APT Dolomiti Escursioni medio-difficili

Choose your language
 
Ferrata delle trincee
Difficoltà: impegnativa
Quota massima: 2727 m (Bec de Mesdì)
Comune: Livinallongo
Provincia: BL

Percorso
Partenza dal Passo Fedaia (sent. 698) si sale a Porta Vescovo (1 h.). Da qui ancora 20 min. per arrivare all'attacco della via ferrata dove si presenta un inizio difficile con 35 mt. di corda verticale. Il percorso a tratti è molto esposto, ma dotato di funi metalliche fisse e poche staffe in ferro che riducono la difficoltà nei passaggi più rischiosi. Volendo si può evitare il tratto più difficile percorrendo il sentiero che costeggia la Mèsola si deve raggiunge il costone successivo dove ci si collega con il tratto meno impegnativo della ferrata.
Raggiunta la Mèsola si può proseguire fino alla Mesolina e quindi raggiungere il Passo Padon percorrendo un percorso di interesse storico legato alla guerra, si costeggiano delle trincee e si attraversa con l'utilizzo di una torcia tascabile una galleria lunga 300 mt.
Ai piedi della Mesolina troviamo il Bivacco Ernesto Bontadini (2550 mt.) sempre aperto incustodito con 6 brande. Dal Bivacco al Passo Padon ancora 20 minuti di cammino.

Notizie utili
Tempo totale di percorrenza dal Passo Fedaia nei pressi del Rifugio Marmolada al Passo Padon: 3-4 ore. Si possono visitare le trincee della Prima Guerra.
Non a caso il nome della ferrata risale alla Prima Guerra Mondiale, allora il fronte correva lungo la cresta del Padon fino al Col di Lana. Meraviglioso è il panorama che si può ammirare: il maestoso ghiacciaio della Marmolada, il lago Fedaia con il suo colore azzurro-verde, l'imponente gruppo del Sella.
L'itinerario si snoda attraverso l'impervio campo di battaglia della prima guerra mondiale, con molti vecchi appostamenti austriaci che sono letteralmente aggrappati alla roccia. L'accesso più comodo è il seguente: si parte con la funivia che da Rèba conduce a Porta Vescovo (m. 2.478). Oppure da Rèba si giunge a Porta Vescovo sul sentiero n.698 (tempo h 3,30); o dal Lièch de Fedaìa, sempre sul sentiero n.698 (tempo h 1). Un sentiero segnato in rosso si snoda per 500 m., dapprima quasi pianeggiante verso SE e poi lungo il ripido pendio erboso fin sotto le rocce, dove si trova l'attacco. Una targa segna il punto di partenza. Subito all'inizio si hanno 35 m. di corda verticale. Chi prende alla leggera questo ostacolo farebbe meglio a tornare immediatamente indietro.
Si prosegue poi più agevolmente verso una cengia erbosa, una corda rinforzata da pioli guida sulla lastra di roccia verso la cresta ventosa. Qui inizia la traversata della cresta che conduce ad un ponticello sospeso fra due guglie per poi salire un pilastro liscio da cui si raggiunge il punto più alto dell'itinerario: i Bec de Mesdí (m:2727).
Qui si ammira un meraviglioso panorama: a N l'imponente Gruppo del Sella, il Sassongher, il Sas d'la Crusc, Conturines, Tofane, Civetta e giù in fondo, nella verde vallata, si trova il Fodom. Tuttavia il panorama viene superato dalla visione della Marmolada e del suo gioiello, il Lièch de Fedaia, color smeraldo.
Da qui inizia la discesa lungo la fune d'acciaio fino ad una forcella. Si prosegue risalendo un vecchio sentiero di guerra costruito con un muro a secco e in breve si giunge su un pianerottolo a SE della parete; qui erano installate le cucine da campo. Si cominciano ad incontrare le prime gallerie che servivano da postazioni per le milizie austriache du-rante la Prima Guerra Mondiale. Si prosegue ora su una cengia che, durante le ostilità, serviva da ballatoio e conduceva ad un terrazzino ripa-rato; qui si trovava un riflettore utilizzato per scopi bellici.
Attraverso passaggi di roccia verticali, per niente facili anche se muniti di gradini e funi d'acciaio, si scende giù. Dopo le ultime corde di sicu-rezza si prende a destra, per un pendio erboso e scosceso, verso la vicina forcella che conserva ancora evidenti costruzioni militari.
Qui termina la via ferrata. Si ritorna a Porta Vescovo seguendo i segnali rossi.
Variante: dalla forcella si può proseguire sul sentiero attrezzato n.636 (it.9) fino al Bivacco Bontadini e al Jou de Padon. In questo caso si può tornare a Rèba sul sentiero n.699 (it.4), oppure si ritorna a Porta Vescovo lungo il sentiero che si snoda sul versante S della Mésola.
Chi affronta la Ferrata delle Trincee può portarsi a casa il ricordo degli avvenimenti storici della guerra nelle Dolomiti, oltre che la soddisfazione alpinistica che questo itinerario dona. Nell'ultima parte del sentiero balzano in evidenza la composizione della roccia di origine vulcanica e, sugli alti prati alpestri del versante S, la ricchezza dei lussureggianti fiori di montagna.

Attrezzatura e preparazione necessaria
E' necessaria una imbragatura, un casco, corde di sicurezza, moschettoni (set da ferrata), una torcia tascabile. Buona la preparazione in quanto il percorso è consigliato agli alpinisti esperti sul tratto di superamento della Mèsola, e media difficoltà lungo la cresta della Mesolina.

Periodi consigliati
Luglio - agosto - settembre (funivia aperta)

A chi rivolgersi prima di partire
0436.79130 - funivia Portavescovo tel. 0436.79127
Verificare le previsioni meteorologiche fornite dal centro sperimentale Valanghe di Arabba al 0436-780007, self-fax 0436-780008, indirizzo internet a fondo-pagina.
Ufficio Informazioni Accoglienza Turistica di Rocca Pietore al 0437-721319, fax 0437-721290

arpa regione veneto 

Top
Provincia di Belluno - Dolomiti Turismo srl e - via Psaro, 21 - 32100 Belluno
Tel:0437-940084; Fax: 0437-940073
Back home I E F D S