DI BUON GRADO!
Descrizione
La vinicoltura non rientra tra le vocazioni agricole di una provincia di montagna come Belluno. Tuttavia una piccola produzione domestica di
vino fu presente in passato in tutta la zona del
Feltrino e della
Valbelluna. Una produzione che è diventata marginale verso la metà del secolo scorso, ma che riprende oggi nuovo slancio a
Fonzaso, dove negli ultimi anni sono stati recuperati vecchi vigneti: Trevisana Nera, Pavana Bianca, Pavana Nera. Si tratta, per il momento, della produzione di piccole aziende a conduzione familiare, che si avvalgono della consulenza di un enologo.
Un prodotto di eccellenza è la “bionda” di Pedavena, località in prossimità di Feltre. A fondare la birreria, dove tutt’oggi la si produce, nel 1897 furono Luigi, Sante e Giovanni Luciani, giunti nel Feltrino da Canale d’Agordo. Da allora l’azienda ha ricevuto riconoscimenti di prestigio e attraversato momenti di difficoltà, sempre mantenendo nel tempo un forte legame con la popolazione pedavenese, che si è mobilitata a sostegno della birreria quando sembrava che la proprietà volesse chiudere lo stabilimento. Bionda, dalla schiuma persistente e dal sapore leggermente luppolato, la birra Pedavena deve le sue qualità anche alla purezza dell’acqua di montagna che scende dai monti Porcilla e Oliveto e con la quale viene esclusivamente prodotta. La più ricercata oggi è la birra del centenario, non filtrata e non pastorizzata, messa in produzione appunto in occasione dei 100 anni di attività dell’azienda. La si può bere esclusivamente nel locale accanto allo stabilimento, una birreria che può vantare il primato di essere la più grande d’Italia. Nel Feltrino è da provare anche la birra artigianale prodotta a Rasai di Seren del Grappa.
in alternativa
Al termine di un buon pasto in un rifugio di montagna o in un ristorante bellunese accade non di rado che al tavolo vengano portate alcune bottiglie di grappa: un ottimo digestivo. Non c’è che l’imbarazzo della scelta: grappa di
barancio (pino mugo), di ginepro, di genziana per chi ama le grappe forti, ma anche grappe dolci di mirtilli, fragoline di bosco o lamponi. I frutti selvatici di montagna sono una vera risorsa e una continua sorpresa.
All’alba del 24 giugno, giorno di San Giovanni Battista, la tradizione vuole che si raccolgano 13 noci ancora bagnate dalla rugiada notturna per preparare il nocino. Tagliate in 4 parti ciascuna, le noci vanno messe nella grappa aggiungendo 4 etti di zucchero, chiodi di garofano, cannella e la buccia di un limone. Trascorsi 40 giorni il liquore deve essere filtrato per due volte e quindi lasciato riposare ancora per alcuni mesi prima di consumarlo. Oltre a essere un buon liquore, il nocino è anche un ottimo digestivo.