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SPECCHI VERSO IL CIELO

Descrizione
Un confine, anche se millenario, non è sufficiente a rimuovere la cultura e la natura dei luoghi, quando questi appartengono alle medesime popolazioni. Questo è quanto potremmo osservare nell’itinerario qui proposto che ha in comune la visita ad alcuni dei più bei laghi d’alta quota, situati su due versanti opposti: quello italiano-bellunese di Sappada e quello austriaco-osttirolese nella valle della Drava.

Due percorsi fra loro lontani ma nello stesso tempo così vicini per via della comune storia delle loro popolazioni. A partire dal XI secolo, fino al XV secolo, giunsero a Sappada [1] numerose persone e famiglie provenienti dalla vicina Austria e in particolare dal paese di Villgraten [2] nella valle della Drava. Il Monte Ferro, vicino a Sappada, aveva attirato con le sue miniere tanti poveri contadini. Dopo 800 anni, a Sappada, si sono mantenuti gli usi e costumi di quei coloni, oltre a un dialetto tirolese con un suono molto antico.

La prima escursione ci porta a superare il confine di Stato dopo San Candido.

In territorio austriaco si incontra inizialmente l’abitato di Sillian e poi di Strassen.

Poco dopo si giunge nei pressi di Anras (1.261 m). Si lascia l’auto nelle vicinanze della chiesa dove ha inizio l’escursione ai laghi di Anras. Si prosegue verso nord, lungo la strada, fino al borgo di Kobreil, successivamente, lungo il sentiero n. 13, verso Vitunserkaser. Passando sul fianco sud-ovest del Riedergampen (2.390 m) e del Finsterkofel (2.633 m) si sale fino all’Anraser See (2.538 m) in bellissima posizione. Fino a qui sono 3 ore e mezza; con un’altra ora, chi lo desidera, può giungere in vetta al Gumriaul (2.918 m). Sotto il profilo geologico e geomorfologico, nella prima parte del percorso prevalgono i depositi morenici di origine post-glaciale, mentre il substrato roccioso è costituito da micascisti e paragneiss, rocce metamorfiche di età paleozoica. Nelle zone superiori prevale invece la morfologia glaciale, come i laghetti sbarrati da depositi morenici, lasciati, circa 11.000 anni fa, dal ghiacciaio che confluiva in quello principale della Drava.

Dal lato sud del lago si prosegue verso ovest, poi verso nord (sentiero n. 1) e al bivio verso sud (sentiero n. 2 e 2a). Superato il romantico Ascher See, si scende comodamente fino ad una Croce e si giunge nel Grüneben. Il sentiero sbocca in una strada che gira a destra. Si arriva all’Ascher Alm e all’Ascher Möser. Attraverso i borghi di Kollreid e Zore si ritorna ad Anras.

Si consiglia la visita al Castello di Anras, sede di un museo giudiziario con una mostra sulle esecuzioni penali; la chiesa di origine romanica di S. Stefano, risalente al XIII sec.; la chiesa di S. Antonio che conserva affreschi unici in Osttirol.

Da Cima Sappada, nei pressi del confine regionale fra il Veneto e il Friuli Venezia Giulia, si imbocca in direzione nord la strada della Val Sésis. Giunti al Pian de le Bombarde, nei pressi della Baita al Rododendro, è opportuno lasciare un’automobile che verrà utilizzata per il rientro. Si prosegue fino al parcheggio che precede il Rifugio Sorgenti del Piave (1.830 m). Ci si incammina sul sentiero CAI 136 che supera le giovani acque del Piave e conduce al Passo del Roccolo (1.815 m). Si prosegue su una mulattiera e quindi sul sentiero CAI 129. Lungo il versante settentrionale del gruppo del Rinaldo si sale alla sella del Franza, un bellissimo balcone panoramico sui Campanili del Rinaldo e sulla sottostante Val Popèra. Ora si prosegue verso sud-est sul sentiero CAI 135 che risale il pendio (resti di opere militari) fino al Passo del Mulo (2.356 m). Fino a qui sono circa 2 ore e mezza. Dal passo si scende nel versante sappadino verso la conca alpestre di Òlbe. In una ventina di minuti si raggiungono tre piccoli specchi d’acqua (2.156 m).

Dal maggiore dei tre laghi d’Òlbe si scende verso sud e poi verso est sul sentiero CAI 138, una mulattiera, verso la Casera d’Òlbe. Rimanendo sempre sullo stesso sentiero si scende lungo la valle del rio della Miniera. Raggiunto il fondo della valle si supera il torrente Piave e in pochi minuti si giunge alla radura ove c’è la Baita del Rododendro (1.457 m), nei pressi del Pian de le Bombarde (ore 1,45 dal Passo del Mulo). [T.S.]

a proposito
Al di sopra del limite del bosco e della vegetazione arborea (orizzonte subalpino), inizia la fascia alpina e ancora più in alto quella nivale. In questi ambienti le condizioni di vita della flora e della fauna diventano alquanto estreme e raramente si incontrano piante a fioritura annuale. Il tempo di soli due - tre mesi per la riproduzione è troppo breve. Inoltre c’è un altro grande problema: l’impollinazione. Più in alto si sale, più rari diventano gli insetti che trasportano il polline. Per queste ragioni molte piante alpine hanno fioriture con colori luminosi e una elevata produzione di nettare, proprio per attirare gli insetti.

Informazioni
Ufficio Informazioni Turistiche Sappada
Borgata Bach, 11
Tel. +39 0435 469131

Osttirol Information - Lienz
Albin Egger - Straße, 17
Tel. + 43 (0)4852 65333
www.osttirol.com

Links
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