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Da Canale d'Agordo a Belluno lungo il torrente Cordevole

Canale d’Agordo è punto di partenza di uno dei percorsi della Via dei Papi che collega l’Agordino e la città capoluogo di provincia, Belluno.
Terra natale di Albino Luciani, divenuto poi Papa Giovanni Paolo I, Canale d’Agordo è una località rilevante dal punto di vista religioso e conserva in ogni suo scorcio la testimonianza della fede.

Nato a Canale d’Agordo il 17 novembre 1912 e proveniente da una famiglia umile e povera, Albino Luciani è stato il 263° Vescovo di Roma e Papa della Chiesa Cattolica, eletto il 26 agosto 1978 dopo un breve conclave che ha visto uno dei quorum più alti dei conclavi del Novecento con 101 voti tra 111 cardinali. Il nominativo di Papa Giovanni Paolo I è frutto di una sua scelta che per la prima volta nella bimillenaria storia della Chiesa ricadde sul doppio nome in onore dei suoi predecessori Papa Giovanni XXIII e Papa Paolo VI.
Il suo pontificato è stato il più breve della storia, conclusosi infatti solamente dopo 33 giorni a causa della sua morte improvvisa, ma ha comunque introdotto delle innovazioni che si conservano ancor oggi. Fu grazie a lui, infatti, che si stabilì la consuetudine di parlare alla folla dopo l’elezione pontificia, che venne abolito il plurale maiestatis nei discorsi, e che la tradizionale cerimonia di incoronazione venne sostituita con “una solenne cerimonia per l’inizio del ministero petrino”, rinunciando perfino alla sedia gestatoria.
Ricordato anche come “Papa del Sorriso”, Papa Luciani ha sempre dimostrato grande umiltà e attaccamento alla sua terra, dove ancor oggi vive il suo ricordo.
Una personalità decisiva nel mondo ecclesiastico, che ha cambiato il mondo della Chiesa anche prima della sua elezione a pontefice.
Di rilievo l’episodio dello “Scisma di Montaner”, in cui il vescovo Albino Luciani si ritrovò a dover affrontare un popolo scontroso che desiderava ad ogni costo stabilire il nuovo parroco di Montaner, ricordando che un parroco non viene eletto dal popolo. La disobbedienza e scontrosità della popolazione si inasprì a tal punto da indurre Luciani a prelevare le ostie consacrate dalla chiesa e andarsene non permettendo più a nessun prete di celebrare messe e sacramenti in quella chiesa. Da qui ebbe luogo il vero scisma che portò il popolo a creare una chiesa ortodossa che perdura tuttora.

Canale d’Agordo, in passato denominato anche Forno di Canale, è sempre stato il fulcro economico e religioso della Val Biois, la bella vallata che si estende dal Passo San Pellegrino a Cencenighe Agordino lungo il corso dell’omonimo torrente.
Una località in cui da ogni angolo trapela la fede religiosa, non solamente perché paese natale di Albino Luciani ma per una particolare religiosità insita nella popolazione che ha accolto alcuni grandi preti della storia ecclesiastica come Don Antonio Della Lucia, originario di Frassenè e arciprete di Canale d’Agordo per ben 38 anni.

Sulle mura delle case, inoltre, non è raro trovare affreschi raffiguranti Santi e figure religiose: un modo per manifestare la propria fede ma anche per chiedere protezione a Dio; non a caso, infatti, la Val Biois è anche denominata “La Valle con i Santi alle finestre”.
I luoghi di culto da visitare sono la Chiesa Arcipretale dedicata a S. Giovanni Battista, dove Papa Luciani ricevette i suoi primi sacramenti, probabilmente risalente al XII secolo dove, tra le altre opere, si segnalano il tabernacolo in legno dorato di Andrea Brustolon, alcune sculture di Giovanni Marchiori e di Amedeo Da Pos, allievo del Besarèl, il medaglione sulla facciata principale realizzato dallo stesso Besarèl e un pregevole organo del Callido.
Più piccole, ma non meno interessanti sono anche le chiese minori dello Spirito Santo a Carfon e della Madonna della Neve a Gares.
In ricordo di Papa Luciani, presso la canonica è stata allestita una mostra fotografica e documentaria che conserva immagini di Albino Luciani ma anche alcuni cimeli come registri, quaderni, libri, lettere e qualche capo di vestiario.
Si ricorda, infine, che Canale d’Agordo è anche località gemellata con Wadowice, città natale di Karol Wojtyla, Papa Giovanni Paolo II.

Spostandoci verso Belluno, poco dopo Agordo e nel Comune di Rivamonte Agordino è prevista un’interessante tappa nella suggestiva Valle Imperina.
Sede di un importante centro minerario e metallurgico fino ai primi anni del Novecento, la Valle Imperina è un luogo affascinante della provincia che si colloca sulla destra orografica del Cordevole e all’interno del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. Tappa finale della Via degli Ospizi, che collega la Certosa di Vedana alle miniere della Valle Imperina lungo un antico tracciato che si snoda dalla Valbelluna all’Agordino all’interno del parco.

Da Valle Imperina la Via dei Papi conduce infine nella città capoluogo, Belluno.
È tuttavia possibile, nel tragitto verso Belluno, deviare verso Sospirolo per visitare la Certosa di Vedana in località Masiere.
Risalente agli inizi del Basso Medioevo, alcune documentazioni rivelano la presenza di un ospizio, la Certosa di Vedana viene istituita nel 1456 e affidata ai padri certosini dell’ordine di San Brunone; attualmente ospita invece una comunità di monache di clausura.
Fu proprio qui, inoltre, che nacque Girolamo Segato, cartografo, naturalista ed egittologo italiano, la cui famiglia gestiva un’azienda agricola proprio all’interno dell’imponente struttura.
 

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Da Canale d'Agordo a Belluno lungo il torrente Cordevole

Canale d’Agordo è punto di partenza di uno dei percorsi della Via dei Papi che collega l’Agordino e la città capoluogo di provincia, Belluno.
Terra natale di Albino Luciani, divenuto poi Papa Giovanni Paolo I, Canale d’Agordo è una località rilevante dal punto di vista religioso e conserva in ogni suo scorcio la testimonianza della fede.

Nato a Canale d’Agordo il 17 novembre 1912 e proveniente da una famiglia umile e povera, Albino Luciani è stato il 263° Vescovo di Roma e Papa della Chiesa Cattolica, eletto il 26 agosto 1978 dopo un breve conclave che ha visto uno dei quorum più alti dei conclavi del Novecento con 101 voti tra 111 cardinali. Il nominativo di Papa Giovanni Paolo I è frutto di una sua scelta che per la prima volta nella bimillenaria storia della Chiesa ricadde sul doppio nome in onore dei suoi predecessori Papa Giovanni XXIII e Papa Paolo VI.
Il suo pontificato è stato il più breve della storia, conclusosi infatti solamente dopo 33 giorni a causa della sua morte improvvisa, ma ha comunque introdotto delle innovazioni che si conservano ancor oggi. Fu grazie a lui, infatti, che si stabilì la consuetudine di parlare alla folla dopo l’elezione pontificia, che venne abolito il plurale maiestatis nei discorsi, e che la tradizionale cerimonia di incoronazione venne sostituita con “una solenne cerimonia per l’inizio del ministero petrino”, rinunciando perfino alla sedia gestatoria.
Ricordato anche come “Papa del Sorriso”, Papa Luciani ha sempre dimostrato grande umiltà e attaccamento alla sua terra, dove ancor oggi vive il suo ricordo.
Una personalità decisiva nel mondo ecclesiastico, che ha cambiato il mondo della Chiesa anche prima della sua elezione a pontefice.
Di rilievo l’episodio dello “Scisma di Montaner”, in cui il vescovo Albino Luciani si ritrovò a dover affrontare un popolo scontroso che desiderava ad ogni costo stabilire il nuovo parroco di Montaner, ricordando che un parroco non viene eletto dal popolo. La disobbedienza e scontrosità della popolazione si inasprì a tal punto da indurre Luciani a prelevare le ostie consacrate dalla chiesa e andarsene non permettendo più a nessun prete di celebrare messe e sacramenti in quella chiesa. Da qui ebbe luogo il vero scisma che portò il popolo a creare una chiesa ortodossa che perdura tuttora.

Canale d’Agordo, in passato denominato anche Forno di Canale, è sempre stato il fulcro economico e religioso della Val Biois, la bella vallata che si estende dal Passo San Pellegrino a Cencenighe Agordino lungo il corso dell’omonimo torrente.
Una località in cui da ogni angolo trapela la fede religiosa, non solamente perché paese natale di Albino Luciani ma per una particolare religiosità insita nella popolazione che ha accolto alcuni grandi preti della storia ecclesiastica come Don Antonio Della Lucia, originario di Frassenè e arciprete di Canale d’Agordo per ben 38 anni.

Sulle mura delle case, inoltre, non è raro trovare affreschi raffiguranti Santi e figure religiose: un modo per manifestare la propria fede ma anche per chiedere protezione a Dio; non a caso, infatti, la Val Biois è anche denominata “La Valle con i Santi alle finestre”.
I luoghi di culto da visitare sono la Chiesa Arcipretale dedicata a S. Giovanni Battista, dove Papa Luciani ricevette i suoi primi sacramenti, probabilmente risalente al XII secolo dove, tra le altre opere, si segnalano il tabernacolo in legno dorato di Andrea Brustolon, alcune sculture di Giovanni Marchiori e di Amedeo Da Pos, allievo del Besarèl, il medaglione sulla facciata principale realizzato dallo stesso Besarèl e un pregevole organo del Callido.
Più piccole, ma non meno interessanti sono anche le chiese minori dello Spirito Santo a Carfon e della Madonna della Neve a Gares.
In ricordo di Papa Luciani, presso la canonica è stata allestita una mostra fotografica e documentaria che conserva immagini di Albino Luciani ma anche alcuni cimeli come registri, quaderni, libri, lettere e qualche capo di vestiario.
Si ricorda, infine, che Canale d’Agordo è anche località gemellata con Wadowice, città natale di Karol Wojtyla, Papa Giovanni Paolo II.

Spostandoci verso Belluno, poco dopo Agordo e nel Comune di Rivamonte Agordino è prevista un’interessante tappa nella suggestiva Valle Imperina.
Sede di un importante centro minerario e metallurgico fino ai primi anni del Novecento, la Valle Imperina è un luogo affascinante della provincia che si colloca sulla destra orografica del Cordevole e all’interno del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. Tappa finale della Via degli Ospizi, che collega la Certosa di Vedana alle miniere della Valle Imperina lungo un antico tracciato che si snoda dalla Valbelluna all’Agordino all’interno del parco.

Da Valle Imperina la Via dei Papi conduce infine nella città capoluogo, Belluno.
È tuttavia possibile, nel tragitto verso Belluno, deviare verso Sospirolo per visitare la Certosa di Vedana in località Masiere.
Risalente agli inizi del Basso Medioevo, alcune documentazioni rivelano la presenza di un ospizio, la Certosa di Vedana viene istituita nel 1456 e affidata ai padri certosini dell’ordine di San Brunone; attualmente ospita invece una comunità di monache di clausura.
Fu proprio qui, inoltre, che nacque Girolamo Segato, cartografo, naturalista ed egittologo italiano, la cui famiglia gestiva un’azienda agricola proprio all’interno dell’imponente struttura.
 



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