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LA VIA DEL FERRO

Descrizione
Le prime attività estrattive documentate in provincia dopo il Mille si legano alla scoperta di giacimenti di ferro, rame, piombo, zinco, mercurio, argento nelle vallate Agordine, Cadorine, Zoldane. 

Particolarmente importante era il ferro delle miniere del Fursil, presso Colle Santa Lucia, che alimentava i numerosi forni fusori della zona. Il minerale, purificato e quindi lavorato nelle fucine, prendeva poi la via del nord (Bressanone) o del Piave, dove era imbarcato sulle zattere. Dal castello di Andraz [1], che sorvegliava la via verso Bressanone e ospitava un forno di fusione, si può seguire a piedi la “Strada de la Vena” (di recente sistemata e tabellata), fino al sito minerario del Fursil in località Pianaz [7], punto di raccolta e smistamento del ferro. Scendendo di qui verso Selva [2], nei pressi del maso di Troi, è visibile l’ingresso di una delle gallerie della miniera. Viaggiando invece in auto, si consiglia una sosta a Caprile [3], già sede di un importante forno fusorio (Case Callegari e Pezzè), a Colle Santa Lucia [4] (Casa Chizzali, futuro Museo delle Miniere), e a Selva [2] (Museo Archeologico con lo scheletro del cacciatore mesolitico di Mondeval). Dopo una sosta alla chiesa di Santa Fosca [5] e a Pescul [5], si suggerisce di scendere in Val di Zoldo attraverso passo Staulanza. Forni fusori erano infatti a Pecol [6], Mareson [6] e Fusine [6], dove è presente ancor oggi, lungo il torrente Maè, una vecchia fucina. Presso Dont [8], già sede di numerose fusine e fusinele, è ancor visibile l’ingresso alle miniere di Boe dei Médoi mentre a Pralongo [8], sul torrente Malisia, è visitabile una fusinela dove si forgiavano chiodi. Da Forno di Zoldo (oggi sede del Museo del ferro e del chiodo) il ferro proseguiva lungo il fondovalle fino a giungere, passata Igne [9], al porto di Villanova sul Piave. [C.A.N.]


l'itinerario
Per quello automobilistico (nel testo è indicata la possibilità di un tragitto a piedi) si parte dal Castello di Andraz per arrivare a Igne, passando per Caprile, Colle Santa Lucia, Selva di Cadore, Santa Fosca, Pescul, Pecol, Mareson e Fusine, Dont e Pralongo.
Distanza: 69 km circa
Tempo: 1 ora e mezza circa, senza soste

in alternativa
Un itinerario sul ferro non può ignorare la figura e l’opera di Carlo Rizzarda (1883-1931). Feltrino di nascita studiò ed esercitò a Milano il mestiere di fabbro. Artista apprezzato e collezionista, alla sua morte lasciò alla città natale Palazzo Cumano, che oggi ospita il museo a lui dedicato. Oltre a numerosi lavori dell’artista e arredi  provenienti dalla bottega e dalla casa milanese, la galleria espone opere della sua raccolta privata (fine Ottocento e primo Novecento) e successive acquisizioni.

curiosando
In provincia, l’Agordino era particolarmente ricco di miniere. Quelle di rame in Valle Imperina, nei pressi di Agordo (attive dal 1400 al 1962), hanno subito recenti restauri

divenendo sede di un ostello della gioventù e di un Centro visitatori del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. Agordo ospita anche l’Istituto “Umberto Follador” fondato nel 1867 per formare tecnici minerari, con annesso Museo Mineralogico. Sulla piazza principale del paese si affaccia il bel palazzo della famiglia Crotta, arricchitasi proprio grazie all’attività estrattiva.


Informazioni
Comunità Montana Agordina – La strada della vena
Via 4 Novembre 1918, 2 - Agordo
Tel. +39 0437 62390
www.agordino.bl.it 

Museo del ferro e del chiodo 
c/o Palazzo del Capitaniato
Via San Francesco, 15 - Forno di Zoldo
Tel. +39 0437 787811 

Centro minerario di Valle Imperina
Rivamonte Agordino
Tel. +39 0437 640453 
www.dolomitipark.it 

Museo mineralogico 
c/o I.T.I.M., via V Maggio - Agordo
Tel. +39 0437 62015

Cellula museale La Fudina
c/o Palazzo della Regola, largo IX Febbraio, 4 
Dosoledo di Comelico Superiore
Tel. +39 0435 68830

Galleria d’Arte Moderna “Carlo Rizzarda” 
Via Paradiso, 8 – Feltre
Tel. +39 0439 885234 / +39 0439 885242 
www.comune.feltre.bl.it
Links
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