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LA VIA DELL'ACQUA

Descrizione
Milioni di tronchi sorreggono Venezia.

Una storia dalle origini antiche, che inizia nei boschi dell’Alto Bellunese ed arriva al mare attraverso il fiume Piave. La lunga via dell’acqua, dove nacquero mulini ed opifici.

Un brulicare di boscaioli, menadàs e zattieri che, fino ai primi del Novecento, garantirono commesse di 350 mila tronchi l’anno per il fabbisogno della Serenissima. A Codissago di Castellavazzo [1] al Museo degli Zattieri del Piave, c’è la ricostruzione di un’antica segheria idraulica alla veneziana.

Essa si presenta simile all’antica segheria Ampezzan, nei pressi della frazione di Goima a Zoldo Alto [2], costruita nel 1889 è stata mantenuta in funzione (grazie all’implementazione di macchinari moderni) fino a pochi anni fa. Anche nell’Agordino [3] erano numerose le segherie; ad esempio quella di San Tomaso Agordino, che ha conservato intatto il vecchio edificio o, raggiungendo Livinallongo del Col di Lana, la bella segheria di Ornella [4]. Un’altra tappa bellunese è dedicata alla segheria Zandonella – Amati (Co-melico Superiore [5]) nei pressi del ponte Padola. La struttura è ben conservata; la sua presenza sul territorio è documentata fin dal secolo scorso, quando presentava ancora due seghe alla veneziana sostituite, in seguito all’alluvione del 1966, con una sega a corona in ghisa, ancora visibile.

Nella Valle Arn [6], dopo Innervillgraten, si può visitare la Wegelate Säge: la segheria idraulica veneziana, che distrutta da una valanga nel 1951, fu immediatamente ricostruita per rimanere in funzione fino al 1968.

L’impianto fu costruito nel 1883 ad uso cooperativo, ossia fondato su un contratto col quale il proprietario si impegnava a tagliare il legname dei 28 soci ad un prezzo fisso, in cambio del loro aiuto e dei materiali per costruire la segheria. In questo patto si stabiliva altresì l’obbligo di ricostruzione della segheria in caso di distruzione, entro il tempo massimo di un anno e mezzo. Oggi la segheria è diventata un prezioso monumento culturale, posta sotto tutela, minuziosamente restaurata e funzionante come un tempo. Premiata con il Diploma Europa Nostra, come unico esemplare in Austria risanato in modo impeccabile, grazie al volontariato. [R.D.N.]

a proposito
Nella Val Winkel, una valle laterale a quella di Villgraten, si può visitare il Wurzerhof: un insieme unico di masi ad approvvigionamento proprio. Accanto alla casa principale si trovano infatti un caratteristico mulino, una cappella consacrata a Santa Caterina, una lavanderia con una Seachte (l’antica macchina per lavare) ed una stanza fumaria per la stagionatura della carne per le proprie necessità. Nella cantina della casa principale si può ammirare una stanza per gli antichi lavori del fabbro, un forno e un’officina, la Machlkammer.Recentemente rinnovato in tutta la sua tradizionale bellezza, oggi il Wurzerhof è interamente accessibile.

Informazioni
Museo Etnografico degli "Zattieri del Piave"
Via Gianni d’Incà, 1 - Codissago di Castellavazzo
Tel. +39 0437 771057

Museo degli usi e costumi della Valle della Goima
c/o Scuola Elementare "Gavaz" - Zoldo Alto
Tel. +39 0437 797038

Ufficio Informazioni Turistiche Agordo
Via XXVII Aprile, 5/a
Tel. +39 0437 62105

Ufficio Informazioni Turistiche Sappada
Borgata Bach, 11
Tel. +39 043 469131

Wegelate Säge, Wurzerhof: Ufficio Informazioni Innervillgraten
Tel. +43 (0)4843 5481

Links
Progetto co-finanziato dall'Unione Europea mediante il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale. Iniziativa comunitaria INTERREG III A Italia-Austria.
"Progetto per lo sviluppo transfrontaliero di promozione turistica Provincia di Belluno - Tirolo" Cod. VEN 222068.