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Polenta

La polenta, cibo di tutte le genti venete, si presenta nel Bellunese nel suo aspetto più essenziale e genuino. La polenta tradizionale viene a lungo mescolata e cotta nel paiolo fino a raggiungere una consistenza intensa, per poi essere divisa a fette con il filo sul tagliere.

È un cibo che accompagna le preparazioni di carne come il pollo, il coniglio, il vitello in umido oppure ogni tipo di cacciagione allo spiedo o in pentola. Perfetto companatico di piatti a base di funghi, baccalà, formaggi freschi (ricotta, schiz, tosella...) o stagionati come il Piave DOPsalumi o insaccati, la polenta viene proposta nel Bellunese insieme al tipico pastìn, alle lumache o alle trote in umido.

Il mais proveniente dall’America fu introdotto in Veneto nei primi decenni del Cinquecento e si diffuse ovunque, specie nel mondo contadino, fino a diventare nel Settecento cibo fondamentale e alcune volte unico nella dieta delle genti bellunesi. Nel Bellunese sostituì vecchi cereali, tra cui il grano saraceno ed il farro, con i quali da tempo immemorabile si facevano rustiche polente. Il tipico mais utilizzato nel territorio è il Mais sponcio, una varietà profumata e particolare di questo cereale, che oggi è stata ampiamente recuperata da numerosi agricoltori.

Ancor oggi nell’Agordino, nel Cadore e nell’Ampezzano, è tradizione aggiungere un pò di farina di grano saraceno alla normale farina di mais per ottenere una polenta più scura e granulosa, dal sapore più intenso e leggermente amaro.

La polenta era spesso abbinata al latte per semplici colazioni mattutine o cene serali, grazie alle sue qualità di cibo sostanzioso e sempre presente sulle tavole contadine. Patugoi, pape, cavernola, dufeta, pestariei sono tutte variazioni locali di latte appena munto con polenta sbriciolata o polentina calda o farina di polenta cotta nel latte, combinazioni alimentari di grande semplicità, ma di sorprendenti variazioni di gusto, specialmente con l’aggiunta di burro fresco o fuso, di ricotta affumicata grattugiata, di erbe aromatiche o spezie aromatiche.

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Preparazione della polenta (foto M. Dell'Agnola)
Il tradizionale taglio della polenta con il filo (foto Francesco De Melis, archivio MES)
Polenta in tavola (foto Francesco De Melis, archivio MES)
Polenta e schiz (foto M. Dell'Agnola)

Polenta

Preparazione della polenta (foto M. Dell'Agnola)

La polenta, cibo di tutte le genti venete, si presenta nel Bellunese nel suo aspetto più essenziale e genuino. La polenta tradizionale viene a lungo mescolata e cotta nel paiolo fino a raggiungere una consistenza intensa, per poi essere divisa a fette con il filo sul tagliere.

È un cibo che accompagna le preparazioni di carne come il pollo, il coniglio, il vitello in umido oppure ogni tipo di cacciagione allo spiedo o in pentola. Perfetto companatico di piatti a base di funghi, baccalà, formaggi freschi (ricotta, schiz, tosella...) o stagionati come il Piave DOPsalumi o insaccati, la polenta viene proposta nel Bellunese insieme al tipico pastìn, alle lumache o alle trote in umido.

Il mais proveniente dall’America fu introdotto in Veneto nei primi decenni del Cinquecento e si diffuse ovunque, specie nel mondo contadino, fino a diventare nel Settecento cibo fondamentale e alcune volte unico nella dieta delle genti bellunesi. Nel Bellunese sostituì vecchi cereali, tra cui il grano saraceno ed il farro, con i quali da tempo immemorabile si facevano rustiche polente. Il tipico mais utilizzato nel territorio è il Mais sponcio, una varietà profumata e particolare di questo cereale, che oggi è stata ampiamente recuperata da numerosi agricoltori.

Ancor oggi nell’Agordino, nel Cadore e nell’Ampezzano, è tradizione aggiungere un pò di farina di grano saraceno alla normale farina di mais per ottenere una polenta più scura e granulosa, dal sapore più intenso e leggermente amaro.

La polenta era spesso abbinata al latte per semplici colazioni mattutine o cene serali, grazie alle sue qualità di cibo sostanzioso e sempre presente sulle tavole contadine. Patugoi, pape, cavernola, dufeta, pestariei sono tutte variazioni locali di latte appena munto con polenta sbriciolata o polentina calda o farina di polenta cotta nel latte, combinazioni alimentari di grande semplicità, ma di sorprendenti variazioni di gusto, specialmente con l’aggiunta di burro fresco o fuso, di ricotta affumicata grattugiata, di erbe aromatiche o spezie aromatiche.

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