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AD UN PASSO DAL CIELO

Descrizione
Sono prevalentemente facili e fruibili dai normali escursionisti, a patto che siano ben allenati, attrezzati e consapevoli che in montagna il tempo e le condizioni possono cambiare in fretta. Percorrere un’Alta Via è il modo più bello di vivere le Dolomiti: restare in quota vari giorni permette di assaporare quei momenti che durante le normali escursioni di un giorno vengono normalmente negati dall’istintiva, ma insana, fretta di tornare a valle. L’Alta Via 1 parte dall’idilliaco Lago di Braies [1] per salire al rifugio Biella, al Sennes, poi Pederù, fino ai rifugi Lavarella e Fanes. Questo tratto attraversa un grande altopiano lunare e offre visioni bellissime sul Cristallo [3] e sulla Croda Rossa [2] . Dal rifugio Fanes per arrivare a Forcella del Lago, si attraversa il desertico passo di Limo e raggiunto l’omonimo lago, incastonato tra la roccia e il verde, a destra si percorre la Val di Fanes. La tappa successiva è al rifugio Lagazuoi da dove ci si sposta verso la Tofana di Rozes [4] percorrendo il sentiero CAI 401-402 fino al rifugio Dibona e di seguito alle Cinque Torri e al rifugio Nuvolau sulla panoramica vetta del Monte omonimo.

Da qui si scende fino al Passo Giau e, dirigendosi poi verso Forcella Ambrizzola, si raggiunge il rifugio Città di Fiume; lungo questo tratto si ha l’occasione di passare sotto la parete nord del Pelmo [5]. 

Dal rifugio si scende a Pala Favera e, passando per i rifugi Coldai e Tissi, ci si trova sotto un’altra grandiosa parete, quella nord-ovest della Civetta [6]. Si prosegue ora verso il rifugio Vazzoler e da questo, prima per mulattiera, poi seguendo il sentiero CAI 554 ci si porta al rifugio Carestiato in Moiazza. Da qui in breve al Passo Duran e quindi al rifugio Pramperet, costeggiando tutto il versante ovest del San Sebastiano. 

Dopo gli ameni paesaggi ampezzani e le grandiose moli del Pelmo e della Civetta si entra ora in un mondo più aspro e selvaggio, ma non per questo meno affascinante: Le Dolomiti Bellunesi. Dal Pramperét per il sentiero CAI 514 si prosegue sino al suggestivo altopiano Van de Città e poi al rifugio Pian de Fontana. Sempre seguendo la medesima segnaletica si giunge alla Forcella di Varetta, di fronte alla Schiara. Fra Schiara [7] e Pelf si sale alla Forcella di Marmol, seguendo poi i segni sino al bivacco omonimo e da qui, per percorso attrezzato, si arriva al rifugio 7° Alpini e da questo facilmente a Belluno [8].

L’Alta Via 2
13 tappe ufficiali, parte da Bressanone ed arriva a Feltre attraversando i gruppi delle Odle, del Sella, della Marmolada, delle Pale di San Martino e delle Dolomiti Feltrine. 

L’Alta Via 3
8 tappe, corre da Villabassa a Longarone attraversando i gruppi della Croda Rossa, del Cristallo, del Sorapiss, del Pelmo e del Bosconero. 

L’Alta Via 4
da San Candido in Pusteria arriva a Pieve di Cadore. Seppur corto, sole 6 tappe, questo percorso tocca gruppi montuosi particolari come le magiche Tre Cime di Lavaredo, i Cadini di Misurina, il Sorapiss e l’Antelao.

L’Alta Via 6
11 tappe per la più selvaggia ed impegnativa. Inizia alle sorgenti del Piave e termina a Vittorio Veneto correndo fra Veneto e Friuli e toccando gruppi intricati e severi come i Monfalconi ed il Duranno. 

Le Alte Vie 7 e 8
si svolgono invece su terreno meno alpino, ma non meno impegnativo. La prima attraversa, per creste e tratti molto esposti, tutta la corona dei monti dell’Alpago, mentre la seconda si snoda sul Monte Grappa. Ambedue sono praticabili e consigliate nelle mezze stagioni.


l'itinerario
Periodo consigliato: da fine giugno a fine settembre
Distanza: circa 125 km
Tempo: 12 giorni (curioso il fatto che nel 2006 un gruppetto di atletici amici ha coperto l’intero tracciato in un solo giorno)
Difficoltà: se percorso senza varianti, è abbastanza semplice con un tratto alpinistico nella zona del Marmol 
Attrezzatura: normale dotazione, pila frontale ed attrezzatura da ferrata
Segnaletica: triangolo con 1 al centro

in alternativa
L’Alta Via 5, dedicata a Tiziano Vecellio (8 tappe di cui l’ultima a Pieve di Cadore) parte in Val Fiscalina (Sesto) e passando dapprima sotto le pareti del Popera e della Croda dei Toni si dirige verso i selvaggi gruppi delle Marmarole e dell’Antelao. Specie l’attraversamento delle Marmarole permette di isolarsi in luoghi che, per l’assenza di strade e rifugi, sono rimasti incontaminati e selvaggi. Molto interessante il “giro dei bivacchi” e il tratto che, costeggiando il versante nord dell’Antelao, lambisce due fra i pochi ghiacciai dolomitici rimasti.

curiosando
La galleria del Castelletto si trova ad ovest della Tofana di Rozes e costituiva, in tempo di guerra, una postazione di difesa e controllo sulla Val Travenanzes dell’esercito Austriaco. Questo luogo è tristemente famoso perché fu fatto saltare, con 35 tonnellate di esplosivo, dai soldati Italiani; era l’11 luglio del 1916.
Il disastro cambiò i connotati al paesaggio e lasciò delle testimonianze da qualche anno restaurate e corredate di tabelle esplicative.
La Galleria del Castelletto consiste in una breve parete attrezzata e gallerie. Indispensabile una torcia elettrica, meglio se frontale.

Informazioni
Un sito che illustra tutte le Alte Vie
www.dolomiti-altevie.it
Links
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"Progetto per lo sviluppo transfrontaliero di promozione turistica Provincia di Belluno - Tirolo" Cod. VEN 222068.