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Santuario dei Santi Vittore e Corona - Anzu'

Il Santuario dei Santi Vittore e Corona venne eretto a partire dal 1096 in posizione dominante e strategica lungo le pendici del monte Miesna all’ingresso della stretta valle di accesso alla città di Feltre sopra il borgo di Anzù, la cosiddetta “Chiusa di San Vittore”.

La fondazione del Santuario fu promossa da Giovanni da Vidor, famoso condottiero che secondo la tradizione condusse i Feltrini alla prima Crociata, e dal figlio Arpone che dal 1095 era diventato vescovo-conte e che nel 1101 consacrò l’edificio come testimonia la lapide di fondazione presente ancora oggi nel presbiterio. A questi due personaggi si deve anche l’acquisizione delle reliquie dei martiri Vittore e Corona.

Il Santuario subì diversi rifacimenti e ristrutturazioni nel corso dei secoli successivi, ma è certo che la struttura era protetta da imponenti opere di fortificazione costruite a presidio dell’accesso alla valle. L’intera struttura costituita dalla basilica e dal convento con il bel chiostro, si raggiunge percorrendo una ripida salita che da Anzù conduce fino allo spiazzo da cui parte una grande scalinata monumentale costruita nell’Ottocento da Giuseppe Segusini; in alternativa si può percorrere a piedi il panoramico sentiero.

Internamente la chiesa presenta una serie di affreschi realizzati a partire dal Duecento con figure di santi, scene dei testi sacri e le vicende della vita dei santi Vittore e Corona, così come nel chiostro si può ripercorrere la storia del Santuario attraverso gli affreschi seicenteschi che lo decorano.

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Santuario dei Santi Vittore e Corona - Anzu'

Il Santuario dei Santi Vittore e Corona venne eretto a partire dal 1096 in posizione dominante e strategica lungo le pendici del monte Miesna all’ingresso della stretta valle di accesso alla città di Feltre sopra il borgo di Anzù, la cosiddetta “Chiusa di San Vittore”.

La fondazione del Santuario fu promossa da Giovanni da Vidor, famoso condottiero che secondo la tradizione condusse i Feltrini alla prima Crociata, e dal figlio Arpone che dal 1095 era diventato vescovo-conte e che nel 1101 consacrò l’edificio come testimonia la lapide di fondazione presente ancora oggi nel presbiterio. A questi due personaggi si deve anche l’acquisizione delle reliquie dei martiri Vittore e Corona.

Il Santuario subì diversi rifacimenti e ristrutturazioni nel corso dei secoli successivi, ma è certo che la struttura era protetta da imponenti opere di fortificazione costruite a presidio dell’accesso alla valle. L’intera struttura costituita dalla basilica e dal convento con il bel chiostro, si raggiunge percorrendo una ripida salita che da Anzù conduce fino allo spiazzo da cui parte una grande scalinata monumentale costruita nell’Ottocento da Giuseppe Segusini; in alternativa si può percorrere a piedi il panoramico sentiero.

Internamente la chiesa presenta una serie di affreschi realizzati a partire dal Duecento con figure di santi, scene dei testi sacri e le vicende della vita dei santi Vittore e Corona, così come nel chiostro si può ripercorrere la storia del Santuario attraverso gli affreschi seicenteschi che lo decorano.

Architettura

Come molte chiese meta di pellegrinaggio, anche il Santuario presenta un’abside con l’arca dei santi posta al centro, e un deambulatorio porticato su tre livelli che permetteva ai fedeli di poter vedere e percorrere lo spazio intorno alle reliquie dei due martiri.

Il borgo di Anzù aveva anche sviluppato una serie di attività commerciali e sociali legate al Santuario; dal 1142 è documentata la presenza di un dazio e di un mercato, e nel 1286 è registrata la fondazione di un Ospedale, gestito dalla Confraternita di San Vittore, di cui rimane ancora l’arco d’ingresso ai piedi della salita.
Solo nel 1495 la chiesa divenne anche un convento con l’arrivo della congregazione degli Eremiti di San Girolamo di Fiesole, che fece numerosi interventi per adibire la struttura a questa nuova funzione. Verso la fine del Seicento giunsero i Padri Somaschi che intervennero sull’edificio trasformando l’aspetto interno della chiesa fino al 1772, pochi anni prima che il convento venisse soppresso dalla Repubblica di Venezia.

Seguì un periodo in cui il santuario fu guidato da rettori eletti dalla città di Feltre, fino al 1852 quando arrivarono i Frati Minori Francescani che lasciarono nel 1878 l’edificio trasformato con gli interventi di Giuseppe Segusini a cui si deve ad esempio la monumentale scalinata d’accesso.

Durante la Grande Guerra il convento venne utilizzato come alloggio militare; fortunatamente l’intera struttura e le opere d’arte rimasero sostanzialmente integri.
Oggi il Santuario, grazie anche ai recenti restauri, è un luogo magnifico sia dal punto di vista religiose che storico-artistico e ospita una Casa Diocesana per gli esercizi spirituali e numerose iniziative culturali.

Opere d'arte

Il punto focale del Santuario è sicuramente l’area del martyrium, raccolto attorno all’arca contenente le reliquie dei santi Vittore e Corona realizzata alla fine dell’XI secolo con lo stesso marmo greco delle colonne che la circondano. Probabilmente in origine il sarcofago conteneva il corpo di Giovanni da Vidor, promotore della costruzione del Santuario, e venne successivamente riutilizzato per conservare le reliquie dei due martiri nel 1354. Nel 1440 l’arca fu elevata su quattro colonne con capitelli decorati e sistemata su di una lastra decorata con la statua di San Vittore.

Dal Duecento in poi le pareti interne della chiesa vennero decorate con numerosi affreschi realizzati da differenti artisti che rappresentano alcuni santi, i Padri della Chiesa e con scene quali il Giudizio Universale e l’Ultima Cena con dei particolari gamberi rossi presenti sulla tavola. Il ciclo che occupa si può ammirare a sinistra del presbiterio propone le Storie dei Santi Vittore e Corona con le vicende più importanti della vita dei due martiri realizzato nel terzo decennio del Trecento.

Nella loggia dietro l’arca si può ammirare una scultura in legno di San Vittore in armatura realizzata tra le fine del Quattrocento e i primi anni del secolo successivo.
E’ da ricordare anche la cattedra vescovile duecentesca, che, secondo la tradizione, avrebbe il potere di guarire il mal di schiena e la bellissima piccola scultura in alabastro del primo Quattrocento con una Madonna con il Bambino oggi conservata presso il Museo Diocesano d’Arte Sacra di Feltre.

La visita al Santuario non può che concludersi nel chiostro nel cui cortile, al centro, è posizionata una vera da pozzo del 1569, mentre lungo le pareti del loggia si può ripercorrere la storia del luogo attraverso alcuni affreschi seicenteschi.

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Orari e accessibilità

Il Santuario si raggiunge salendo dal borgo di Anzù, a circa 4 km da Feltre.


Contatti

Teltel +39 (0)439 211 5

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