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Tappa 21: da Cima Campigotto a Vigo di Cadore

Dal Rifugio Tenente Fabbro in località Cima Campigotto, si scende lungo la strada asfaltata fino a imboccare sulla sinistra il sentiero CAI 338 per Casera Doana, un’ampia carrareccia che sale sullo scenario mozzafiato delle vette dolomitiche tra cui le Tre Cime di Lavaredo, i Cadini di Misurina, il Cristallo, le Marmarole, il Sorapiss e tante altre.

Si continua poi sempre sul sentiero CAI 338 scendendo attraverso il bosco verso malga delle Pecore (a volte il tracciato è poco evidente ma comunque ben segnalato dai segnavia CAI bianchi e rossi) per poi sbucare su verdi prati disseminati di fienili e baite e dove il sentiero si fa più ampio.
L’itinerario prosegue in discesa su strada asfaltata fino a incontrare il ristorante-pizzeria Al Foghèr dove, sul retro della struttura, si intraprende il sentiero che scende verso destra in direzione parallela alla strada verso Laggio.

Proseguendo lungo questo sentiero ci si imbatte, ad un certo punto, in una stradina asfaltata dove a pochi passi si imbocca una carrareccia che conduce alla chiesa di S. Margherita di Salagona, una delle chiese più antiche di tutta la provincia, all’interno della quale sono conservati alcuni affreschi in stile bizantino del XIII-XIV secolo.

Ritornando sui propri passi si continua sulla stradina verso Laggio che sbuca sulla strada asfaltata in prossimità di una curva. Da questo punto il centro del paese con la chiesa dedicata a S. Antonio è facilmente raggiungibile, così come facilmente si prosegue verso Vigo di Cadore, dove è possibile visitare le chiese di S. Orsola, S. Martino e della Madonna della Difesa, meta finale della tappa.
 

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Tappa 21: da Cima Campigotto a Vigo di Cadore

Dal Rifugio Tenente Fabbro in località Cima Campigotto, si scende lungo la strada asfaltata fino a imboccare sulla sinistra il sentiero CAI 338 per Casera Doana, un’ampia carrareccia che sale sullo scenario mozzafiato delle vette dolomitiche tra cui le Tre Cime di Lavaredo, i Cadini di Misurina, il Cristallo, le Marmarole, il Sorapiss e tante altre.

Si continua poi sempre sul sentiero CAI 338 scendendo attraverso il bosco verso malga delle Pecore (a volte il tracciato è poco evidente ma comunque ben segnalato dai segnavia CAI bianchi e rossi) per poi sbucare su verdi prati disseminati di fienili e baite e dove il sentiero si fa più ampio.
L’itinerario prosegue in discesa su strada asfaltata fino a incontrare il ristorante-pizzeria Al Foghèr dove, sul retro della struttura, si intraprende il sentiero che scende verso destra in direzione parallela alla strada verso Laggio.

Proseguendo lungo questo sentiero ci si imbatte, ad un certo punto, in una stradina asfaltata dove a pochi passi si imbocca una carrareccia che conduce alla chiesa di S. Margherita di Salagona, una delle chiese più antiche di tutta la provincia, all’interno della quale sono conservati alcuni affreschi in stile bizantino del XIII-XIV secolo.

Ritornando sui propri passi si continua sulla stradina verso Laggio che sbuca sulla strada asfaltata in prossimità di una curva. Da questo punto il centro del paese con la chiesa dedicata a S. Antonio è facilmente raggiungibile, così come facilmente si prosegue verso Vigo di Cadore, dove è possibile visitare le chiese di S. Orsola, S. Martino e della Madonna della Difesa, meta finale della tappa.
 

Altre informazioni

Dislivello: 400 m in salita, 1200 m in dicsesa
Cima Campigotto (1790 m) – Vigo di Cadore (936 m)
 



Periodo consigliato

Da maggio a ottobre


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