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Comincio dai 3 (BELLUNO) - Stagione di teatro per le nuove generazioni 2017/2018

Un classico della letteratura per ragazzi che, nel ripercorrere la “guerra” delle due bande dei paesi limitrofi di Longeverne e Velrans, tocca il controverso rapporto infanzia-adulti e il tema della crescita. Tre personaggi: un giovane attore di provincia, un contadino e una maestra elementare, si ritrovano casualmente a rievocare le gesta epiche ed eroiche compiute durante le battaglie, nelle quali i bottoni, asportati dai vestiti del nemico, erano la preda più ambita in caso di vittoria. Riemergono così personaggi e avvenimenti della loro infanzia: la composizione delle bande con i compagni più amati, gli avversari più temuti, la preparazione degli assalti, la pianificazione delle strategie e delle regole dell'attacco, la gloriosa costruzione del fortino e la sua ignominiosa distruzione, i primi tormenti amorosi, il dolore del tradimento e la gioia delle piccole vittorie. Un mondo dominato dalla voglia di avventura, dal quale gli adulti sono esclusi proprio perché incapaci di ricordare di avere combattuto anch'essi le medesime battaglie. Desideri, frustrazioni, vendette giovanili vengono raccontate in una “guerra” che si consuma ai margini del bosco, in uno scenario naturale con il quale i giovani protagonisti conservano ancora un forte rapporto: rami e cespugli li sorreggono e li nascondono, le grotte li proteggono, i sentieri li disperdono. In questa cornice l'infanzia torna ad essere quel periodo in cui la libertà del pensiero e dell'immaginazione sono assoluti, un periodo in cui tutte le barriere, soprattutto quelle create dagli adulti, possono e devono essere superate, e dove la complicità con i pari è pressoché totale. Forte è anche la relazione col loro paese, per la cui gloria combattono, paese che rappresenta non solo le loro radici, ma la loro identità. Questo senso d’appartenenza, queste relazioni forti, esistono ancora per i ragazzi di oggi? E in quale contesto? Le bande delle periferie metropolitane di oggi sono ben altra cosa da quelle descritte da Pergaud. La guerra che combattono i suoi ragazzi è un gioco, condotto con estrema serietà ma un gioco, che permette loro di crescere, imparando a perdonare laddove si vince, a restare in piedi laddove si perde.
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Comincio dai 3 (BELLUNO) - Stagione di teatro per le nuove generazioni 2017/2018

Teatro
bottoni Un classico della letteratura per ragazzi che, nel ripercorrere la “guerra” delle due bande dei paesi limitrofi di Longeverne e Velrans, tocca il controverso rapporto infanzia-adulti e il tema della crescita. Tre personaggi: un giovane attore di provincia, un contadino e una maestra elementare, si ritrovano casualmente a rievocare le gesta epiche ed eroiche compiute durante le battaglie, nelle quali i bottoni, asportati dai vestiti del nemico, erano la preda più ambita in caso di vittoria. Riemergono così personaggi e avvenimenti della loro infanzia: la composizione delle bande con i compagni più amati, gli avversari più temuti, la preparazione degli assalti, la pianificazione delle strategie e delle regole dell'attacco, la gloriosa costruzione del fortino e la sua ignominiosa distruzione, i primi tormenti amorosi, il dolore del tradimento e la gioia delle piccole vittorie. Un mondo dominato dalla voglia di avventura, dal quale gli adulti sono esclusi proprio perché incapaci di ricordare di avere combattuto anch'essi le medesime battaglie. Desideri, frustrazioni, vendette giovanili vengono raccontate in una “guerra” che si consuma ai margini del bosco, in uno scenario naturale con il quale i giovani protagonisti conservano ancora un forte rapporto: rami e cespugli li sorreggono e li nascondono, le grotte li proteggono, i sentieri li disperdono. In questa cornice l'infanzia torna ad essere quel periodo in cui la libertà del pensiero e dell'immaginazione sono assoluti, un periodo in cui tutte le barriere, soprattutto quelle create dagli adulti, possono e devono essere superate, e dove la complicità con i pari è pressoché totale. Forte è anche la relazione col loro paese, per la cui gloria combattono, paese che rappresenta non solo le loro radici, ma la loro identità. Questo senso d’appartenenza, queste relazioni forti, esistono ancora per i ragazzi di oggi? E in quale contesto? Le bande delle periferie metropolitane di oggi sono ben altra cosa da quelle descritte da Pergaud. La guerra che combattono i suoi ragazzi è un gioco, condotto con estrema serietà ma un gioco, che permette loro di crescere, imparando a perdonare laddove si vince, a restare in piedi laddove si perde.


Dove

- Teatro Comunale di Belluno - Piazza Vittorio Emanuele II
Belluno


Quando

Il 17/11/2017
dalle 10:00 alle 11:30


Organizzato da:

Tib Teatro


Contatti

Teltel 0437 950555

Emaile-mail

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