], l’ultima tappa è a San Gottardo. La chiesa (XV-XVI sec.) con annesso ospizio per viandanti, era affidata ai frati della vicina Certosa di Vedana. All’interno, una serie di stampelle e bastoni votivi attestano i poteri taumaturgici del santo bavarese (X-XI sec.), patrono fra l’altro di viaggiatori e commercianti. [C.A.N.]
Distanza: km 65 circa
Tempo: 1 ora e 20 minuti, senza le soste
Altra processione, nata da un antico voto e non del tutto tramontata (ma oggi spesso si preferisce l’auto), è quella che conduce i fedeli dell’Alpago all’Abbazia di Follina, in occasione della Pentecoste.




