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Lamon

Lamon si raggiunge percorrendo la Strada Statale del Passo Rolle che collega Feltre con il Primiero e San Martino di Castrozza (TN), superata la gola attraversata dal Ponte Serra si devia a sinistra, risalendo la stretta valle del torrente Cismon.

L'abitato si sviluppa sotto la piatta cresta rocciosa del Monte Coppolo (2058 m) e si estende in un ampio territorio popolato da una ventina di frazioni. Tra queste vanno ricordate, per le loro peculiari caratteristiche le località di Arina e San Donato, dove le tipologie architettoniche e l'organizzazione urbanistica delle tipiche abitazioni lamonesi sono ancora bene conservate. A qualche chilometro da San Donato, nella località di Val Nuvola, al confine tra le province di Belluno e Trento, vanno segnalate le grotte carsiche dove venne ritrovato uno scheletro intatto dell'Ursus spelaeus, attualmente esposto nell'atrio del Municipio di Lamon.

Le origini dell'abitato di Lamon risalgono ad epoche antichissime e ciò è testimoniato dalla presenza della Via Claudia Augusta utilizzata per collegare l'emporio adriatico di Quarto d'Altino con il Danubio e costruita nel I sec. d.C., ma oggi ripristinata e percorribile in mountain bike grazie ad un itinerario tabellato.

Le due principali chiese sono intitolate a San Pietro e a San Daniele; la prima, posta sul colle di San Pietro, è citata in un documento del 1177 e conserva al suo interno alcuni affreschi cinquecenteschi realizzati da Marco da Mel e una tela datata 1571 del pittore feltrino Pietro Marascalchi posta dietro l’altare maggiore. Mentre la chiesa di San Daniele sorge al centro del paese e fu eretta nel corso del Seicento su una preesistente cappella; l’edificio, oggi sconsacrato, è utilizzato per concerti, conferenze ed esposizioni.

Attività caratteristiche della zona sono la pastorizia, oggi recuperata da alcuni giovani allevatori, e la coltivazione di diversi prodotti tra cui spicca il famoso Fagiolo di Lamon IGP (Indicazione Geografica Protetta) sulla cui produzione vigila il Consorzio per la tutela del fagiolo di Lamon che ogni anno in settembre organizza con la Pro Loco un’interessante Mostra mercato dedicata a questo legume e alle tradizioni locali.

Il territorio lamonese presenta molteplici occasioni di contatto con la natura grazie a vari percorsi escursionistici; da non perdere la visita alle Grotte di San Donato nella Val Cengia in prossimità del torrente Senàiga, ricche di formazioni calcaree, quali stalagmiti e stalattiti.
 

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Veduta di Lamon
Ponte Serra, cascata del torrente Cismon
Chiesa di San Pietro con la pala maggiore di Pietro Marascalchi, 1571
Lamon, banda durante la Festa del fagiolo (foto Pro Loco di Lamon)
Chiesa della frazione di Chioè
Frazione di San Donato sotto la neve (foto Pro Loco di Lamon)
Lungo il torrente Cismon a poca distanza dal Ponte Serra (foto Pro Loco di Lamon)
Tavola imbandita con i fagioli di Lamon IGP
Arcobaleno sulla cascata della diga di Ponte Serra (foto Romina Faoro)

Lamon

Veduta di Lamon

Lamon si raggiunge percorrendo la Strada Statale del Passo Rolle che collega Feltre con il Primiero e San Martino di Castrozza (TN), superata la gola attraversata dal Ponte Serra si devia a sinistra, risalendo la stretta valle del torrente Cismon.

L'abitato si sviluppa sotto la piatta cresta rocciosa del Monte Coppolo (2058 m) e si estende in un ampio territorio popolato da una ventina di frazioni. Tra queste vanno ricordate, per le loro peculiari caratteristiche le località di Arina e San Donato, dove le tipologie architettoniche e l'organizzazione urbanistica delle tipiche abitazioni lamonesi sono ancora bene conservate. A qualche chilometro da San Donato, nella località di Val Nuvola, al confine tra le province di Belluno e Trento, vanno segnalate le grotte carsiche dove venne ritrovato uno scheletro intatto dell'Ursus spelaeus, attualmente esposto nell'atrio del Municipio di Lamon.

Le origini dell'abitato di Lamon risalgono ad epoche antichissime e ciò è testimoniato dalla presenza della Via Claudia Augusta utilizzata per collegare l'emporio adriatico di Quarto d'Altino con il Danubio e costruita nel I sec. d.C., ma oggi ripristinata e percorribile in mountain bike grazie ad un itinerario tabellato.

Le due principali chiese sono intitolate a San Pietro e a San Daniele; la prima, posta sul colle di San Pietro, è citata in un documento del 1177 e conserva al suo interno alcuni affreschi cinquecenteschi realizzati da Marco da Mel e una tela datata 1571 del pittore feltrino Pietro Marascalchi posta dietro l’altare maggiore. Mentre la chiesa di San Daniele sorge al centro del paese e fu eretta nel corso del Seicento su una preesistente cappella; l’edificio, oggi sconsacrato, è utilizzato per concerti, conferenze ed esposizioni.

Attività caratteristiche della zona sono la pastorizia, oggi recuperata da alcuni giovani allevatori, e la coltivazione di diversi prodotti tra cui spicca il famoso Fagiolo di Lamon IGP (Indicazione Geografica Protetta) sulla cui produzione vigila il Consorzio per la tutela del fagiolo di Lamon che ogni anno in settembre organizza con la Pro Loco un’interessante Mostra mercato dedicata a questo legume e alle tradizioni locali.

Il territorio lamonese presenta molteplici occasioni di contatto con la natura grazie a vari percorsi escursionistici; da non perdere la visita alle Grotte di San Donato nella Val Cengia in prossimità del torrente Senàiga, ricche di formazioni calcaree, quali stalagmiti e stalattiti.
 





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