CARPE DIEM
Descrizione
Torri, campanili, orologi solari hanno scandito per secoli lo scorrere del tempo e delle stagioni e suggerito ai viandanti spunti di riflessione sul vivere e sulla fugacità dell’esistenza. Sopravvissuti all’avvento degli orologi e delle tecnologie più sofisticate essi restano ancor oggi importanti punti di riferimento sul territorio. A Belluno [1], sulla torre del Palazzo dei Rettori, ammiriamo il primo orologio cittadino (XVI sec.) decorato con segni zodiacali. Sul Duomo, lato sud, due meridiane: l’una segna le ore, l’altra il mezzogiorno civile. Un altro antico orologio, suddiviso in ventiquattr’ore, troneggia sul campanile della chiesa di S.Stefano (che non rinuncia però alla sua meridiana), mentre uno dei due orologi solari nell’adiacente chiostro (ex convento dei Serviti) ammonisce “Torna il sole non il tempo”. Lasciando la città diretti in Cadore, si consiglia una sosta presso il campanile di Pirago [2] (Longarone), miracolosamente sopravvissuto alla tragedia del Vajont. Successive soste al Municipio di Perarolo [3] (quadrante raffigurante un trasportatore di tronchi con il tipico bastone), in via Garibaldi a Domegge [4] e al 292 di via Roma a Lorenzago [5], nella “contrada delle meridiane” (perché quasi ogni casa, un tempo, ne possedeva una). A Pelos [6] presso Vigo, in via Fabbro 70, un orologio solare ammonisce: “Cum umbra nihil, sine umbra nihil” ovvero “Nulla con l’ombra, nulla senz’ombra” mentre a Danta [7], in via Santo Stefano, tre meridiane affiancate recitano il celebre motto “Carpe diem”. A Mare [8] (San Pietro di Cadore) il quadrante dell’orologio solare sul palazzo dei Cesco è decorato con l’immagine di una Morte armata di falce. Anche Sappada [9] nel 1994 si è arricchita di una meridiana, dipinta in occasione del restauro della sede municipale. All’interno del decoro c’è la data 1078, la più accreditata per l’insediamento delle prime genti sappadine, anche se non esistono scritti che lo confermino. Si può leggervi poi Neuer Mut Ist Lebensgluck che si potrebbe tradurre con Nuova energia è la felicità. [C.A.N.] l'itinerario
Si parte da Belluno e si arriva a Sappada, passando per Pirago (Longarone), Perarolo, Domegge, Lorenzago, Pelos, Danta, San Pietro di CadoreDistanza: 110 km circa
Tempo: 2 ore e 20 minuti circa, senza soste
in alternativa
A Tai di Cadore si può scegliere di deviare verso Cortina, percorrendo la Valle del Boite con soste a Valle di Cadore (meridiane in via Rusecco 47, piazza Costa, via Romana 24-quadrante solare del XVII secolo- e 55) a Borca (via Pier Fortunato Calvi 9-meridiana dipinta dall’artista bellunese contemporaneo Vico Calabrò-) e a Cortina (orologi solari accompagnati spesso da motti in via dei Marangoni, via Faloria 25, via Martiri di Tarcento, Alverà 141, Santuario della Madonna della Difesa, piazzale dell’Ospedale Codivilla -meridiana orizzontale-). curiosando
A Belluno, lo scorrere del tempo e delle stagioni è ben rappresentato nella serie dei dodici segni zodiacali scolpiti sulla facciata di Palazzo Reviviscar in via San Lucano. In piazza del Duomo, nel salone al piano terra della dimora appartenente alla nobile famiglia Piloni, ora sede della Provincia, Cesare Vecellio ha inoltre affrescato (seconda metà XVI secolo) le quattro stagioni, proponendo una descrizione attenta e vivace dell’ambiente umano e naturalistico bellunese.




