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SFIDA PERSONALE

Descrizione
La peculiarità della regione dolomitica è costituita dalle strutture rocciose, quindi come trascurare quello che qui, più che in ogni altra area al mondo, si può esprimere al massimo? Si sta parlando, naturalmente, dell’arrampicata su roccia. Queste pareti e torri, fin dal tardo Ottocento, diventarono teatro delle imprese più funamboliche della grande storia dell’alpinismo. Sono migliaia le belle scalate sulle Dolomiti ed il dover fare una scelta porterà certamente a trascurare molte altre “perle”, non rare nel territorio. 

La proposta è la Via Cassin sullo Spigolo della Torre Trieste, Civetta. Non è una via facile, ma i livelli medi ormai raggiunti in arrampicata sono molto alti e una salita con queste caratteristiche estetiche, atletiche e storiche merita più di altre di essere descritta; naturalmente il “ripetitore” dovrà essere consapevole delle proprie reali capacità ed attento a non mettersi nei guai. 

Furono necessari tre giorni ai lecchesi Riccardo Cassin e Vittorio Ratti per aprire questo stupendo itinerario, di quasi 800 metri, sulla più grandiosa torre delle Alpi: era l’agosto del 1935 e l’impresa, per quei tempi, al limite del possibile. Ora la via è ripetuta e ben chiodata e può essere salita tutta in libera con difficoltà elevate, ma non estreme. La roccia nella parte alta è stupefacente ed il tipo d’arrampicata atletico; la discesa è impegnativa e richiede molte corde doppie (3/4 ore). 

Dal rifugio Vazzoler in circa un’ora si raggiunge l’attacco, salendo un ripido canale e percorrendo un’agevole cengia sino ad un chiodo di sosta. Dopo aver superato un facile tratto, si passa ad uno più impegnativo: infatti prevede due tiri gialli con difficoltà fino al VII+ (o VI A1) che portano ad una zona più semplice. Si salgono circa 40 metri facili e poi a destra, per una banca, si raggiunge una serie di fessure - camini che portano ad una cengia. Da questa, a sinistra, si passa lo spigolo sud-est e si arriva a dei chiodi antichi che indicano la via. Il traverso è giallo e strapiombante, ma non difficilissimo (VI+ o VI A1); poi senza grandi problemi con due tiri si raggiunge un’altra cengia alla base di un grosso spigolo tondeggiante ed inciso da diedri, fessure e camini di un calcare grigio compattissimo. Si supera il primo diedro un po’ svasato sino ad una cengia VII- (o VI+ A0), s’attraversa e per un altro diedro giallo e difficile, si arriva ad un’altra cengia. 

Da qui un ultimo tratto strapiombante porta ai pilastrini; da questa zona di torrette con altre 4/5 filate di corda meno difficili, (IV e V pass. di V+) si arriva in cima.

Cima dell’Antelao, Via normale
È una lunga camminata del Centro Cadore, a tratti più difficile, ma forse delinea il confine fra escursionismo ed alpinismo, in quanto si tratta di un percorso lungo e faticoso, che richiede capacità alpinistiche e senso d’orientamento. Dal rifugio Galassi si sale alla forcella e per il sentiero si raggiungono le grandi “laste” inclinate che portano al Bivacco Cosi, da questo, per ripide rampe e rocce spesso vetrate, si guadagna la cima.

Via normale alla Cima Grande di Lavaredo
Ripetuta e facile salita che porta su una delle più famose ed ambite vette dolomitiche di Auronzo. La via percorre la parete sud, l’attacco si raggiunge dal canalone fra la Piccola e la Grande ed è costituito da una rampa inclinata verso sinistra. Il dislivello è circa 500 m e le difficoltà di II e III grado. Attenzione ai sassi.

Primo spigolo della Tofana di Rozes 
Classicissima salita su roccia eccellente e con dirittura logica che si trova a Cortina d’Ampezzo. Si raggiunge lo spigolo in circa mezz’ora dal rifugio Dibona. L’attacco è evidente su un diedro-rampa inclinato di roccia grigia e compatta. La via è lunga circa 400 m, e le difficoltà sono medie, IV e V con un breve passaggio di V+ e la discesa facile.

Rocchetta alta di Bosconero, Via Navasa
Seppur non molto famosa è una delle salite più belle delle Dolomiti della Val di Zoldo. Vi si accede dal rifugio Bosconero, in circa un’ora. L’attacco è posto al centro della parete nord e corrisponde ad una zona facile di circa 90 m; la via prosegue poi per sistemi di diedri e fessure bellissime. La parete è alta circa 550 m e le difficoltà arrivano al VI +.


l'itinerario
Punti d’appoggio: rifugio Vazzoler e Capanna Trieste
Tempi: 6/8 ore, per la salita
Sviluppo: circa 750 metri
Difficoltà: in libera fino al 6b+ altrimenti V+ A0
Materiale: normale attrezzatura, cordini, nuts, friend, martello e chiodi (non si sa mai); 2 corde (meglio se da 60 metri) per le doppie

in alternativa
Sulla parete Piatta del feltrino Sass de Mura, la Via diretta fu aperta nel 1973 da arrampicatori locali (De Bortoli, Frare, Conz e Pierobon).
È certamente un’alternativa alle famose salite classiche, essendo poco frequentata e selvaggia. Si tratta di un itinerario di grande valore, sia estetico che atletico, che si svolge su una serie di calate nere interrotte da strapiombi, al centro del bellissimo spallone sud-est del Sass de Mura. Lo sviluppo è di circa 550 metri e le difficoltà sono di V e V+ con dei tratti artificiali, ma che si possono superare in libera con difficoltà non estreme.

curiosando
Molte sono le ipotesi relative all’origine del nome Civetta e tutt’oggi permangono molti dubbi; studiosi, alpinisti o esperti si sono espressi a proposito. Le ipotesi più accreditate riguardano la possibilità che il toponimo derivi dalla parola civitas, altri invece associano il nome del monte al rapace notturno, anche perché, per la sua bellezza, incanta. Affascinante l’ipotesi che venisse anche considerata stregata, portatrice di disgrazie, come la stessa Civetta per la tradizione popolare.

Informazioni
Punti d’appoggio: 
Rifugio Vazzoler
Loc. Col Negro di Pelsa
Tel. +39 0437 660008 

Rifugio Capanna Trieste
Loc. Val Corpassa
Tel. +39 0437 660122

Per informazioni generali e su altri punti d’appoggio:
www.cai.it
Links
Progetto co-finanziato dall'Unione Europea mediante il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale. Iniziativa comunitaria INTERREG III A Italia-Austria.
"Progetto per lo sviluppo transfrontaliero di promozione turistica Provincia di Belluno - Tirolo" Cod. VEN 222068.