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Tappa 26: da Longarone a Farra d'Alpago

La parte iniziale della tappa ripercorre i luoghi simbolo della tragedia del Vajont, avvenuta il 9 ottobre 1963, quando una grande frana si staccò dal monte Toc per cadere nel lago creato dallo sbarramento della diga nella valle del torrente Vajont. Partendo dalla chiesa di Longarone, da cui si scorge sulla sponda opposta del fiume Piave, la mole della diga che sovrasta il paese, il percorso si dirige verso l'abitato di Pirago, il cui campanile rimase integro dopo il tremendo evento, raggiungendo il cimitero nuovo di Muda Maè.

Da qui si percorre un sentiero che, costeggiando la ferrovia, giunge fino a Faè Alto dove, appena fuori dal paese, si può ammirare in lontananza la sequoia secolare che sopravvisse all'onda del Vajont. Scendendo quindi verso l’imbocco della strada per la foresta di Cajada e attraversato il greto del torrente Desedan, si giunge al cimitero di Fortogna, eretto in ricordo di tutte le vittime del Vajont e diventato monumento nazionale.

Si attraversa quindi il sottopassaggio della ferrovia per imboccare la pista ciclabile nota come “Rivierasca del Piave”, che costeggia la sponda destra del fiume per circa 3 km e giunge nei pressi di Soverzene dove sorge la centrale idroelettrica, proseguendo poi fino all'abitato di Soccher, in comune di Ponte nelle Alpi. Da qui la strada porta verso Casan e Reveane e, seguendo le indicazioni del Sentiero Alpago Natura, si arriva fino al canale artificiale del Rai, dominato da un bel sentiero panoramico che passa per la località di Paludi e giunge fino a Bastia entrando quindi in comune di Puos d'Alpago.

L'itinerario prosegue costeggiando le sponde del Lago di Santa Croce, con le sue correnti particolarmente amate dagli appassionati di windsurf, kitesurf e vela e con una grande spiaggia dove rilassarsi. Attraversata l'oasi naturalistica degli Sbarai, che offre un piacevole panorama su tutti i monti che circondano la conca dell’Alpago, si attraversa la passerella sul torrente Tesa, giungendo in comune di Farra d'Alpago, punto di arrivo della tappa.

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Tappa 26: da Longarone a Farra d'Alpago

La parte iniziale della tappa ripercorre i luoghi simbolo della tragedia del Vajont, avvenuta il 9 ottobre 1963, quando una grande frana si staccò dal monte Toc per cadere nel lago creato dallo sbarramento della diga nella valle del torrente Vajont. Partendo dalla chiesa di Longarone, da cui si scorge sulla sponda opposta del fiume Piave, la mole della diga che sovrasta il paese, il percorso si dirige verso l'abitato di Pirago, il cui campanile rimase integro dopo il tremendo evento, raggiungendo il cimitero nuovo di Muda Maè.

Da qui si percorre un sentiero che, costeggiando la ferrovia, giunge fino a Faè Alto dove, appena fuori dal paese, si può ammirare in lontananza la sequoia secolare che sopravvisse all'onda del Vajont. Scendendo quindi verso l’imbocco della strada per la foresta di Cajada e attraversato il greto del torrente Desedan, si giunge al cimitero di Fortogna, eretto in ricordo di tutte le vittime del Vajont e diventato monumento nazionale.

Si attraversa quindi il sottopassaggio della ferrovia per imboccare la pista ciclabile nota come “Rivierasca del Piave”, che costeggia la sponda destra del fiume per circa 3 km e giunge nei pressi di Soverzene dove sorge la centrale idroelettrica, proseguendo poi fino all'abitato di Soccher, in comune di Ponte nelle Alpi. Da qui la strada porta verso Casan e Reveane e, seguendo le indicazioni del Sentiero Alpago Natura, si arriva fino al canale artificiale del Rai, dominato da un bel sentiero panoramico che passa per la località di Paludi e giunge fino a Bastia entrando quindi in comune di Puos d'Alpago.

L'itinerario prosegue costeggiando le sponde del Lago di Santa Croce, con le sue correnti particolarmente amate dagli appassionati di windsurf, kitesurf e vela e con una grande spiaggia dove rilassarsi. Attraversata l'oasi naturalistica degli Sbarai, che offre un piacevole panorama su tutti i monti che circondano la conca dell’Alpago, si attraversa la passerella sul torrente Tesa, giungendo in comune di Farra d'Alpago, punto di arrivo della tappa.

Altre informazioni

Dislivello: 70 m

Longarone (473 m) – Farra d’Alpago (400 m)
 

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Periodo consigliato

Da aprile ad ottobre.


Difficoltà

Facile


Caratteristiche del terreno

Misto


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