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Cesiomaggiore

Lungo la strada provinciale pedemontana che si adagia alle pendici dei monti tra Feltre e Santa Giustina, si incontra Cesiomaggiore. Caratterizzato a nord dalle alte cime della Val Canzoi, attraversata dal torrente Caorame, si digrada lungo le colline fino al letto del fiume Piave e al lago artificiale di Busche, d’interesse per gli appassionati della fauna acquatica, nato dallo sbarramento delle acque che alimentano le centrali idroelettriche di Quero e Pederobba.

Cesiomaggiore sorge sull'antico tracciato della strada militare romana Via Claudia Augusta, che collegava l'Adriatico con il Danubio e che oggi è percorribile sia a piedi che in mountain bike grazie ad un itinerario ben tracciato e tabellato. A testimonianza del passaggio di questa antica via è stato ritrovato nel 1786 un cippo miliario utilizzato per segnare le distanze, ora conservato nel lapidario di villa Tauro alle Centenere presso la frazione Pez di Busche. La dimora signorile, eretta tra XVI e XVII secolo, fu centro mondano della zona e venne saccheggiata come molte altre durante la Grande Guerra. Numerose sono le ville presenti nel territorio cesiolino: villa Corrà e villa Muffoni nel centro cittadino, villa Dal Corno a Cesiominore, villa Petricelli a Montebello, ville Zugni a Tussui ed a Pez e villa De Mezzan a Menin.

Nelle molte chiese ed oratori del territorio sono conservati veri e propri tesori d’arte; tra tutte è da segnalare il piccolo santuario della “Madonnetta”, presso la frazione di Pez, che racchiude un seicentesco ciclo pittorico di Agostino Ridolfi.

La selvaggia Val Canzoi, incassata tra il Monte Tre Pietre (1965 m) ed il Monte San Mauro (1836 m), è percorsa dalle fredde acque del torrente Caorame e propone una serie di sentieri per gli amanti dell’escursionismo e della natura, presentando, in fondo alla valle, le limpide acque del laghetto artificiale della “Stua” in cui si specchia la possente mole dolomitica del Sass da Mur (2550 m). Dal laghetto si dipartono, infatti, numerosi sentieri che conducono alle cime dolomitiche del Cimonega, ai suggestivi pascoli di Erera-Brandol e permettono anche di collegarsi con l'Alta Via delle Dolomiti n.2, e alle valli trentine del Primiero.

Cesiomaggiore ospita anche due peculiari musei: il Museo Storico della Bicicletta, nato da un’autentica passione collezionistica di Sergio Sanvido per il mondo del ciclismo e il Museo Etnografico della Provincia di Belluno e del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, ospitato nell’ottocentesca villa dei conti Avogadro degli Azzoni, che raccoglie un vasto patrimonio di oggetti e testimonianze riguardanti la vita della popolazione rurale bellunese dalla fine del secolo XIX ai giorni nostri.

A Busche, invece, è presente la cooperativa Lattebusche che da oltre 50 anni raccoglie la produzione di latte del Bellunese e propone numerosi formaggi tipici esportati in tutto il mondo, tra cui il formaggio Piave, tutelato dal marchio DOP (Denominazione di Origine Protetta).

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Cesiomaggiore

Cesiomaggiore, veduta del paese

Lungo la strada provinciale pedemontana che si adagia alle pendici dei monti tra Feltre e Santa Giustina, si incontra Cesiomaggiore. Caratterizzato a nord dalle alte cime della Val Canzoi, attraversata dal torrente Caorame, si digrada lungo le colline fino al letto del fiume Piave e al lago artificiale di Busche, d’interesse per gli appassionati della fauna acquatica, nato dallo sbarramento delle acque che alimentano le centrali idroelettriche di Quero e Pederobba.

Cesiomaggiore sorge sull'antico tracciato della strada militare romana Via Claudia Augusta, che collegava l'Adriatico con il Danubio e che oggi è percorribile sia a piedi che in mountain bike grazie ad un itinerario ben tracciato e tabellato. A testimonianza del passaggio di questa antica via è stato ritrovato nel 1786 un cippo miliario utilizzato per segnare le distanze, ora conservato nel lapidario di villa Tauro alle Centenere presso la frazione Pez di Busche. La dimora signorile, eretta tra XVI e XVII secolo, fu centro mondano della zona e venne saccheggiata come molte altre durante la Grande Guerra. Numerose sono le ville presenti nel territorio cesiolino: villa Corrà e villa Muffoni nel centro cittadino, villa Dal Corno a Cesiominore, villa Petricelli a Montebello, ville Zugni a Tussui ed a Pez e villa De Mezzan a Menin.

Nelle molte chiese ed oratori del territorio sono conservati veri e propri tesori d’arte; tra tutte è da segnalare il piccolo santuario della “Madonnetta”, presso la frazione di Pez, che racchiude un seicentesco ciclo pittorico di Agostino Ridolfi.

La selvaggia Val Canzoi, incassata tra il Monte Tre Pietre (1965 m) ed il Monte San Mauro (1836 m), è percorsa dalle fredde acque del torrente Caorame e propone una serie di sentieri per gli amanti dell’escursionismo e della natura, presentando, in fondo alla valle, le limpide acque del laghetto artificiale della “Stua” in cui si specchia la possente mole dolomitica del Sass da Mur (2550 m). Dal laghetto si dipartono, infatti, numerosi sentieri che conducono alle cime dolomitiche del Cimonega, ai suggestivi pascoli di Erera-Brandol e permettono anche di collegarsi con l'Alta Via delle Dolomiti n.2, e alle valli trentine del Primiero.

Cesiomaggiore ospita anche due peculiari musei: il Museo Storico della Bicicletta, nato da un’autentica passione collezionistica di Sergio Sanvido per il mondo del ciclismo e il Museo Etnografico della Provincia di Belluno e del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, ospitato nell’ottocentesca villa dei conti Avogadro degli Azzoni, che raccoglie un vasto patrimonio di oggetti e testimonianze riguardanti la vita della popolazione rurale bellunese dalla fine del secolo XIX ai giorni nostri.

A Busche, invece, è presente la cooperativa Lattebusche che da oltre 50 anni raccoglie la produzione di latte del Bellunese e propone numerosi formaggi tipici esportati in tutto il mondo, tra cui il formaggio Piave, tutelato dal marchio DOP (Denominazione di Origine Protetta).





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