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SAPORI INTENSI

Descrizione
La carne bovina è sempre stata un lusso raro per le genti bellunesi.

Nel passato anche nei giorni di festa, senza esclusione dei ceti abbienti, per consuetudine o per necessità la carne bovina è quasi sempre stata surrogata da animali da cortile, da ovini e caprini, dalla cacciagione di pelo e di piuma.

Si è così formata una cucina tradizionale per i “giorni di festa” che oggi recuperata rivela tutta la sua particolarità e gustosa originalità.

Il coniglio alla Bellunese (ma anche il pollo purché ruspante) è uno stufato in cui nel soffritto di lardo e cipolla vengono unite anche le interiora dell’animale per formare, con l’aggiunta di vino bianco e limone, una salsa cremosa e succulenta, appena agrodolce, che ricopre tutta la carne.L’agnello dell’Alpago della locale razza “pagota”, dalla carne tenerissima giustamente equilibrata tra magro e grasso, senza sentore di selvatico, squisito al forno con le patate, ormai giustamente famoso anche perchè garantito da un presidio Slow Food, si trova in tutte le buone macellerie della zona. 

Ma l’orgoglio e la sapienza dei ristoratori bellunesi si manifesta nella cottura della cacciagione, soprattutto nella cacciagione di pelo: capriolo, camoscio e cervo, nella versione in salmì.

Il salmì è un’antica tecnica dovuta alla necessità di conservare nel tempo la carne correggendone anche l’afrore di selvatico; tagliata a pezzi viene marinata per qualche giorno nel vino (bianco e rosso) o nel vino e aceto, assieme a verdure (cipolle, carote e sedano) ed aromi (aglio, rosmarino, bacche di ginepro, secondo quantità e dosi gelosamente mantenute segrete) per essere poi a lungo e lentamente stufata fino a perfetta cottura, alle volte fino a diventare ragù e tocio da abbinare alla polenta (polenta e capriolo è piatto comune nei ristoranti e nei rifugi alpini di tutta la provincia) o come sugo per condire le tagliatelle.

Un’antica pratica alternativa per conservare la carne della cacciagione era quella di tagliarla a striscioline e, dopo averla marinata, affumicarla. Si hanno così le pendole, antico cibo dei boscaioli e degli zattieri che lungo il Piave portavano il legname e il ferro (ma anche il burro e i formaggi) a Venezia. Oggi le pendole si trovano in alcuni negozi specializzati e sono buone affettate entro minestre e minestroni.


in alternativa
L'impiego delle rane e delle lumache (s-cioss), nella cucina tradizionale bellunese, rientra nelle pratiche alimentari riconducibili alla disponibilità stagionale del prodotto. Le rane sono mangiate passate nella farina e fritte in padella, le lumache vengono cucinate per lo più in umido aggiungendo durante la cottura qualche cucchiaio di farina di granoturco. Per gli amanti di questi piatti la miglior occasione per gustarli sono alcune sagre che si tengono in provincia durante l’estate, come la Sagra dei s-cioss a Quero o la Sagra delle s-ciosele a Chies d’Alpago.

curiosando
La carne, fino alla metà del secolo scorso, non aveva un grande peso nell’alimentazione delle popolazioni bellunesi. Quella bovina, troppo costosa, era consumata raramente e solo in poche occasioni, come nei pranzi di nozze o in altre importanti feste familiari. Più diffusa era la carne ovina. Nel Lamonese si può ancora trovare la carne di pecora affumicata (carn de fea ‘nfurmigàa), un alimento tipico dei pastori transumanti, che consumavano anche le code arrostite degli agnelli. Nel Comelico il gröst, piatto di origine austriaca, era a base di patate lesse e carne di pecora, oggi riproposto con carne di bovino.

Informazioni
Comunità Montana dell’Alpago - Presidio Slow Food 
Via Papa Luciani, 7 - Puos d’Alpago 
Tel. +39 0437 454358
www.alpago.bl.it 

Pro Loco Chies d’Alpago
Via Salita Castello, 231 - Chies d’Alpago
Tel. +39 0437 470193
prochies@tin.it

Pro Loco Lamon
Via Resenterra, 19 - Lamon
Tel. +39 0439 96393
www.prolocolamon.it

Pro Loco Quero
Via Nazionale, 72 - Quero
Tel. +39 0439 788318
www.queroassociazioni.it

Links
Progetto co-finanziato dall'Unione Europea mediante il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale. Iniziativa comunitaria INTERREG III A Italia-Austria.
"Progetto per lo sviluppo transfrontaliero di promozione turistica Provincia di Belluno - Tirolo" Cod. VEN 222068.