OSTTIROL
Questa terra unisce cime chilometriche ingentilite dai ghiacciai, pareti verticali bizzarre nella loro espressione e larghi prati, a ridosso delle foreste, lì nella calma intatta che si respira dove comincia il bosco.
È un luogo primitivo, puntellato da minuscole frazioni tra la Drava ed i pascoli, da sentieri, famose piste ciclabili, cascate spumeggianti e vetusti manieri. Un luogo che avrà sempre un punto fermo: il suo Re. Così viene semplicemente chiamato il mitico Grossglockner (3.798 m) che con il Grossvenediger (3.666 m) e altre 200 e più cime degli Alti Tauri (tutte sopra i 3.000 m) costituisce il tetto dell’Austria e uno skyline stupefacente.
Nonostante queste altezze, il clima è assai soleggiato e mite d’estate, ma non aspettatevi lo stesso per il lungo inverno… sempre bianchissimo! Le buone condizioni ambientali non dovevano essere certo sfuggite nemmeno ai cacciatori nomadi del Mesolitico, che, intorno all’8.000 a.C., per primi si accamparono da queste parti, seguiti poi da celti, romani, bajuwari e slavi. Così, ai piedi dei costoni rocciosi, delle pareti fragili e calcaree e dei ghiaioni, che arrivano fino alle ultime malghe, si trova l’impronta del faticoso lavoro contadino, tracce di una cultura millenaria e stratificata, e tutt’oggi rispettata; basti pensare che la salvaguardia del paesaggio rurale è uno degli obiettivi principali del Parco Nazionale degli Alti Tauri che può vantare la presenza del 35% di intatti pascoli alpini. Il Parco, l’Hochpustertal, la Valle Defreggen e le Dolomiti di Lienz compongono un gioiello naturalistico unico: l’Osttirol, che fu anche antica residenza dei conti di Görz, che, con Meinhard e la nipote Margarethe, che ebbero un ruolo importante nella storia dell’Impero Asburgico. Ma la valle non potrebbe sopravvivere solo con le sue piccole strutture agricole ed oggi si presenta con un’ampia offerta turistica, sempre nel totale rispetto per la natura.
Dalle alte cime, ai pascoli collinari, fino al fondovalle. Tutto è spettacolo. Percorrendo le placide strade che scorrono vicino alle acque della Drava, che nutrono l’Europa danubiana, si viaggia dolcemente. Appena passato il confine italiano, superati i ricchi prati lungo la Val Pusteria, è facile raggiungere l’Hochpustertal, con le valli Villgratental e Tiroler Gailtal/Lesachtal la zona è una tra le più romantiche delle Alpi.
Una regione, quella del Tirolo, che ha molto da offrire: la Eishöhle di Kartisch, antico borgo che possiede ancora i suoi vecchi mulini, le strade forestali trasformate in piste per la mountain bike, le seggiovie su panorami estremi, i sentieri per scoprire la ricca flora, ma anche il benessere, che qui ha una storia che dura dal 1772 con le terme Aigner Badl e promette con la sua acqua sulfurea benefici insperati per i reumatici.
A Sillian, borgo dominato dalla rocca di Heinfels (letteralmente il castello degli Unni) c’è il bivio che porta in Gailtal. La strada è uno stretto nastro tra prati verdissimi e perfettamente curati, masi e minuscole cappelle e obbliga ad un’andatura moderata, perfetta per cogliere ogni particolare di una valle tra le più belle dell’arco alpino. A quota -1.450 m c’è Obertilliach: un balcone soleggiato, fondato probabilmente dagli Avari vicino a grandi prati, che interessavano anche ai Cadorini. Tra scorrerie dal Comelico e litigi tra il Doge ed il Vescovo di Bressanone, il paese mantiene tutt’oggi le case di legno e pietra quasi attaccate tra loro, separate solo da strettissimi vicoli. Vista la pericolosa vicinanza delle abitazioni è nata così la tradizione del Nachtwächter, il guardiano notturno, che protegge Obertilliach dalle ruberie e dagli incendi. L’usanza sopravvive tuttora nel borgo di 800 anime; ogni notte, mentre tutti vanno a riposare, intabarrato in una mantella di loden nelle notti più fredde, armato di bastone e lanterna, le scarpe con i ramponi d’inverno, egli compie la sua ronda notturna, avvisando di spegnere fuoco e candele…
Alla confluenza dell’Isel con la Drava c’è invece Lienz, il capoluogo di regione. Prima di arrivare al grazioso centro storico, che annovera ancora molti vicoli caratteristici, è d’obbligo una tappa al museo della città, che ha sede nel Schloss Bruck. Era la dimora dei Conti di Gorizia che, avendo assediato invano Udine per sei volte e non riuscendo ad espandersi verso sud, divennero i Conti del Tirolo, lasciandolo poi in eredità agli Asburgo. Oggi la romantica rocca medievale, circondata da querce, olmi e castagni secolari, ospita l’esposizione permanente dei quadri del più importante pittore austriaco: Albin Egger Lienz, artista tirolese, morto nel 1926, è infatti il più famoso espressionista che si è distinto per lo stile scarno, intenso e tragico di gente e destini duri, in questa terra dal clima rigido e dalla religiosità barocca, fastosa e opulenta, quanto magri erano invece i duri inverni ed i raccolti dei contadini. Figure nodose, soldati stanchi e sofferenti di un impero in disfacimento, interpretazioni sempre poco convenzionali anche per i temi religiosi.
Il percorso culturale prosegue appena fuori città, a Dölsach, località di un migliaio di abitanti con ottanta distillerie di Pregler-Schnaps, la tipica grappa. Qui c’è il sito archeologico del Municipium Claudium Aguntum, la città commerciale rasa al suolo dagli Avari nel 610 d.c. Bella la passeggiata tra gli scavi, fantastico il design del nuovo museo, una sorta di scatola di legno e vetro.
Oltre alla natura e alla cultura, l’Osttirol si presenta agli amanti dello sport con quasi 1.000 km di sentieri segnati, percorsi a tema, alte vie e rifugi alpini. Si può scegliere tra diverse esperienze, tutte ad alta intensità emotiva: la via alpina attraverso il massiccio del Großvenediger, con tre giorni di cammino e pernottamento in tenda, il percorso estivo Hoch Tirol, il trekking a dorso di lama negli Alti Tauri, che promette incontri ravvicinati con stambecchi, marmotte, lepri e, se fortuna vuole, con il simbolo del Tirolo, l’aquila, oppure l’alta via della Carnia, che tra valli segrete, gole e forre da brivido, pareti verticali, costeggia in quota il confine italo-austriaco, teatro di duri combattimenti nella Grande Guerra. E poi 10 percorsi differenziati di nordic walking, adatti ad ogni età, peso ed allenamento: sembra che camminare a mezza montagna con le apposite racchette sia un mezzo estremamente efficace per abbattere i grassi ed allenare i muscoli. Chi sceglie invece le sfide estreme con una natura ancora possente e selvaggia, può divertirsi con la mountain bike, arrampicare o esplorare con il canyoning, tirare con l’arco. A stuzzicare l’adrenalina ci pensano le impetuose rapide dell’Isel, da scendere praticando il rafting o il kajak-rodeo, ma se preferite una visione dall’alto non c’è niente di meglio di un giro in parapendio…
In Hochpustertal hanno un occhio di riguardo per le famiglie, che qui trovano delle infrastrutture a loro dedicate. I bambini possono finalmente vivere una meravigliosa vacanza estiva, piena di fantastiche avventure; per loro è stato pensato il Wichtlpark, il parco degli gnomi, una delle maggiori attrazioni di Sillian: qui i piccoli avventurosi viaggiano con il trenino da un punto giochi all’altro, fino allo scivolo più lungo dell’Austria o diventano cercatori d’oro, lavando pazientemente molti sassolini… oppure seguono le tracce dei contrabbandieri, camminando di notte, con le lanterne a vento, per vecchi sentieri. Ma non basta, l’intera zona è definita Familiennest, cioè nido familiare tirolese, dove è possibile trovare gli hotel a misura di bambino che sottostanno a severi parametri per ottenere tale riconoscimento e sono garanzia di una vacanza per i più piccoli.
Se, oltre a nutrire lo spirito e a stancare il corpo, la fame si fa sentire, non c’è nulla di meglio di una semplice Gasthof, dove assaggiare una delle varietà di canederli, oppure la cacciagione servita con la aspra marmellata di mirtilli rossi, il sugo di finferli, l’agnello arrosto. Se invece i gusti sembrano troppo particolari, bisogna ordinare almeno una birra e un tagliere di speck con il ràfano che qui chiamano Kren: il suo sapore tagliente e vivo contrasta meravigliosamente con il morbido gusto della carne, leggermente speziato dal ginepro. E per concludere, la dorata delizia dell’Apfelstrudel, con quell’impasto asprigno, reso esotico dall’uvetta e dalla frutta secca. Quello vero è fatto con una pasta a lungo lavorata, che non è pasta sfoglia, e un chilo di autentiche mele del Canadà. Irrinunciabile, per aiutare la digestione, il Pregler, tipica grappa contadina a base di mele e pere, distillata con ricette rigorosamente tenute segrete; anche l’acquavite di sorba e la calda grappa di cembro, fratello contorto e nobile del pino, trovano parecchi estimatori.
Insomma, l’Osttirol ha in sé tutto il carattere alpino, aggraziato dai prati smeraldo, arricchito dalle tradizioni austriache e ammorbidito da quell’aria italiana che spira da sopra le Dolomiti. [E.F.]




