COSA BOLLE IN PENTOLA
Il fagiolo di Lamon piccolo tondeggiante, bianco-rosato con striature di porpora, è universalmente conosciuto come la migliore qualità del fagiolo “borlotto”, da gustare sia in minestra, sia in insalata. Questo fagiolo, novità per l’Europa, fu portato nel Bellunese all’inizio del Cinquecento dall’umanista Pieiro Valeriano che lo aveva avuto dal Papa Clemente VII a cui a sua volta era stato regalato dal Re di Spagna come novità americana.
A Lamon e nel vicino Sovramonte il nuovo fagiolo trovò l’acclimamento ideale, si sviluppò senza contaminarsi e sostituì completamente fave e piselli nella coltura delle leguminose. Ancor oggi, in ricordo del Re di Spagna, la varietà più pregiata si chiama spagnolit anche se altre varietà come le caloneghe non sono da meno, specie nella famosa minestra di fagioli.
La vera minestra di fagioli alla lamonese può essere fatta con fagioli freschi o secchi (quest’ultimi debitamente ammollati in acqua) ma sempre deve essere condita e insaporita esclusivamente con derivati del maiale (lardo, pancetta o cotenna) con esclusione dell’olio che mortificherebbe le fragranze proprie delle proteine animali. La cottura deve essere lenta e prolungata, l’aggiunta di pasta limitata e metà dei fagioli devono essere spappolati dal passaverdura in modo da ottenere quella cremosità vellutata, quella consistenza da cucchiaio di legno in piedi, quella completezza di profumo, tatto, gusto che fanno di questo piatto, gustato caldo o tiepido, un’esperienza indimenticabile.
Altri modi di gustare i fagioli secondo le tradizioni lamonesi è quello di lessarli ed ancora tiepidi condirli con tanta cipolla affettata, olio ed aceto, oppure, sempre lessati, impastarli con patate bollite e ciccioli fritti di lardo, per formare il pendolon, tipico cibo dei pastori transumanti, oggi ingentilito per il più delicato gusto moderno.
Nel Bellunese si producono anche altre varietà di pregiati fagioli recentemente rivalutati come i gialet o i solferini, piccoli, gialli, dalla cremosità squisita e delicata o le mame dell’Alpago, indispensabili per la grassa minestra patora.
Spesso alla minestra di fagioli viene aggiunto l’orzo, reintrodotto in alcune colture della provincia, che viene anche usato da solo con il latte per rinfrescanti minestre e vellutate, apprezzate tiepide nelle serate estive.
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