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FERRO E CIME

Descrizione
Per quanto ideologicamente non possa piacere vedere “ferro” in montagna, bisogna ammettere che i percorsi attrezzati non sono devastanti dal punto di vista ecologico e riescono a portare in ambienti impervi d’alta montagna, altrimenti ad appannaggio dei soli scalatori, anche il semplice appassionato. È necessario avere solo un po’ d’esperienza alpina, la giusta attrezzatura e chiaramente il buon senso e la consapevolezza che in alta montagna, come in tutti i luoghi estremi, il minimo errore di valutazione si potrebbe trasformare in una tragedia. La montagna di Belluno per eccellenza è la Schiara che, con il vicino Pelf, è visibile da tutta la Valbelluna.

Tuttavia, specie per le difficoltà d’accesso, questo gruppo è frequentato pochissimo e anche per questo motivo sono stati costruiti dei percorsi attrezzati, che per la loro bellezza attirano alpinisti ed escursionisti da tutto il mondo, sempre troppo pochi rispetto alle montagne più famose ed in relazione alla bellezza del luogo. L’unico punto d’appoggio del versante meridionale è il rifugio 7° Alpini a quota 1.491 m, raggiungibile in circa 2 ore e mezza dalle Case Bortot, località appena sopra Belluno.

Da qui un bel sentiero porta in breve alle prime roccette e a fianco del caratteristico Porton degli infissi metallici (Ferrata Zacchi) fanno guadagnare quota velocemente. Molto più in alto una cengia esposta conduce ad una spianata sulla quale svetta, quasi a sfidare le leggi della fisica, l’aguzza Gusela del Vescovà. Poco lontano sorge il bivacco Dalla Bernardina (2.320 m), dal quale in circa un’ora si può raggiungere la cima della Schiara (2.565 m), punto panoramico eccezionale; verso sud-est nelle belle giornate è possibile vedere il mare mentre nella direzione opposta si innalzano i più grandiosi massicci dolomitici. Dalla cima si può tornare sui propri passi, tuttavia è consigliabile (anche perché più veloce) rientrare percorrendo la cresta est, passando per il bivacco del Marmol. Da questo si scende per il sentiero parzialmente attrezzato, ma ottimamente segnato, sino a vaste ed aeree cenge che conducono al centro della parete (ambiente che con le nebbie ricorda l’inferno dantesco), ricollegandosi poi al primo tratto attrezzato della Zacchi e che riporta al Porton ed in breve al rifugio 7° Alpini.

Tofana, Ferrata Lipella
Salendo da Cortina d’Ampezzo presso il famoso Castelletto, inizia la Ferrata Lipella che supera la vasta e gradinata parete ovest della stupenda Tofana di Rozes. Si tratta di un percorso di media difficoltà, che richiede molta attenzione per l’eventuale presenza di ghiaccio e neve che, a volte anche d’estate, si ferma sulle banche. All’uscita del tratto attrezzato una semplice cresta ghiaiosa porta in cima alla Tofana più bella.

Punta Fiames,Ferrata Strobel
La Ferrata Strobel è un semplice e comodo percorso attrezzato nelle immediate vicinanze di Cortina. Vi si accede dalla località Fiames per un comodo sentiero segnato. Una serie di cavi collega sistemi di cenge e porta sulla panoramica cima della Punta Fiames. La discesa è un facile e divertente ghiaione.

Agner, Ferrata Stella Alpina
Uno dei monti agordini più panoramici ed isolati delle Dolomiti Bellunesi è proprio l’Agner. La difficile Ferrata Stella Alpina porta in vetta salendo il versante sud-est della montagna. Punto d’appoggio è l’accogliente rifugio Scarpa che in stagione si raggiunge in seggiovia. Un’esperienza interessante può essere il pernottamento al piccolo Bivacco Biasin, che si trova a circa mezz’ora dalla cima. 

Sorapiss, Ferrata Berti e Vandelli
Per compiere l’anello del Sorapiss tra le Dolomiti d’Auronzo è necessario superare due ferrate: la ferrata Berti sulla cengia del Banco e la Ferrata Vandelli che porta dal rifugio Vandelli al Bivacco Comici. Ambedue i percorsi sono molto panoramici e remunerativi, le difficoltà sono medie e lo stato degli infissi è buono. 

Moiazza, Ferrata Costantini
La Costantini è una delle ferrate più spettacolari e difficili delle Dolomiti agordine. L’attacco è comodissimo e si raggiunge in pochi minuti dal rifugio Carestiato. Il tratto chiave, costituito da una fascia strapiombante con cavo d’acciaio, è a circa mezz’ora dall’attacco. Effettuare l’intero giro richiede da 5 a 8 ore, ma la fatica viene premiata dallo strepitoso panorama sulla Civetta che si gode dalla cima della Moiazza sud.


l'itinerario
Punti d’appoggio: rifugio 7° Alpini 
Tempi: 6/7 ore
Difficoltà: percorso attrezzato non banale e che richiede esperienza e senso d’orientamento
Materiale: normale attrezzatura da ferrata, cordini, moschettoni, imbrago e casco

in alternativa
Civetta, Ferrata degli Alleghesi. È questo uno dei percorsi attrezzati più belli delle Dolomiti che corre prima sullo sperone est della Punta Civetta e continua poi, offrendo visioni eccezionali sull’enorme parete nord-ovest, per la cresta nord sino a raggiungere la cima principale della Civetta. Dal rifugio Coldai servono circa 4 ore per la salita e le difficoltà sono medie. Dalla cima è facile raggiungere il rifugio Torrani, vero nido d’aquila sopra la Val di Zoldo. È consigliabile scendere per la via normale se si vuole tornare al rifugio Coldai; optando invece per la ferrata Tissi si effettua la traversata completa del gruppo.

curiosando
La Gusela del Vescovà, simbolo di Belluno, è senz’altro un pezzo unico. Si tratta di un ago di roccia (gusela in dialetto significa ago) alto circa 40 metri e visibilissimo sia dall’alta Valbelluna che dal versante opposto, perché situato proprio sulla cresta. La Gusela fu salita per la prima volta da Andreoletti, Jori e dall’alpino Pasquali il 16 settembre del 1913, dopo funambolici e fantasiosi tentativi e fallimenti. Molti arrampicatori bellunesi su di essa hanno vissuto momenti di gioia, ma anche di tragedia. Percorrendo le vie ferrate vi si passa proprio sotto ed è un peccato non salirvi in cima, possedendo le capacità e l’attrezzatura (40 metri difficoltà di IV+/V- molto unto).

Informazioni
Punti d’appoggio: 

Rifugio 7° Alpini
Loc. Pis Pilon
Tel. +39 0437 941631 
www.rifugiosettimoalpini.it
info@rifugiosettimoalpini.it 

Il Rifugio 7° Alpini è un rifugio che rientra nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi
Piazzale Zancanaro,1 - Feltre 
Tel. +39 0439 3328 
www.dolomitipark.it
ente@dolomitipark.it 

Per informazioni generali sui sentieri esu altri punti d’appoggio:
www.cai.it
Links
Progetto co-finanziato dall'Unione Europea mediante il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale. Iniziativa comunitaria INTERREG III A Italia-Austria.
"Progetto per lo sviluppo transfrontaliero di promozione turistica Provincia di Belluno - Tirolo" Cod. VEN 222068.