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VIA LATTEA

Descrizione
Fino agli anni Cinquanta - Sessanta del Novecento, verso la fine di aprile le mucche uscivano dalle stalle dove avevano trascorso l’inverno e le mandrie venivano portate nei pascoli di prealpeggio, dove l’erba maturava prima. Maiolère, casoni e casère (piccole stalle-fienili e luoghi per la caseificazione, solitamente private) puntellavano i verdi pascoli delle pendici montane, nella fascia intorno ai 1.000 m di quota. Solo nei mesi estivi, tradizionalmente dal 13 giugno (Sant’Antonio), all’8 settembre (festa della Madonna) i contadini affidavano gli animali a malgari professionisti che li accompagnavano ai pascoli in alta quota, generalmente di proprietà comunale, per l’alpeggio. Il momento era un’occasione di festa: nell’Alto Bellunese si ornavano le mucche con nastri e fiori e nell’Agordino era consuetudine recarsi nella Chiesa di Sant’Antonio a Rivamonte Agordino [1] per prendere i cordoncini benedetti (cordoi de Sant’Antoni), che legati alle corna o alle zampe, proteggevano la mucca dalle malattie. Ancora oggi in occasione della festa del patrono è possibile trovare i cordoncini benedetti. Ma i ritmi e i riti dell’alpeggio sono ancora vivibili grazie anche alle numerose manifestazioni presenti nel territorio, di seguito si segnalano solo alcuni dei festeggiamenti.

A fine aprile si tiene l’Antica fiera di Santa Croce di Quero [2] dove vengono messi in mostra i migliori bovini; nella conca ampezzana invece la stagione degli alpeggi comincia ufficialmente il primo giovedì dopo Pentecoste, quando si svolge la tradizionale processione alla chiesa di San Nicolò a Ospitale di Cortina d’Ampezzo [3] e ogni anno viene celebrata la Santa Messa con la benedizione dei pascoli per propiziare una buona estate. In ottobre, il bestiame ritorna a valle entro il giorno di San Francesco, quando avviene anche la tradizionale cernita delle pecore (dèdui); il giovedì successivo si ripete la Santa Messa a Ospitale come ringraziamento alla stagione appena passata. 

Per tutto il mese di settembre, con qualche data in ottobre, si tengono le desmontegade (il ritorno delle mandrie nelle stalle di fondovalle) alternate ancora a fiere del bestiame. La prima festa settembrina è quella del rientro delle mucche dai Piani Eterni (Val Canzoi [4]) fino alla Valle di Lamen, dove solitamente è allestito un appetitoso banchetto.

A seguire a Nave di Mel [5] si celebra la smonticazione, anche con piatti tradizionali e lavori artigianali; a Falcade [6] è ospitata la suggestiva manifestazione Se desmonteghea che accoglie i capi in rientro dagli alpeggi della Val del Biois, mentre nella Valbelluna, a Roncoi [7] di San Gregorio nelle Alpi, si festeggia il rientro dei bovini con la loro sfilata e intrattenimenti musicali. Da fine settembre a metà ottobre, quattro sono le mostre del bestiame: ad Arabba [8] la Fiera di San Michele; a Sedico [9] la Mostra Mercato, che espone anche prodotti e attrezzi agricoli; a Cortina d’Ampezzo [3] la Rassegna del Bestiame animata anche dalla banda cittadina e da bancarelle con prodotti locali; infine la Fiera del bestiam di Agordo [10]: la manifestazione era un’antica tradizione ed oggi propone lavori spesso dimenticati, prodotti artigianali quasi introvabili. [E.F.]


in alternativa
La transumanza delle pecore aveva una gestione differente: il periodo dell’alpeggio era più lungo, si protraeva infatti fino a ottobre, e in luoghi accidentati e solitari. È curioso vedere come, per distinguere le pecore a seconda dell’appartenenza, venisse praticata la noda, un intaglio nell’orecchio diverso da famiglia a famiglia. Molto diffusa era la transumanza delle pecore da parte dei Lamonesi, che si spingevano fin verso la pianura veneta e friulana. Oggi sono solo due le famiglie lamonesi che ancora allevano pecore, anche se la carne ovina sta conquistando sempre più consensi tra i gourmet. Nella ricetta locale, la carne è mangiata affumicata (carn de fea ‘nfurmigàa).

curiosando
L’alpeggio ha un suono: quello dei campanacci in bronzo decorati (brondìne) o in ferro (canpanàth). Quelli più grossi solitamente venivano messi al collo della mucca più anziana, che guidava le altre lungo i sentieri e grazie al campanaccio dettava il ritmo della mandria. Il suono era utile poi in condizioni meteorologiche sfavorevoli: nella nebbia le mucche seguivano infatti il suono e rimanevano compatte.

Informazioni
Museo sulla Monticazione e sulla lavorazione del latte
Via Padre Marino, 404 – Lozzo di Cadore
Tel. +39 0435 76051

Museo civiltà contadina “Fam. Puicher Antonio Kottlar” 
Borgata Cretta - Sappada
Tel. +39 0435 469126

Museo Caseario di Seren del Grappa
Associazione culturale “El Casel di Seren”
Via Roma - Seren del Grappa
Tel. +39 0439 44229

Comune di Agordo
Piazzale G. Marconi, 1 - Agordo
Tel. +39 0437 62295 • www.comune.agordo.bl.it 

Pro Loco Quero 
Via Nazionale, 72 - Quero
Tel. +39 0439 788318

Regole d’Ampezzo
Via del Parco,1 - Cortina d’Ampezzo
Tel. +39 0436 2206 • www.regole.it 

Agriturismo Valle di Lamen 
Loc. Valle di Lamen, 113 - Feltre 
Tel. +39 0439 301067 

Pro Loco Zumellese
Piazza Papa Luciani, 1 - Mel
Tel. +39 0437 540321
www.sinistrapiave.it

Consorzio Turistico Val Biois
Corso Roma, 27 - Falcade
Tel. +39 0437 599068 • www.falcadedolomiti.it

Comune di San Gregorio nelle Alpi 
Piazza del Municipio, 1 - San Gregorio nelle Alpi
Tel. +39 0437 800018

Comune di Livinallongo del Col di Lana
Via Pieve, 41 - Livinallongo 
Tel. +39 0436 7193 • www.comune.livinallongo.bl.it

Comunità Montana Val Belluna
Via dei Giardini, 17 - Sedico
Tel. +39 0437 852896 • www.valbelluna.bl.it

Links
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"Progetto per lo sviluppo transfrontaliero di promozione turistica Provincia di Belluno - Tirolo" Cod. VEN 222068.